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Il grande business delle carceri minorili

La privatizzazione delle carceri negli Stati Uniti non cessa di dare scandalo, la situazione delle prigioni per minori è pessima, ma un meccanismo ferreo impedisce di mettervi rimedio.

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CARCERI MINORILI NEGLI USA – Le carceri minorili statunitensi offrono una panorama che varia da stato a stato come le leggi relative, ci sono quelli che obbligano i giovani a vestire le divise a strisce, considerate “degradanti” persino per gli adulti e ci sono alcune eccellenze, ma il panorama è dominato da pessime prigioni private, un business senza controlli e senza qualità, che un’inchiesta dell’Huffington Post ha cercato d’illuminare ripercorrendo le tracce del più grande tra i fornitori di servizi carcerari della Florida, che ha privatizzato tutte le sua prigioni per minori.

LE INCHIESTE – Non è la prima inchiesta del genere, esistono anche  siti dedicati che si occupano di monitorare per quanto possibile quello che succede dietro i recinti oltre i quali sono rinchiusi, spesso con motivazioni risibili, una gran numero di minori per lo più figli delle minoranze etniche e dei quartieri più poveri. A peggiorare la situazione si sono aggiunti poi scandali che hanno visto giudici condannati per aver emesso severissime e numerosissimi sentenze abusive ai danni di minori in collusione con i contractor che gestiscono le prigioni.

COSA SUCCEDE NELLE PRIGIONI – Che le prigioni minorili in Florida non funzionino non è un’opinione, il tasso di recidiva degli ospiti è del 40% entro un anno dal rilascio, nello stato di New York che non ha prigioni private è del 25%, l’inchiesta spiega perchè non funzionano e perché continueranno a non funzionare.