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Le Iene, Enrico Letta e i fondi ottenuti dai big del gioco d’azzardo

Già in passato un’intervista rilasciata da un assistente di un senatore, in forma anonima, alle Iene aveva svelato lo scandalo dei parlamentari a libro paga delle lobby del gioco d’azzardo. A finire nel mirino della trasmissione è stato ieri lo stesso presidente del Consiglio Enrico Letta, incalzato dall’inviato Flavio Roma sui suoi rapporti con i big del settore.

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LE IENE: ENRICO LETTA E LA LOBBY DEL GIOCO – L’inviato ha cercato di intervistare il premier sul tema dei finanziamenti della lobby del gioco alla politica già a maggio, ma non riuscì ad ottenere risposta. Durante il servizio si ricorda proprio l’intervista alla fonte anonima, che aveva denunciato il traffico illecito nei palazzi del potere. Secondo quanto aveva raccontato l’assistente alle Iene, esistono multinazionali che, ogni mese, girano per i palazzi della politica attraverso i loro rappresentanti: «Ci incontrano per darci soldi da consegnare a senatori e deputati», ha aggiunto l’assistente. L’assistente aveva allora fornito numeri e cifre dello scandalo, sottolineando come due multinazionali elargiscano rispettivamente mille e due mila euro al mese. Quelle denunciate dalla fonte sono corporation che operano proprio nel settore del gioco d’azzardo legalizzato, ovvero videogiochi e slot machine, oltre che quelle del tabacco.  Con i parlamentari che, in cambio dei finanziamenti illegali, proteggono queste società a discapito del cittadino. La fonte aveva aggiunto come, per quanto riguarda le sale bingo, «si erano formati due gruppi, uno che fa capo al centrodestra e un altro al centrosinistra,coordinate da ex esponenti del centrosinistra». Racconti che, se fossero confermati, svelerebbero un sistema di corruzione dilagante. Lo stesso Pietro Grasso, presidente del Senato, aveva allora invitato a denunciare chi fosse a conoscenza di questi comportamenti illeciti tra i palazzi della politica. Da allora era stato il MoVimento 5 Stelle ad attaccare Letta, denunciando finanziamenti alla sua fondazione. Ovvero, il think net, Vedrò: lo stesso per cui il premier – di fronte alle accuse del parlamentare a 5 stelle Carlo Sibilia – ha ieri ricordato la decisione della chiusura, proprio per evitare conflitti d’interessi.

LE IENE E I FINANZIAMENTI PER LA FONDAZIONE DI LETTA VEDRÒ – Le Iene ricordano come il MoVimento 5 Stelle avesse denunciato finanziamenti per 20mila euro alla fondazione di Enrico Letta. Oltre a un finanziamento di alcuni anni fa, per il valore di 15 mila euro, erogato da Porsia, titolare dell’Hbg, il gruppo che gestisce le concessioni dell’Amministrazione dei Monopoli di Stato. Si ricorda come diversi quotidiani avessero svelato finanziamenti privati e leciti dei big del gioco d’azzardo ad Enrico Letta: «Trenta mila euro alla sua fondazione Vedrò, mentre 15mila euro direttamente a lui», si spiega nel servizio. Ma, dopo un’interrogazione in Senato, non c’è mai stata alcuna smentita, si ricorda nel servizio. Le Iene si interrogano sull’opportunità per un politico di ricevere finanziamenti da una società che basa la sua attività principale sulle concessioni dello Stato: «Quanto sarà libero nella sua attività da condizionamenti?», accusano Le Iene. Una settimana dopo la denuncia di molti quotidiani, viene ripreso un servizio del Tg3 con il quale si ricorda come per coprire i mancati introiti sull’Imu, il governo decise di condonare una parte di quanto titolari di società di slot e videopoker devono allo Stato: una sanatoria effettiva, con uno sconto da due miliardi e mezzo a 600 milioni di euro circa. Anche le Iene precisano: «Per fare cassa, il governo offre un accordo a quei titolari di attività che avevano ricevuto una multa da 98 miliardi di euro, poi ridotti a 2 e mezzo. Erano stati condannati perché le loro macchine non erano collegate alla rete informatica del Fisco», si precisa. Ovvero, non pagavano le tasse dovute. Tanto che si potrebbe arrivare fino a uno sconto del 75% (una settimana fa l’aula della Camera ha poi approvato l’emendamento proposto dalla maggioranza che abbassava ulteriormente dal 25 al 20% l’aliquota della sanatoria per i concessionari a condizione che il pagamento fosse immediato e in un’unica rata, ndr). Chi c’è tra le fortunate società che potranno beneficiarne? Proprio la Hbg, quella che, secondo i media, ha finanziato Enrico Letta con 15mila euro. Le Iene hanno tentato nuovamente di chiedere conto al premier della vicenda, ma Letta ha preferito non rispondere ai quesiti posti dall’inviato Roma.