STRADA VS FERROVIA - Riguardo il dirottamento del traffico stradale verso quello ferroviario l’aumento del prezzo del petrolio poteva essere una buona occasione per sviluppare ed adeguare il trasporto ferroviario affinché sostituisse efficacemente quello su strada, sia di merci sia di persone. Altra occasione probabilmente persa. Va inoltre considerato che le Ferrovie negli ultimi anni hanno investito due terzi delle risorse in linee ad alta velocità, trascurando il traffico urbano ed extraurbano di breve percorrenza, nonostante il 64 per cento del traffico automobilistico si svolga nel raggio di cinque chilometri dal centro delle città e il 19 per cento entro un raggio di dieci chilometri.
Se non si investe in questi tragitti difficilmente si riuscirà a “rubare” traffico dalle strade. Anche il trasporto ad alta velocità non ha dato assolutamente i benefici sperati, risultano infatti enormi rallentamenti in corrispondenza dei nodi ferroviari in cui la velocità dei treni deve essere ridotta a causa del mancato adeguamento della rete, ne consegue un totale tempo di percorrenza ancora troppo alto rispetto agli standard europei, situazione che vanifica in parte l’investimento in alta velocità. Col prezzo del petrolio a questi livelli i benefici del trasporto ferroviario aumentano, tuttavia se non si riducono i costi, difficilmente il saldo preso in considerazione dai cittadini per un eventuale passaggio al trasporto su rotaia sarà positivo per le Ferrovie. A questo proposito si commette spesso un grave errore, ossia credere che mantenere basse le tariffe sia l’unico modo per incentivare l’uso del treno. Ed è un grave errore per due motivi. Le tariffe in Italia sono più basse che in altri Paesi dell’Unione, il pessimo servizio non viene compensato neppure dalle basse tariffe, se i viaggi in treno fossero gratuiti non è detto aumenterebbero i passeggeri (forse esagero, prendetela come una provocazione). Adeguare le tariffe al servizio è un errore, ciò che occorre è migliorare il servizio, non ridurre le tariffe. E’ indispensabile anche per questo motivo un’autorità indipendente, che misuri gli indici di qualità, quali la puntualità e dia un giudizio severo, capace di far agire di conseguenza l’amministrazione delle Ferrovie, responsabilizzando i manager. Per questo occorre anche rivedere i contratti stipulati con gli amministratori che a fronte di pessime gestioni troppo spesso hanno beneficiato di buonuscite assolutamente ingiustificabili. Solo in seguito a un miglioramento degli indici di qualità si potrà (dovrà) agire sulle tariffe adeguandole al servizio, questa volta migliorato e quindi aumentandole. Inoltre un aumento tariffario va utilizzato, non sprecato, nella situazione attuale porterebbe a coprire le perdite, senza possibilità di risultare un incentivo al miglioramento del servizio.
PRIVATIZZARE VS AUTORITA’ INDIPENDENTE - Un incentivo potrebbe venire dall’ingresso di operatori privati, o addirittura come suggerisce Ugo Arrigo sul blog dell’IBL una “societarizzazione delle differenti tipologie di servizio (lunga distanza, regionale, merci) separandole dalla rete e destinandone la proprietà al mercato” e la “liberalizzazione dell’accesso alle rete, aprendola alle compagnie che desiderano svolgere il servizio del trasporto”, queste strade sono attualmente precluse per la pessima gestione della rete da parte di Rfi.
Le tratte più redditizie a causa di una non efficace gestione della rete sono sottoutilizzate, ragion per cui un privato non riuscirebbe a rientrare del suo investimento, e il pubblico si fa carico dei costi visto che proprio in queste tratte potrebbe avere un ricavo sufficiente a coprire le tratte invece meno redditizie. La situazione attuale crea per le Ferrovie un profitto da rendita di monopolio mal regolato, da cui risultano danni netti sia per i consumatori sia per il benessere sociale dell’intera collettività. Mancati trasferimenti e blocchi delle tariffe costituiscono per le Ferrovie pesanti perdite a cui si aggiunge l’inefficienza aziendale. Per coprire queste perdite, non arrivando nuovi trasferimenti ed essendo bloccate le tariffe Moretti (amministratore delegato delle Ferrovie) ha ridotto i costi da lui ritenuti tagliabili, da cui però ne risulterà una riduzione del servizio, rendendo ancora più improbabile un aumento delle tariffe. Prima ho scritto che è un errore adeguare le tariffe al servizio riducendole, ebbene è un errore anche adeguarsi alle basse tariffe riducendo ulteriormente il servizio. In mancanza di operatori privati (e finché sarà nei fatti impossibile un loro ingresso) è dunque indispensabile un’autorità indipendente che valuti l’operato dell’amministrazione delle Ferrovie, che confronti e giudichi gli indici di qualità, che controlli lo stato dell’innovazione in questo settore, che si pronunci e che possa dunque, attraverso la trasparenza dei suoi giudizi, dare una valutazione d’insieme in grado di evidenziare le responsabilità e, si spera, colpirle.
























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Il 14 maggio 2008 la sezione controllo Enti della Corte dei Conti ha depositato una relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria di Ferrovie dello Stato S.p.A. per gli esercizi 2005-2006.
Invito a leggere il nostro post dedicato a questa relazione dal titolo: “La Corte dei Conti e quel ‘disastro’ chiamato Ferrovie dello Stato”.
Questo il link: http://senzanome.leonardo.it/b.....ato_2.html
Condivido moltissimi punti dell’analisi di questo ottimo articolo. Le uniche osservazioni sono:
1. La competitività rispetto all’auto, nonostante il prezzo del petrolio ancora non c’è su molte tratte. Se prendiamo l’AV Roma Napoli, il prezzo del biglietto in 2° classe è di 39€, 78 per andata-ritorno. In auto, 450 km sono, a 15 km/l (un auto piccola) circa 45€ di benzina/gasolio + 22 euro di pedaggio. Se si viaggia da soli si va in pareggio!!! In due o tre non c’è storia
2. Il livello di puntualità/tempi di percorrenza per le linee AV è eccezionale: nonostante i rallentamenti nelle stazioni in 1h30m si fanno i 200 km di napoli-roma o i 300 di roma-firenze! Qui la competizione con l’auto viene stravinta e si può puntare alla competizione con l’aereo (dove i costi propendono per il treno).
3. C’è comunque in Italia una percezione generalizzata di lentezza e ritardi e sporcizia che considera tutto uguale e che vanifica anche gli sforzi di miglioramento. Un’autorità indipendente in questo senso potrebbe dare dei dati che, se negativi confermano l’opinione comune, se positivi potrebbero migliorare un po’ anche l’immagine delle ferrovie
@ marblestone:
Hai ragione, e’ bene dividere il giudizio, ad esempio i pendolini dagli Eurostar. Ma in queste situazioni le negativita’ coprono ogni possibile nota positiva, non ho poi scritto degli scioperi, anche questi influiscono sulla percezione negativa del servizio, il problema della sicurezza, treni che richiedono la presenza di due macchinisti, ecc. Una situazione nera nell’insieme, con pochi punti bianchi che passano inosservati, anche perche’ riguardano una minoranza di utenti.
Appena leggo il nome dell’IBL inizio a ridere e smetto dopo qualche giorno. Sono il meglio del meglio dei liberisti vongolari: infatti propongono la “benettonizzazione” delle ferrovie che porterà sicuramente agli utenti gli immensi benefici che hanno già goduto dalla privatizzazione delle autostrade.
La liberalizzazione delle ferrovie britanniche è stato il grande fallimento della Tatcher e noi ci dovremmo riuscire con Tremonti? Per cortesia su…
Un’altra autorità garante? Proporrei il nome di Saccà che fa rima con Catricalà e quaraquaquà, così il principale esponente dello schieramento a noi avverso potrà trovare il numero telefonico facilmente sulla rubrica del suo cellulare.
Siamo il paese delle autorità garanti che garantiscono i controllati.
La triste realtà è che i problemi italiani sono oramai così incancreniti che da qualunque parte li si giri la toppa è peggio del buco.
Possiamo chiedere all’UE una Marzano nazionale?
Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
La creazione di Trenitalia e RFI non ha migliorato granché la situazione delle FS: problemi di infrastrutture, ma soprattutto di amministrazione e di strategia….
Trenitalia: servizio nel baratro, per i pendolari un futuro nero…
La creazione di Trenitalia e RFI non ha migliorato granché la situazione delle FS: problemi di infrastrutture, ma soprattutto di amministrazione e di strategia….
> Un’altra autorità garante?
L’alternativa sarebbe l’annessione dell’Italia a qualche Stato virtuoso con l’annientamento di tutti i dirigenti pubblici italiani. Pero’ mi sembrava un po’ drastica come alternativa
questo “ottimo articolo” (cit. marblestone) dimostra che giornalettismo non fa sconti a nessuno, nemmeno agli “interessi privati” degli azionisti della sua prestigiosa società editoriale
(la capiranno in 10, ma vabbeh)
Sono un antico pendolare.Il problema era lo stesso anche 30 anni fa.Sporcizia,caldo,freddo,promesse a vuoto.Reclami preclusi,ritardi cronici.Perdita di ore di lavoro,con conseguenze sanzionatorie a carico dei lavoratori.Ho cambiato mestiere per disperazione e per non aver più niente a che fare con i treni.Ma continuiamo a pagare i c.d.\\\\\\\”manager\\\\\\\”autentici incompetenti e politicamente protetti.Non posso che fare i miei migliori auguri per i pendolari di oggi.
@paolo
Non sono d’accordo con il tuo commento per due motivi:
1. Le cose non sono le stesse di 30 anni fa. SOno cambiate moltissimo con delle cose che sono migliorate e altre che sono peggiorate. E’ indubbio che andare a Milano da Roma o a Napoli si fa con una qualità, velocità e puntualità superiore. E invece i tempi per i pendolari sono peggiorati. Fare di tutta una erba un fascio non aiuta a comprendere i problemi
2. Moretti non è minimamente confrontabile con Necci o altri di quella categoria. Ma questo non significa che tutti i problemi si risolvano quando si ha un manager competente (e Moretti è competente). La cosa è più complessa, molto più complessa e la politica per forza di cose deve entrarci (ad esempio per stabilire se i prezzi devono o meno essere popolari).
1. Oggi da Milano a Roma in due in seconda classe costa soltanto 118 euro, con Mastercard o senza! Per fortuna avevo altre 4 deleghe, con me, altrimenti mi sarebbero sembrati davvero soldi sprecati!
2. Come nel caso dell’assegnazione del rifacimento del sistema informatico?
1. A parte che il costo di una delega era più alta del costo del singolo biglietto andata e ritorno il confronto in termini di tempo e tariffa regge con l’aereo
2. Io non ho detto che non fa vaccate ho detto che è una persona competente. Prima di diventare il capo di FS è stato capo di RFI e grazie a lui una macchina mangiasoldi ad oltranza quale era il progetto ALta Velocità infine ha trovato una riuscita
2. e prima di diventare capo di RFI era stato responsabile del sindacato trasporti……..e la macchina mangiasoldi l’ha gestita ampiamente
j’adore e.
infatti è stato la persona che ha messo fine alla lotta decennale con i sindacati per mettere un macchinista solo (con un sistema di sicurezza ad aiutarlo) al posto di due. Vincendola e facendo risparmiare una montagna di soldi
Cè di che vergognarsi andando all’estero e dire di essere Italiani,,,,,per risolvere tutti questi problemi di inefficienza il modo ci sarebbe,,,,,,trovato l’elemento ineffeiciente,o assenteista, niente multe ma frustate,,10 -20- e così via state sicuri che il dolore fisico migliora l’uomo,,,,,,,,
Se vai all’estero e dici queste cose sarà una vergogna per tutti quelli che dopo di te dicono di essere italiani.
solo per segnalare un commento a questo post pubblicato nella posta di giornalettismo:
http://www.giornalettismo.com/.....unzionano/
lo metto domani in rassegna, nullo
oggi non mi pareva il caso, visto il casotto…
@ nullo: l’ho letto, condivido la prima parte, pero’ se si parla di “evoluzione culturale” per cui sara’ “necessario un lavoro di almeno venti anni” allora devo dare ragione al pessimismo di AG, e la cosa non mi va
a me piace essere ottimista quanto piu’ possibile.
[...] situazione delle FS: problemi di infrastrutture, ma soprattutto di amministrazione e di strategia.http://www.giornalettismo.com/archives/1176/lo-stato-delle-ferrovie/International HomePage - Trenitalia… between trenitalia and Legambiente Agreement between [...]
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