Giornalisti e gender theory
10/03/2011 - L’otto marzo è passato da poco, ma i giornalisti nostrani conservano ancora quel tantinello di maschilismo che tanto ci piace Premio Bonjour Finesse 2011, sorpresa delle sorprese, a Libero, e in particolare all’egregio Nicholas Farrell, che risponde sul quotidiano di
L’otto marzo è passato da poco, ma i giornalisti nostrani conservano ancora quel tantinello di maschilismo che tanto ci piace
Premio Bonjour Finesse 2011, sorpresa delle sorprese, a Libero, e in particolare all’egregio Nicholas Farrell, che risponde sul quotidiano di Belpietro all’interessante quesito di Maria Assunta da Caserta: “Con mio marito commentavamo il caso Marrazzo, e lui mi ha detto che i trans dopotutto non sono così male. La cosa mi spaventa un po’. Tu che ne pensi?”. A difesa del Farrell, va detto che ci si aspetterebbe una reprimenda, insomma, oggi i trans dopotutto non sono così male, domani i negri in fondo non fanno del tutto schifo, di questo passo dove andremo a finire? Invece il nostro è di mentalità più aperta: dopo aver rivelato che da giovane egli stesso si vestiva da donna (che è cosa un tantino diversa dalla transessualità, ma non chiediamo troppo), Farrell precisa “Non ero frocio. Non avevo nessuna voglia di crescere due tette o di tagliarmi la minchia”. Applausi e rutti in quantità.
IL BENALTRISMO – Premio Acquacalda di marzo a Mario Giordano, che sul Giornale firma “Ma i guai delle donne non nascono con il Cav”. “La festa della donna è stata divorata dall’ossessione antiberlusconiana. Come se i problemi della donna cominciassero e finissero tutti lì, in mezzo alle notti più o meno agitate del Cavaliere. Come se decenni di discriminazione del gentil sesso fossero confinati dentro i recinti di via Olgettina. Come se le difficoltà sul mondo del lavoro, le violenze domestiche, la mancanza di strutture, la carenza di asili nido, la pochezza delle politiche sociali, gli stupri nei parchi pubblici, le umiliazioni nei luoghi privati, come se tutto questo non esistesse prima di Ruby Rubacuori. Come se fosse tutto una derivazione berlusconiana. E come se tutto potesse scomparire di colpo, eliminando il premier, magari con un tratto di rossetto o di make up”. Bè, però magari aiuta, no?
LOGICA STRINGENTE - L’ambito Premio “Eh?”, invece, viene assegnato oggi a Francesco Alberoni, un’istituzione del Corriere, del giornalismo più in generale, e delle schifezze scritte a pagamento sui quotidiani ancora più in generale, grazie al suo pezzo intitolato “Le basi della morale cristiana sempre nelle nostre giornate”, sottotitolo: “Tutti guardano al Papa come a una alta autorità morale”. Segue riassunto ottenuto riportando ad arte frasi estrapolate (cit. Francesco Specchia). “Tutti accettano le massime del discorso della montagna”. “Tutti accettano [...] «ama il prossimo tuo come te stesso»”. “Tutti accettano il principio fondamentale che si deve rispettare la parola data anche col nemico”. “Per questo i cristiani sono temuti e perseguitati”.
Per il resto, due titoli Ansa da ricordare: “Tenta stupro in centro, Enna arrestato” e “Dramma gelosia, arrestato marito amante”. Perché la grammatica è importante.













“Tutti guardano al Papa come a una alta autorità morale”: parli per lui , sinceramente nel papa vedo tutto tranne che un’alta autorità morale ( pedofilia, IOR, rapporti ben poco precisati con banda della magliana, appoggio di dittatori, misoginia, omofobia, levare case a vecchietti-malati che non pagano i canoni etc).
Trovare nell’ama il prossimo tuo come te stesso il motivo delle persecuzioni dei cristiani e ridicolo. Purtroppo , da che mondo è mondo, le religioni tutte hanno creato perseguitati e persecutori