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Il miracolo dell’uomo che sopravvive alla pena di morte

Un caso di sopravvivenza molto raro ha innescato le inutili speranze di parenti e associazioni per la difesa dei diritti umani.

IL MIRACOLATO – Alireza M., com’è stato identificato dalle fonti locali, è straordinariamente sopravvissuto a un’impiccagione, pensa decisa da un giudice iraniano per il possesso di un chilo di metamfetamine. Appeso insieme ad altri per 12 minuti, dichiarato morto dal medico legale, si è poi ritrovato in ospedale dopo che un addetto all’obitorio aveva notato che la plastica trasparente che lo ricopriva si era appannata, segno che Alireza stava respirando e che non era un cadavere come gli altri ospiti della struttura.

DEVE MORIRE – La notizia ha ovviamente destato sensazione e alimentato le speranze della famiglia del trentasettenne miracolato, ma non ha smosso di un millimetro i giudici iraniani. Un portavoce della procura ha spiegato che Alireza è stato condannato a morte, e non “solo” all’impiccagione,  e che la condanna quinda resta valida e da eseguire anche se al primo tentativo è andata male. Di parere opposto le associazioni umanitarie, che sottolineano la particolare pena inflitta ai familiari, ai quali le autorità avevano già formalmente restituito il corpo del loro caro e che ora se lo vedranno di nuovo ammazzare, ma difficilmente l’argomentazione farà breccia.

NON CAMBIA NIENTE – Nella lunga tradizione della pena capitale c’è stato ampio spazio per casi del genere e in molti casi in diverse epoche e paesi la sopravvivenza significava una particolare grazia, spesso figlia di superstizione o credenze variamente mistiche. Non così in Iran, che pur in assenza di dati ufficiali è considerato il paese che porta a compimento più esecuzioni capitali al mondo dopo la Cina, che però fatte le debite proporzioni con il numero di abitanti finirebbe alle spalle di Teheran, che nel 2012 ha portato a termine 312 esecuzioni. Un fenomeno che per ora non ha risentito dell’avvento del moderato Rouhani alla presidenza, dalla sua elezione le esecuzioni capitali sono state 125, rimanendo per ora in media. (Immagini di repertorio)