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pubblicato il 9 gennaio 2009 alle 15:47 dallo stesso autore - torna alla home

I FANS - Ovviamente non potevano mancare le reazioni dei fan, che effettivamente denotano un certo astio verso il quotidiano (“grande mario ci ha salutati e ringraziati in diretta adesso facciamo crescere il gruppo QUELLI CHE IL ROMANISTA SI DOVREBBE CHIAMARE LAZIALITA’”; “”Le accuse del “giornaletto” sono veramente ridicole; “daje mario odio “il Romanista”") e dimostrano la fede in Marione, accostato addirittura ai più grandi martiri della libera informazione dei giorni nostri: “Fonti di informazioni libere in Italia : Mario, Beppe Grillo, Travaglio, Report, Zeman…..se qualcuno ne ha altre, le dicesse, grazie e facciamo crescere questo gruppo……famoli rosicà!!!!”. Il tutto condito di innumerevoli “daje“, con il classico finale “forza Roma, lazio mer*a”. A un mese  fa risale il “furto” di identità su Facebook subito da Riccardo Luna: “un tale che si chiama Riccardo Luna, che ha la mia foto, la mia data di nascita, la mia attuale occupazione, ma che non sono io. In questo momento sul suo status c’è scritto che ”Riccardo ha scoperto che la vita può essere divertente”. Veramente se è uno scherzo non mi fa ridere. Ma speriamo che sia solo uno scherzo“.

LA ROMA DEGLI INTRIGHI – Io amo questa città, pur sapendo che c’è sempre chi vuole cercare complotti e complottismi dietro qualsiasi cosa. E così, dalla Banda della Magliana alla P2, al Vaticano, alla Massoneria e via andare, di qualsiasi accadimento qui si cerca ossessivamente il retroscena, e se non c’è lo si inventa. Spesso per motivi di concorrenza tra opinion leader, a livelli alti come a livelli bassi. Rimane che purtroppo invece il Romanista è soltanto un giornale. Che per restare in piedi deve riscontrare il favore del pubblico, e per farlo ha scelto di informare invece che di creare avanspettacolo. Questo dà fastidio a una proprietà che non vorrebbe vedersi sbattere in prima pagina le perplessità presunte del giocatore Alberto Aquilani sul rinnovo del contratto, e si può anche capirlo. Ma, anche se la notizia è stata smentita, rimane che le stesse cose che ha scritto Il Romanista le ha pubblicate La Stampa qualche giorno prima, senza che nei confronti del quotidiano3061368431 8fdcbce007 Il Romanista, i romani e i romanisti torinese si sia decisa, da parte della società giallorossa, una censura o un boicottaggio. Nemmeno con la Gazzetta, che storicamente di “botte” ai Sensi ne ha date. Però, una società per azioni quotata in Borsa decide che l’unico colpevole delle tensioni intorno alla Roma – il capro espiatorio, verrebbe da dire – è un giornale edito da una cooperativa. Che avrà anche torto quando parla ripetutamente di questioni societarie e vendite a miliardari americani. Scriverà anche una notizia falsa quando attribuisce a Bruno Conti l’annuncio di voler vendere qualche giocatore. Ma rimane comunque una domanda da porsi: “Perché se La Stampa e Tuttosport escono nello stesso giorno con la notizia che Aquilani e la Juventus hanno riallacciato i rapporti dopo il lungo feeling estivo, e il giorno dopo il Romanista scrive che Aquilani potrebbe essere sacrificato in caso di mancata qualificazione in Champions, è evidente che qualcuna delle parti in causa in questa complicata trattativa ha voluto far sapere alcune cose“. Traduzione: guardate che a noi tutto ciò ce l’ha detto qualcuno vicino al giocatore, prendetevela con quello e non con noi. E provate a farla smentire dal vero diretto interessato, questa circostanza, invece di mandare dopo Aquilani davanti alle telecamere a dire che lui vuole a tutti i costi restare a Roma. Se tutti vogliono la stessa cosa, trovare un accordo dovrebbe essere un gioco da ragazzi. Se invece davvero c’è qualche perplessità, legata soprattutto al fatto che la Roma oggi ha una società più debole di prima e quindi deve “andarci piano” con i denari da promettere, prendersela con chi pubblica le notizie è più di un delitto, è un errore.

IN CONCLUSIONE – Se una colpa Il Romanista ce l’ha, è quella di aver fatto il giornale. Sarebbe bello che lo si valutasse (e lo valutasse chi lo legge) per quello che ha fatto, non per chi, secondo fantomatiche rivelazioni-bufala, poi dovrebbe starci dietro. Il proverbio del dito e della luna, per uno come Corsi che spesso l’ha usato, dovrebbe essere facile da comprendere. E non dovrebbe essere difficile nemmeno a Trigoria.

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