Lo propone il governo francese: staccare la connessione a chi scarica illegalmente file protetti da copyright (musica, film); e il resto d’Europa sembra condividere. Ma l’ennesima, nuova idea per combattere la pirateria sarebbe inattuabile, oltre che inutile.
Nemmeno la bocciatura del Parlamento Europeo riesce a frenare Sarkozy. Il disegno di legge che taglia la connessione a coloro che scaricano illegalmente file protetti dal diritto d’ autore è divenuto un atto ufficiale del Governo Francese e sembra che molti paesi europei, Inghilterra in primis, stiano prendendo in considerazione l’ ipotesi di adottare un provvedimento analogo.
INATTUABILE - Poichè anche l’Italia sta manifestando un interesse sospetto nei confronti della soluzione adottata dal governo francese, prima che a qualche illustre membro dell’ attuale governo venga la brillante idea di imitare Sarkò, vediamo insieme perché un provvedimento del genere sarebbe assolutamente ed irrimediabilmente incompatibile con il sistema giuridico italiano. La giurisprudenza italiana, oltre che europea, è unanime nell’ affermare pacificamente che internet costituisce una via d’ accesso privilegiata,
soprattutto per i più giovani, alla conoscenza, oltre che una insostituibile occasione di crescita intellettuale che viene a realizzarsi attraverso la possibilità di dialogare con individui provenienti da ogni parte del mondo e quindi espressioni di culture variegate. La Costituzione, d’ altro canto, stabilisce che tutte le pene inflitte ad un individuo devono tendere necessariamente alla sua rieducazione (art.27) e facilitarne il reinserimento nella società. Di conseguenza non sono ammissibili, come ha ribadito più volte con fermezza la Corte di Cassazione, tutte quelle sanzioni che favoriscano, anche indirettamente, l’ isolamento dell’ autore del comportamento penalmente rilevante. Appare evidente quindi che privare un individuo della possibilità di usufruire di una così vasta ed efficace fonte di sapere non possa, in alcun modo, favorirne la rieducazione ed il reinserimento sociale, ma che al contrario non faccia altro che facilitarne l’ isolamento, contravvenendo dunque a quanto stabilisce in maniera inderogabile la Costituzione. Internet, a prescindere dall’ uso distorto che può eventualmente esserne fatto e che ne costituisce una mera degenerazione, rappresenta una fonte di sapere inesauribile ed impedirne l’ accesso ad un determinato soggetto equivarrebbe a privare il ragazzino che si è reso responsabile di atti di bullismo della possibilità di andare a scuola e quindi di essere educato, da docenti qualificati, al rispetto di quelle regole di cui magari ignora la portata e soprattutto a convivere in maniera pacifica e rispettosa coi suoi coetanei.
INUTILE – A questo inderogabile divieto costituzionale, si aggiungono le innumerevoli difficoltà relative alla non sempre agevole individuazione dei files protetti da copyright anche per la ancora abbozzata
regolamentazione in materia di reati informatici. Inoltre viene fatta salva la possibilità che il condannato, malgrado il taglio della connessione, possa recarsi quando vuole in un qualsiasi internet point con un paio di dvd e scaricare giga e giga di materiale protetto, non protetto, legale, illegale e chi più ne ha più ne metta. L’ unica differenza è che, con le norme attuali, chi scarica da un internet point lo fa in maniera completamente anonima e sarebbe quindi quasi impossibile da rintracciare in seguito ad un’ eventuale infrazione. Pertanto l’ unico effetto ottenuto in concreto da tale provvedimento sarebbe quello di aumentare i download effettuati al riparo dell’ anonimato dell’ internet point e diminuire quelli non abbastanza sicuri tra le mura domestiche. Sarebbe quindi opportuno che la classe politica badi, prima ancora che agli interessi economici delle potenti case di produzione, a tutelare il benessere psico-fisico dei singoli, favorendone, in ogni modo possibile, la crescita individuale e combattendo con impegno concreto qualsiasi forma di isolamento e di non comunicazione.




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Sono d’accordo con te sulla fotografia che fai della situazione ma molto perplesso sulle conseguenze che prospetti: a) Il distacco dalla rete potrebbe essere temporaneo e quindi rieducativo; b)Sull’internet point non credo viga l’anonimato, ma è comunque irrealizzabile prevedere che uno sia “bannato” fisicamente dall’entrare in un internet point.
A meno di voler equiparare il possesso di file protetti da diritto d’autore come il possesso di ingenti quantità di cocaina, bisogna statuire che il download è sempre permesso a fini di conoscenza, soprattutto per chi non ha reddito o reddito basso, e il commercio di dvd e cd sempre punito, come reato, per via del profitto illegale. L’assioma se uno scarica poi non compra e tutto quello che ha scaricato lo avrebbe invece comprato, è una solenne sciocchezza.
Ma ci vuole tanto a pensare un contratto di adsl con una clausola che prevede che l’utente che voglia scaricare file coperti da diritto d’autore in tutta legittimità, paghi una piccola somma in più da destinare proprio alla siae o chi per lei, e a istituire un piccolo sovrapprezzo per aggeggi come i dvd vergini, gli ipod, i lettori mp3 ecc ecc, sempre da destinare agli autori.
Ma perché su fenomeni che si stenta a capire la soluzione prospettata è sempre e soltanto il manganello, teorico o pratico?
Bisogna precisare alcuni punti:
1- su internet ci sono diversi modi per muoversi in maniera anonima. Basta collegarsi ad uno dei tanti servizi che mascherano l’IP. O se ti bloccano l’adsl basta andare in un qualsiasi spot WiFi
2- Una odiosa tassa sul copyright già la paghiamo. Su tutti i supporti come CD, DVD e HD… tant’è vero che l’Italia è l’unico paese che conosco dove ci sia un fiorente mercato nero di supporti vergini. mai visto le bancherelle al mercato?
Sia che tu violi il copyright o no, la SIAE la paghi lo stesso sempre.
Il problema della Propietà Intellettuale è molto vasto e complesso e onestamente questi tentativi di usare il manganello giuridico per impedire la pirateria mi sembrano futili se non ridicoli e molto spesso inapplicabili
Internet e le tecnologie informatiche hanno cambiato totalmente e in maniera irreversibili il paradigma della distribuzione della conoscenza.
Prima la politica se ne renderà conto (e la smetterà di dare retta i lobbisti dell’industria dei media) prima forse troveremo un nuovo modo efficace di gestire l’IP in maniera adeguata e senza violare le libertà personali dei cittadini
suppongo che anche gli internet point rischierebbero di essere bannati a questo punto:) Ad ogni modo in Italia non so si si possa scaricare in modo anonimo dagli internete point ma alemno dalle mie parti è impossibile sedersi ad un internet point senza comunicare i propri dati e spesso e volentieri ci si connette con un account personale.
Per il resto concordo con il commento precedente al mio.Bell’ articolo
Sì, diciamo che almeno in teoria dalla legge Urbani in poi nessuno dovrebbe poter accedere a internet senza fornire le sue generalità.
Nella pratica nessuno indagherebbe su qualcuno che ha scaricato due canzoni da un internet point, di solito la postale prende i pesci grossi, quelli che lasciano più tracce, ovvero quelli che gestiscono server per lo sharing con sopra terabytes di dati, e non parliamo neanche delle reti usate da emule.
Si, Ombrone, concordo. il problema però è che attualmente chi scarica file rischia il processo penale, per cui a questo punto sarebbe meglio il sistema sarkozy che quello Urbani. Il fatto che già si paghino tasse su cd, dvd ecc e che poi il download sia reato, la dice lunga su quanto possiamo essere schizofrenici e incompetenti. Io però dico: quante connessioni adsl vendute dai provider sono interessate allo sharing e quante ad una tranquilla navigazione didattica? Bene, ci vuole tanto a dire: tu scarichi, quindi paghi (un po’) di più e tutti sono contenti? Perché non si può fare?
Voci,
Sarebbe sicuramente meglio. IL fatto però che con queste leggine non si cerca un sistema stabile e duratoro… non si dice paghi un po di più e ti “condono” la pirateria ad uso domestico. Poi, se esageri, ti stacco l’ADSL per rieducarti.
Quello che si dice è: La pirateria è un crimine, Se ti becco ti condanno (da legge Urbani) come se facessi rapine in banca, e in PIU ti stacco la linea. E COMUNQUE mi paghi una tassa sui CD perché tanto rubbi lo tessto, e in PIU ti ci metto una tassa sull’ADSL (Perché tutto quello che faccio cmq non frena la pirateria e io devo tener buone le lobby che rompono).
Dato che non riescono a bloccare il fenomeno (è come fermare una valanga con soffiandoci contro) tentano di fare i duri per creare il caso spettacolare: beccare un poveraccio qualunque e bastonarlo a morte sperando che gli altri milioni si spavventino.
Circa lo stacco della linea abbiamo cmq un paio di problemi pratici: chi la decidde? Un giudice? Quindi facciamo un processo. Basta un atto amministrativo? e di che tipo? Che tutele ha l’utente che non si tratti di un errore? Chi ha l’onere della prova e con quali mezzi?
Inoltre che ADSL stacchiamo? se il mio coinquilino scarica possono staccare l’ADSL a me?
Abbiamo una fattispecie di reato se lascio la WiFI aperta e qualcuno si connette?
Se l’ADSL è essenziale per l’attività lavorativa? si può staccare senza valide ragioni e un reato provato con tutti i crismi?
Insomma chi ha avuto questa pensata ha una mentalità in materia di tecnologia che è malapena arrivata alla macchina da scrivere, quella meccanica (e la usa la segretaria perché lui non sa come funziona) e non ha idea di cosa sia internet e la vita moderna. E’ il codice della strada scritto da uno che non ha la patente.
Praticamente inapplicabile escluso che per fare la scena madre della esemplare condanna penale dei genitori di un pischello che usa Emule.
Ma siamo sicuri che la proprietà intellettuale esista? Voglio dire, tu hai una idea, ne parli ai quattro venti, e qualcuno te la copia. Mi sembra normale. La proprietà di una idea esiste fino a che non la divulghi. Aggiungo un’altra cosa. I cantanti continuano ad essere ricchi, a fare concerti e girare il mondo. Gli attori pure. I cinema continuano a vivere. Le case discografiche? Peccato. Ma nel tempo sono scomparse anche le fabbriche di carrozze a cavalli. Non ne sentiremo la mancanza.
i cantanti forse in tutto questo ci guadagnano…perché è con i concerti che campano, ( e spesso li si conosce via emule ) non certo con le copie vendute, giacché generalmente su ogni cd hanno una percentuale bassissima..Ad ogni modo molto andrebbe ridiscusso e ridefinito in termini di copyright, se si vuole stare a passo con i tempi
Liberty! La tua E’ la DOMANDA.
Di sicuro la proprieta intellettuale cosi come è definita dalle leggi non esiste PIU.
(tra parentesi su questo argomento ebbi una lunghissima accesa discussione su Astrolabio che da bravo anarco capitalista sosteneva che esiste come diritto di propietà di base)
La limitazione nelll’uso delle idee e creazioni altrui è qualcosa nato per favorire e compensare l’inventiva. Accettavamo una limitazione in cambio di un vantaggio generale
Ed è pure una novità piuttosto recente (non credo Mozart avrebbe fatto causa a quacuno che suonava la sua musica, o Dante abbia emesso diffida a chi declamava le sue opere), dovuto alle tecnologie che hanno permesso lo sviluppo di un industria dedita alla produzione e alla distrbuzione e alla promozione dei supporti materiali necessari a trasemttere il messaggio e l’informazione.
Ora le limitazioni fisiche del supporto sono svanite nella maggior parte dei campi. A tutti gli effetti l’industria discografica (ad esempio) non ha nessun vantaggio competitivo industriale su uno qualunque utente di internet. Controlla solo contratti, concessioni e i canali di distribuzione tradizionale. Ovvio che si scateni cosi tentando di bloccare i nuovi canali che non controlla!
Ovvio appunto, e impossibile.
La legenda metropolitana dice che uno deimanager della Sony Music commentando i problemi del P2P disse “prima vendevamo acqua in un deserto, adesso piove. Difficile continuare a vendere allo stesso modo”
Ringrazio tutti coloro che hanno postato il loro commento sul mio articolo d’ esordio su giornalettismo. In particolare Vocidipopolo, che solleva questioni interessanti sulle quali sono parzialmente in disaccordo. La prima obiezione riguarda il fatto che, temporaneo o meno, il provvedimento rimane comunque non rieducativo, esattamente come non lo è la sospensione (temporanea) dalle lezioni scolastiche per il ragazzino-bullo. Il fine rieducativo è sancito in maniera inderogabile dalla costituzione e non possono essere adottati nel nostro ordinamento provvedimenti che non siano rivolti ad ottenere tale risultato. Pagare una multa potrebbe essere considerato (in un’ accezione larghissima del significato) rieducativo, ma sicuramente non lo sarebbe il divieto temporaneo di leggere o di ascoltare musica, visto che sono entrambe attività che contribuiscono alla formazione ed alla crescita dell’ individuo.
Per quanto riguarda la questione della navigazione anonima negli internet point (che sicuramente non rappresenta il motivo principale dell’ inapplicabilità della legge sarkozy), posso dirti che prima di possedere una connessione adsl mi recavo frequentemente negli internet point e non mi è stato mai chiesto di fornire documenti d’ identità e credo che molti centri analoghi consentano al cliente di navigare in via anonima. Mi informerò in merito a questo problema e ti farò sapere. Grazie comunque di aver scritto.
ora non si puòpiù, è obbligatorio dare i documenti!
Mi auguro che sia come dici tu, ma visto come si muove la Giustizia in Italia sarà bene non perdere nemmeno una battuta di questo particolare problema.
Ritengo anch’io che l’utilizzo di Internet rappresenti una delle più sentite libertà individuali e sociali per la conoscenza, l’informazione e la cultura nel senso più lato.
A parte che il cittadino paga per un servizio come la connessione ad internet con contratto firmato con una società il contratto ho forza di legge tra le parti Art. 1372 C.C. e lo stato (terzo e quindi estraneo alle parti) non avrebbe potere di rescindere nessun contratto fatto da due privati. (società che eroga il servizio privata e io cittadino privato abbonato). Lo stato puo’ punirmi perchè scarico da internet con Sanzione amministrativa/pecuniaria e penale. Ma tutta via non credo abbia la facoltà di rescindere un contratto con una società che eroga servizi adsl, senza la volontà del contraente, ma soprattuto se anche inventasse modo di farlo con una legge (in deroga quindi all’articolo 1372 C.C) dovrebbe corrispondere un indennità per mancato guadagno alla società di servizi che si vede togliere un abbonato senza sua colpa, e allo stesso tempo anche un indennità al cittadino che oltre a scaricare materiale non legale, dimostri comunque di utilizzare internet anche per lavoro, e quindi poptrebbe già benissimo fare ricorso e chiedere i danni se lo stato gli “stacca” la connessione.
Per evitare o diminuire la pirateria hanno chiuso molti siti (win mix o similari) e quello resta il solo modo legale e valido per combattere l’illegalità. Non certo violando un contratto pirvato tra due parti.
ma vi rendete conto che con la pirateria del giorno d’oggi ci rimettono anche quelli che hanno a che fare con i film (tipo le videoteche) con il download illegale rovinate l’economia !!
e se le videoteche non acquistano più i film (che a loro costa 50/70€ a dvd) le case produttrici non hanno convenienza a fare film per guadagnare solo con il cinema: SE LA PIRATERIA CONTINUA COSì, TRA MASSIMO 1/2 ANNI E NIENTE PIù FILM, ma vi rendete conto del danno economico ???