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«Mi faccio la laurea in Medicina a Tirana»

Bocciati al test d’ingresso in medicina in Italia? Per gli aspiranti “camici bianci” c’è ancora speranza, come spiega il Corriere della Sera: “basta” trasferirsi in Albania, per tentare di accedere all’Università, privata e di diritto albanese, Nostra Signora del Buon Consiglio di Tirana. Forse il piano alternativo non è forse quello desiderato o immaginato dai genitori, considerata lontananza e viaggi non semplici. Così come le rette, non alla portata di tutti: 7 0 8 mila euro all’anno, senza contare le spese per mantenersi, tra cibo, affitti e servizi. Ma resta l’ultima possibilità, considerato come l’Ateneo, gestito da un ente religioso pontificio, sia abilitato a rilasciare lauree congiunte con alcuni atenei del nostro Paese, compreso quello di Tor Vergata a Roma. Tanto che non pochi hanno tentato i test: ben 596 sono gli studenti italiani che si sono presentati per la prova di ammissione alle facoltà di Medicina, Odontoiatria e protesi dentaria.

Medicina Tirana rettore Paolo Ruatti
Photocredit: Corriere della Sera/ Università Nostra Signora del Buon Consiglio

LA CORSA PER ENTRARE ALL’UNIVERSITÀ DI TIRANA – L’università prevede corsi in italiano e con doppia laurea, che viene riconosciuta sia nel paese balcanico che in Italia. Come spiega il quotidiano di via Solferino per passare il test gli studenti hanno dovuto rispondere a sessanta domande di scienze, con un’ora di tempo a disposizione. Al contrario che in Italia, non ci sono quesiti di cultura generale. Ma non solo: conta anche il risultato del diploma: su novanta punti, ben trenta possono essere ottenuti grazie al voto “guadagnato” alle superiori. Non era l’unico test: per la prossima settimana è prevista la prova di Fisioterapia e Infermieristica e già si attende un nuovo “assalto” da parte degli studenti italiani che non sono riusciti ad accedere alle università della penisola. Sul Corsera si racconta l’ansia dei genitori, di fronte a una scelta non certo semplice. Ma comunque l’ultima possibilità per evitare ai propri figli un anno di purgatorio, magari in facoltà con materie in comune. Soltanto un ripiego, per poi ritentare di superare i test l’anno successivo:

 «Fuori, ad attendere i futuri medici che avranno il passaporto italiano ma un ciclo di studi albanese, i genitori. Alle prese con una realtà che, per qualcuno, «è decisamente difficile da digerire. Ma bisogna sopportarla, perché questa è l’ultima spiaggia». Daniela, arrivata da Napoli assieme al figlio che vorrebbe fare il dentista, prima non si dà pace: «È una vergogna, lo Stato costringe i nostri ragazzi ad andarsene via». Poi chiede nei corridoi: «Chi devo pagare per far passare mio figlio?».

SOGNI INSEGUITI – Per chi non si arrende all’ammissione fallita tra gli atenei italiani, non resta così che emigrare verso l’altra sponda dell’Adriatico. Lo hanno fatto in centinaia.  Ma come funziona il meccanismo della laurea congiunta? Serve immatricolarsi a Tirana e superare gli esami (che possono essere affrontati in lingua italiana), per poi ottenere una laurea valida anche nel nostro Paese, come spiega il rettore Paolo Ruatti al quotidiano. Trentino, ricopre questa funzione dal 2006, dopo l’avvicendamento con il professor Cesare Romiti. Come si spiega sul sito dell’Università, Ruatti appartiene alla Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione, della quale è stato vicario generale per dodici anni. Guida un’università che per molti italiani è diventata una scelta obbligata, se vogliono evitare di perdere un anno di studio. «La laurea ottenuta a fine corso è a tutti gli effetti italiana, non c’è bisogna di farla convalidare», spiega il rettore. Ma prima resta lo scoglio dei test, quello affrontato dai 596 aspiranti medici. Sui posti disponibili poche certezze: ufficiosamente in 150/160 potranno accedere. 

IL CENTRO E GLI ASPIRANTI MEDICI –  Come spiegava tempo fa Avvenire, l’ateneo è un centro di formazione d’eccellenza. Merito anche della collaborazione con le università italiane, Tor Vergata in primis. Nel 2012 sono stati 1700 gli studenti albanesi a frequentare il centro accademico, oltre a 300 italiani. A gestirlo è la Congregazione dei figli dell’Immacolata concezione, un istituto religioso di diritto pontificio. I benefici non mancano nemmeno per i proprietari di alberghi nella capitale albanese, considerato come ben 800 ragazzi italiani sono stati sistemati – se si tengono in considerazione i diversi test – nel corso della settimana. Per molti, comunque, anche qualora riusciranno ad entrare, resterà un’opzione temporanea. «Tenteremo di accedere in un’Ateneo italiano il prossimo anno», svelano diversi ragazzi. Altri potrebbero “accontentarsi” e scegliere di scoprire una realtà differente: «In fondo, mi hanno spiegato che è una sorta di succursale di Tor Vergata», aggiunge una ragazza. Una delle tante in fila per rincorrere un sogno negato nel nostro Paese.