Ma è l’Islam ad essere in crisi

28/02/2011 - Gli scenari delle rivoluzioni di questi giorni forse vogliono significare qualcosa di più profondo di quanto si pensi? Non sappiamo come andranno a finire i repentini rivolgimenti che continuano a scuotere il Nord Africa, e in parte il Medio Oriente.

     
 

di

Gli scenari delle rivoluzioni di questi giorni forse vogliono significare qualcosa di più profondo di quanto si pensi?

Non sappiamo come andranno a finire i repentini rivolgimenti che continuano a scuotere il Nord Africa, e in parte il Medio Oriente. C’è chi teme nuove conquiste da parte del fondamentalismo religioso, e quindi un rafforzamento dell’Islam, e c’è chi prende la palla al balzo per dire che la democrazia, concepita come un specie di sentimento naturale dei popoli, è alla lunga più forte di ogni dittatura, e potrà imporsi anche dentro il mondo islamico, mitigandolo per infine conformarlo alla “modernità”, un po’ come sarebbe successo per la civiltà cristiana. Giudico queste due posizioni riduttive, perché contengono un briciolo di verità; prese in assoluto, sono assolutamente sbagliate.

ISTANTANEE - Queste convulsioni ci hanno sorpreso per la loro subitaneità. Ma se esse, nel gran libro della storia del mondo, sono ancora parte di una cronaca difficile da leggere in anticipo – sollevazioni che mille accidenti possono innescare – come fenomeni figli di mutamenti epocali, invece, non sono affatto sorprendenti. Contrariamente a quanto comunemente si pensa, la vitalità e la forza dell’Islam sono solo apparenti. La sua radicalizzazione è una risposta all’enorme pressione che la civiltà cristiana-occidentale le sta portando in questo momento. Pressione irresistibile perché, nell’epoca del sempre più famigliare ed integrato villaggio globale, fatta com’è non di divisioni militari, ma di parole ed immagini, non abbisogna di alcun sforzo e non può esaurirsi. La civiltà occidentale è animata dall’universalismo perfetto del Cristianesimo, che ha proclamato l’uomo figlio di Dio – elevandone la dignità, di cui la libertà è un corollario, al punto più alto possibile – e tutti gli uomini fratelli. Esso si stende sul corso della storia e sul corpo del mondo modellandolo con dolcezza e costanza. Le accelerazioni provocano disastri e costituiscono delle perversioni terrene di tale spirito universalistico, giacché per il Cristianesimo su questa terra il mondo non potrà essere che un’ombra, o una promessa della Gerusalemme Celeste. Il Cristianesimo riconosce la relatività di questo mondo, la sua insufficienza, la sua soggezione alle leggi del tempo e dello spazio, che cozzano dolorosamente contro l’intima natura dell’uomo, che è divina. Si conforma ad esso, a questa sua realtà, senza mai farsene schiavo, per migliorarlo, non per imporgli una realtà impossibile. Accetta le sue imperfezioni, e predica pazienza. Al contrario dei millenarismi. E dei totalitarismi moderni.

PARENTI - L’Islam è più figlio del Cristianesimo che dell’Ebraismo. Per questo l’afflato universalistico che lo pervade gl’impedisce di far distinzione di razza o di nazione. Ma il suo universalismo è imperfetto; rimane schiavo della terra come lo è quello proprio dei millenarismi. Non riesce, come riesce e sempre riuscirà al Cristianesimo, ad accettarne in toto la realtà della sua relatività. Distinto Dio da Cesare fin dall’origine, il Cristianesimo col tempo è divenuta sempre più una religione di dogmi che di precetti, lasciando sempre più campo, nella maturità dei tempi, che abbisogna di mille cose materiali ed immateriali, alla libertà “civile” dell’uomo, senza però identificarvisi. Le libertà individuali non sono il trionfo della morale cristiana, a cui spesso si oppongono: sono però il trionfo della civiltà da esso modellata. Scomparsi quasi i precetti dai riti e dai costumi della società moderna, il Cristianesimo resta ancora meravigliosamente in piedi. Non avendo mai distinto Dio da Cesare, l’Islam è sempre stata una “religione” (bisogna sempre ricordarsi che noi in occidente abbiano ormai interiorizzato un concetto di religione mutuato dal Cristianesimo) fatta molto più di precetti che di dogmi. Precetti che si confondono con la legge. Dalla Sunna agli Hadith questa precettistica si è andata ampliando fino all’abuso, e alle provvidenziali scappatoie proprie dell’incontrollata legiferazione per annullare se stessa. Per cui non è del tutto sorprendente che nell’Europa di qualche secolo fa, specie nelle lettere e nelle arti, si potesse affermare l’immagine di un Islam accomodante e sensuale. Ma coi trucchi non si avanza all’infinito. Di fronte alla chiarezza e alle libertà della civiltà cristiana-occidentale, e alla ricerca inconsapevole di quell’universalismo perfetto che è proprio del Cristianesimo, l’Islam ha reagito negli ultimi tempi nutrendosi del mito dell’Islam originario, nel sogno del ripristino di una “vera” società islamica. Ha reagito esattamente come i millenarismi antichi e moderni. Le stesse parole scelte dai profeti del fondamentalismo islamico tradiscono la sua debolezza. Parole come “rivoluzione” sono un tributo culturale pagato all’Occidente che si vuole combattere, così come lo furono un giorno i “comunismi” russi e cinesi. Col loro portato totalitario sono le parole dell’universalismo perfetto, ma pervertito. Visto nel lunghissimo termine, anche il moderno fondamentalismo è una fase dell’occidentalizzazione dell’Islam. L’ultima prima del crac. Unica sua alternativa, l’equilibrio instabile dell’esempio turco, teso tra un laicismo d’importazione, capace d’essere durissimo, ed una religione che non lo contempla. Ma anche quello è destinato a cadere dentro l’Occidente. E la civiltà cristiana.

     
 

9 Commenti

  1. AG scrive:

    Resistance is futile.

  2. bagarino scrive:

    >>Resistance is futile.

    “All your base are belong to us” LOL

  3. già è un peccato che il cattolicesimo ed il papa abbiano voluto farsi Cesare facendo venir meno la frase: “Date a Dio quel che è di Dio e a Cesare quel che è di Cesare”

    Vi risulta che Cristo abbia mai messo becco sulle leggi romane? E sì che c’erano un’infinità di leggi romane contrarie al diritto naturale, la pena di morte, la schiavitù, le torture, i combattimenti tra gladiatori, le punizioni corporali umilianti eccetera

  4. Batuff scrive:

    Il vero universalismo è arrivato con l’illuminismo. Il cristinesimo ha contribuito fino ad un cero punto, limitato proprio dai suoi dogmi e da una visione dell’uomo e della natura superata dal pensiero filosofico e scientifico che è arrivato a negarne razionalmente le basi.

    Il numero di cristiani nel mondo “occidentale” con le sue presunte radici “cristiane” stanno diminuendo vertiginosamente. Nonostante l’apparenza di nuovi e moderni fondamentelismi di questa religione, che non fanno altro che attaccare la scienza ed il pensiero modermo colpevoli di aver relativizzato la religione (tutte le religioni) nella sfera soggettiva e perciò privata e non universale.

    Allo stesso tempo i musulmani di fatto aumentano di numero, cosí come aumenta il divario tra ricchi e poveri, tra chi ha la possibilità di accedere a certe informazioni e chi no, sia a livello nazionali, sia a livello mondiale.

    Ergo: zamax che cazzarola dici?

  5. pietro scrive:

    Considerando che Zamax prende ad esempio della “civiltà cristiana” il democratico e tollerante Putin, che come diceva il Silvio un paio di mesi fa a proposito di Ben Alì, Mubarak e Gheddafi sta portando libertà e democrazia nel suo paese ( con la calma e la pazienza ).
    La democrazia e la libertà di cui parla Zamax è come il regno dei cieli, non sarete mica così stupidi da volerlo vedere in questa vita?
    Intanto i campioni del cristianesimo che piace a Zamax sono in sudamerica e nell’africa sub sahariana, dato che nell’italia cristiana l’età media dei preti è di 60 anni e il 40% dei preti ha più di 65 anni.
    Insomma basterà aspettare una decina di anni e il trionfo del cristianesimo sarà totale, come diceva marx a proposito dello stato, che arebbe dovuto sparire con l’avvento del comunismo, così sraà dei preti che con il trionfo del cristianesimo sparirano per manifesta inutilità!

  6. Inascoltato scrive:

    Tutti quelli che dicono che la religione è superata dal libero pensiero sono in realtà schiavi del regime. Il problema che non lo sanno. Andranno contro la mia affermazione, dicendo proprio di essere liberi di pensiero.

    Non c’è peggior schiavo di quello che difende le proprie catene.

    • Batuff scrive:

      Sarei curioso di sapere quale regime? …. In ogni caso prova ad applicare la stessa tua frae a te stesso… come vedi, ti sei fregato da solo. Non siete abiutuati a ragionare secondo logica, così abituati ad essere autoreferenziali…

  7. Maszmenkho scrive:

    Islam o Cristianesimo, di Joe E. Holman

    Quale fede è più distruttiva per il mondo civilizzato, l’Islam o il Cristianesimo?

    È una domanda che mi sono fatto spesso. In un primo momento, pensavo che la risposta fosse scontata, ma nonostante le prime, ingannevoli apparenze, non lo è affatto. Non a caso, invece che “Cristianesimo o Islam”, come titolo avevo scelto “Islam o Cristianesimo”, perché per molti la risposta più ovvia sarebbe la prima. Ma è meglio non avere fretta.

    Come prima cosa, si può senz’altro dire che l’Islam è ciò che sembra. È impenitente su ciò che è e che cosa intende fare: convertire il mondo e uccidere tutti coloro che lo rifiutano. L’Islam è un mostro, un rabbioso, orribile mostro con occhi di fuoco e la pelle grigia, fredda, puzzolente e squamosa. I suoi artigli sono ben nitidi e la sua sciabola è di grandi dimensioni, ha zanne sporgenti e tutto ciò è lampante, anche da lontano. Più ci si avvicina alla bestia, più si inizia a sentire la minaccia e il suo ringhio rabbioso. Fin dall’inizio, non c’è dubbio che questa creatura è affamata e decisa a mangiarci tutti. L’Islam è dichiaratamente aggressivo e intollerante delle convinzioni altrui, violento e suicida, non importa quello che dicono i sostenitori delle versioni soft dell’Islam moderno, che parlano di una religione di pace. Sono sciocchezze. L’Islam è una pericolosa malattia della mente, una malattia che deve essere curata prima che ci distrugga.

    D’altro canto, guardando all’altro fronte, secondo i dettami e le tendenze attuali del Cristianesimo, non verremo torturati, smembrati o decapitati per aver scelto un’altra religione, o se siamo atei.

    Quindi, osservando un gruppo – l’Islam – vediamo una ferocia palese, un odio tribale e una fede primitiva e diabolica. Guardando il Cristianesimo, vediamo invece una bella fede, piacevole, dai toni dolci, corretta per forma e decoro; ma osservandola alla luce della sua subdola manipolazione del mondo, rimango altrettanto inorridito a ciò che vedo.

    Io ho paura che un giorno ci sveglieremo in una nazione dove il Ministero dell’Istruzione appoggerà il Creazionismo a fianco dell’Evoluzionismo, mischiando superstizione e scienza. Ho paura che la nostra nazione un giorno incontrerà maggiori difficoltà a causa di leader influenzati dalla religione, che si sentiranno in dovere di mettere i nostri soldati in pericolo a causa della costrizione tutta cristiana a continuare ad aiutare gli Ebrei a combattere le loro guerre, al costo della vita dei nostri ragazzi in divisa. Ho paura di scendere dal letto un giorno e vedere un governo tornare indietro a disposizioni e sentenze opprimenti e altri prodotti sciagurati dell’influenza della Bibbia. Ho paura di pensare a tutte le vite che andranno perse, se il Cristianesimo e i suoi sostenitori continueranno a sostenere la loro posizione contro la ricerca sulle cellule staminali e gli altri sviluppi delle scienze, conseguenza della loro stupida e superstiziosa paranoia. Ho paura di aprire gli occhi un giorno, e trovare maggiore censura, limiti alla libertà di parola, con una conseguente maggiore limitazione della libertà. Ho paura di pensare ai danni psicologici inflitti da genitori, preti e consiglieri, a bambini e giovani, tramite l’imposizione dei principi morali e sessuali dannosi e limitanti del Nuovo Testamento. Ho paura a pensare che la destra un giorno esaudirà il suo desiderio di bandire l’aborto, costringendo molti bambini portatori di handicap ad una vita di disperazione, e portando altre vite umane non volute a questo mondo, indebolendolo ulteriormente. Ho paura di invecchiare e un giorno essere reso inabile da un ictus, e di vedere altri doversi prendere cura di me, dal momento che l’eutanasia sarebbe fuorilegge. È per questo che ho paura del Cristianesimo.

    Ma tali cambiamenti saranno indotti lentamente, con la destrezza dei politici, subdolamente e con discrezione, sostituendo o influenzando governanti e politiche.

    Quando penso alle subdole insidie del Cristianesimo, mi viene in mente questo passo di Cicerone:

    “Una nazione può sopravvivere ai propri stupidi e anche agli ambiziosi. Ma non può sopravvivere al tradimento dal di dentro. Un nemico alle porte è meno temibile, perché è riconoscibile e porta i suoi stendardi apertamente. Ma il traditore si muove liberamente tra la gente, coi suoi bisbigli furbi che si spargono in tutti i luoghi, e si sentono persino nei corridoi del governo stesso. Il traditore non ha l’apparenza del traditore – parla con accento familiare alle vittime, ha la loro faccia e i loro vestiti, e fa appello alla bassezza che si annida nel cuore di ogni uomo. Costui fa marcire l’anima di una nazione – opera in segreto e incognito nella notte per minare i pilastri dello stato – infetta il corpo politico al punto che non possa più resistere. Un assassino è meno temibile.”
    Marco Tullio Cicerone (106-43 a.C.), “Discorso al Senato romano.”

    Come in questa descrizione, il Cristianesimo è un avversario disarmante. Pochi sanno affrontarlo, e questo lo rende peggiore del suo figliastro vizioso e crudele, l’Islam. Poi c’è un altro fattore importante: l’influenza. Dobbiamo chiederci: quale fede, con le sue qualità pericolose e sovversive, può avere la più vasta portata? L’Islam non nasconde il suo odio verso la civiltà e una vita decenti. Il potere, in quei paesi che danno un valore a parole come pace ed amore – vedrà la bestia arrivare e, conoscendo le sue intenzioni, cercherà ci schiacciarla finché essa non scapperà via, seppure per ritentare in un altro momento. È facilmente osservabile e monitorabile e se tenuta al guinzaglio corto, fa poco danno. Questa bestia è anche relativamente finanziata e le sue zampe sporche non hanno accesso alle tecnologie più recenti e migliori. Possono costruire camere a gas, ma non le bombe atomiche. Il Cristianesimo, al contrario, è furbo, è una puttana seducente che dorme con chi detiene il potere, per ottenere potere a sua volta. Ha una maggiore influenza, ricchezza di finanziamenti, e l’accesso alla migliore tecnologia sul pianeta. Attualmente, si pone come la religione più seguita. Anche questo pone il Cristianesimo in cima alla lista delle forze più pericolose e da non sottovalutare.

    Quindi, qual è peggio, la Bestia diabolica dell’Islam o la Sposa di Cristo voltagabbana? Non riesco a decidere. Io non riesco a identificare uno dei due come categoricamente peggiore rispetto all’altra. Entrambi sono abomini del genere umano e prima scompariranno dalla faccia della terra, meglio è.

    • gigi scrive:

      “Possono costruire camere a gas, ma non le bombe atomiche.”
      ma che fesserie dici?
      chiedi al Pakistan se hanno la bomba atomica..

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie