Obama ha già perso contro Wall Street
26/11/2008 - COSA FARA’ OBAMA - La decisione di procedere al sostegno di ogni istituto senza più guardare ai costi è recente (Aig e Citigroup) e successiva all’esito delle elezioni, magari in previsione di un governo meno benevolo con il big capital.
COSA FARA’ OBAMA - La decisione di procedere al sostegno di ogni istituto senza più guardare ai costi è recente (Aig e Citigroup) e successiva all’esito delle elezioni, magari in previsione di un governo meno benevolo con il big capital. Barack non ha colpa di tutto questo, ma quando prenderà il comando tra due mesi scoprirà che tutti i rubinetti del denaro pubblico sono stati tenuti aperti per troppo tempo e per riempire i serbatoi del sistema finanziario e non quelli dell’economia reale. A quel punto dovrà lottare per
trovare i fondi di oltre 200 miliardi di dollari per il suo “new new deal”, il programma di ricostruzione infrastrutturale.
COSA SI SAREBBE DOVUTO FARE - Poteva andare diversamente? Alle cifre in ballo, a cui si è arrivati progressivamente, decisamente sì. Per esempio sarebbe bastata la metà a garantire tutti i mutui subprime e spegnere una prima miccia, dove peraltro il tasso d’insolvenza è stato altissimo, il 10%, ma non catastrofico. Poi anziché salvare i gruppi bancari nella loro interezza si sarebbe chiedere di dividere tra la parte retail, la parte di credito alle imprese e quella più propriamente d’investimento finanziario e dividendo gli aiuti in percentuale rispetto all’interesse pubblico che ogni attività riveste (esempio 100% al retail, 90% alle imprese e 20% ai derivati). Un antipasto di quello che dovrebbe essere il ritorno in termini di regolazione di questa crisi: rimettere la divisione tra le banche “normali” e quelle d’investimento. Proteggendo le prime con maggiori garanzie, ma limitandone la quantità di rischio che possono prendere e lasciando al “mercato” tutto il resto. Il neo presidente si è rivelato finora un gran surfista, ha cavalcato l’onda della crisi fino alla Casa Bianca, ma ora gli americani gli chiederanno di invertire la corrente e, perché no, di aprire le acque. Come farà se a disposizione avrà al massimo un secchiello?













Luca il vero problema è che gli USA da anni producono cartaccia finanziaria, non beni reali. Cosa dovevano fare se non sostenere la loro più grande industria? Main Street in realtà non esiste, o è cmq di dimensioni più piccole, troppo più piccole.
Un ritorno ad una economia basata sul manufatturiero è improponibile, rimane giusto giusto l’azienda bellica. Fossi un iraniano mi preoccuperei un pochetto.
tutti lanciano interrogativi
io rispondo
visto che non va di moda produtte cartaccia finanziaria, bisogna ora produrre cartamoneta da distribuire tra la banche, i consumatori ed aggiungerei, tra gli affamati di tutto il mondo affinchè convertano la fame in domanda
potrebbero esserci tensioni nei prezzi….ma che ce frega, lo pijerà sul lato B la Cina o Pansa
@Ag
In realtà proprio l’idea di salvare le banche a qualsiasi prezzo disturba i liberali, basta vedere i commenti sul Wsj. Molti esperti sostengono che gli interventi dovrebbero essere più mirati: salviamo i risparmi, il mercato immobiliare, il credito alle imprese, non le banche sottoscrivendo i loro aumenti di capitale.
C’era un’interessante provocazione che faceva notare come alle cifre attuali la Fed avrebbe potuto far nascere centinaia di banche da zero dando al sistema il credito di cui ha bisogno e lasciare i vecchi istituti a fronteggiare le conseguenze delle loro scelte. E queste sono le critiche da “destra”. Cosa farà un governo liberal ovvero, secondo i nostri canoni, “di sinistra”?
Sulla grandezza di Main Street dico soltanto che in termini di produzione l’America vale come tutta l’Ue con una decisa sovraesposizione nel software e nell’aerospazio. Io farei a cambio.
Luca, li hai i dati del manifatturiero Made in USA?
Perchè appunto a parte il software (sempre più però esternalizzato anche lui) e l’areospazio, quest’ultimo in gran parte bellico appunto, non mi viene in mente un granchè.
Mica per polemica, figurati. E’ solo che mi ricordavo come gli USA fossero basati fortemente sul terziario, dove il finanziario faceva la parte del leone (come anche l’UK), mentre siamo noi e gli amici crucchi che ancora ci divertiamo con gli ingranaggi e le cose che si toccano davvero.