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Pradaxa: l’anticoagulante e i quattro anziani morti

Le famiglie di quattro anziani francesi morti all’inizio del 2013 e che prendevano tutti l’anticoagulante di nuova generazione (Naco) Pradaxa hanno deciso di presentare denuncia contro il laboratorio tedesco Boehringer Ingelheim, che lo commercializza, e accusano l’Agenzia nazionale per la sicurezza dei medicinali e dei prodotti sanitari (Ansm) di aver violato i principi di precauzione e prevenzione. Di età comprese tra i 74 e gli 84 anni ed originari di Lille, Strasburgo, Parigi e Grenoble, gli anziani morti ad inizio anno facevano tutti uso di tale medicinale. La denuncia per omicidio colposo plurimo arriva a meno di un mese dalla messa in guardia da parte dell’Ansm su questo nuovo tipo di anticoagulanti, apparso nel 2008 e prescritto per prevenire gli ictus.

L’AIFA E PRADAXA L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha pubblicato l’11 settembre scorso un ‘Nota informativa importante sui nuovi anticoagulanti orali Eliquis, Pradaxa, Xarelto’, nella quale invita a «prestare attenzione alla posologia, alle controindicazioni e alle avvertenze speciali e precauzioni d’impiego per ridurre il rischio di eventi, anche fatali, di sanguinamento». «Eliquis (apixaban), Pradaxa (dabigatran etexilato) e Xarelto (rivaroxaban) sono anticoagulanti orali – scrive l’Aifa – che hanno recentemente ricevuto l’autorizzazione per indicazioni per le quali vengono usati da decenni gli antagonisti della vitamina K (warfarin, fenprocumone e acenocumarolo) o le eparine a basso peso molecolare (Ebpm). A differenza degli antagonisti della vitamina K, questi nuovi medicinali non richiedono il monitoraggio di routine dell’attività anticoagulante. Tuttavia, negli studi clinici e nell’esperienza post-marketing è stato dimostrato che gli eventi di sanguinamento maggiore, inclusi eventi fatali, non sono limitati al solo uso degli antagonisti della vitamina K/Ebpm ma sono rischi significativi anche per i nuovi anticoagulanti orali». (ANSA-AFP).

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