Omofobia sconfitta, un bambino viene adottato dai genitori gay
24/02/2011 - Dopo una lunga battaglia burocratica una coppia omosessuale può riaccogliere il figlio concepito in provetta E‘ arrivata finalmente a conclusione la vicenda del piccolo Samuel, un bambino di due anni nato in Ucraina. Il piccolo ha ricevuto un passaporto belga,la
Dopo una lunga battaglia burocratica una coppia omosessuale può riaccogliere il figlio concepito in provetta
E‘ arrivata finalmente a conclusione la vicenda del piccolo Samuel, un bambino di due anni nato in Ucraina. Il piccolo ha ricevuto un passaporto belga,la nazionalità del padre, un gay che l’aveva concepito grazie ad un madre in affitto dell’Ucraina. Fino ad ora nessuna autorità l’aveva riconosciuto, e per molto tempo il bimbo era rimasto bloccato in patria, con una sorte incerta.
LUNGA BATTAGLIA – La svolta è arrivata grazie ad una sentenza di un tribunale belga, che ha attestato alle autorità competenti del Paese numerosi errori nella gestione della vicenda. Il padra di Samuel Laurent Ghilain, 27 anni, e il suo partner Peter Meurrens avevano in precedenza dovuto lottare un anno per potere crescere il bambino nella loro famiglia. Samuel è nato in Ucraina il 24 novembre del 2008, dopo che era stato impiantato il seme di Laurent nell’utero della madre in prestito grazie alla fecondazione artificiale. L’ambasciata belga si era però rifiutata di riconoscere la paternità del piccolo, nonostante Laurent fosse attestato come il padre naturale nel certificato di nascita di Samuel. Ora il bambino ucraino potrà rimanere definitivamente presso i suoi genitori, e vivere con loro a Lodève, nel sud della Francia. Negli ultimi mesi il pessimismo aveva colpito Laurent e Peter, che avevano rinunciato a proseguire la loro battaglia dopo che una campagna mediatica e una petizione lanciata su internet non avevano portato ad alcun risultato.
OMOFOBIA SCONFITTA - Avevano tentato perfino la possibilità di dare a Samuel un visto turistico, ma non era stato assegnato al bambino. Un problema ulteriore si era manifestato in questa vicenda, perché nessun regolamento legislativo è presente e di conseguenza le autorità competenti si sono mosse in libertà. Un comportamento criticato pesantemente dalla coppia gay, che ha rimproverato ad alcuni funzionari che hanno gestito il caso Samuel scelte pesantemente condizionate dalla loro omofobia. In particolare le critiche sono state indirizzate all’ambasciatore britannico di Kiev. Tra pochi giorni Samuel potrà stare con i suoi genitori e riempire la loro vita familiare, andando a far compagnia ai due pappagalli, cinque gatti, un cocker e una trentina di volatili che già vivono nella casa di Laurent e Peter. “Siamo genitori normali e vogliamo dare a Samuel una vita normale”, ha dichiarato Laurent Ghilain, il padre del piccolo, all’agenzia AP. Sembrava, che doveva ancora dimostrare qualcosa dopo una battaglia lunga e stremante.













Perché ricorrere ad un’iseminazione artificiale, ad una donna che affitta il proprio utero per mettere al mondo una creatura quando si poteva rendere decisamente migliore la vita di un bambino già nato e meno fortunato? Non sarebbe meglio legalizzare le adozioni da parte di coppie omosessuali?