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Culturadi Stefano Morciano (Aioros)
pubblicato il 26 novembre 2008 alle 16:59 dallo stesso autore - torna alla home

Non manca mai nei giornali nostrani, in tempi di dibattito sull’eutanasia, la storia commovente ed educativa di qualcuno che alle cure non rinuncerebbe per nessun motivo al mondo. Ma spesso il paragone è quantomeno azzardato.

E’ ormai un grande classico del giornalismo nostrano: il controesempio. Se c’è un dibattito in corso sull’eutanasia o sul testamento biologico, non manca mai la storia commovente di qualcuno che non contravverrebbe mai ai sani principi di una volta. Un malato terminale chiede di morire? Ecco che salta fuori eluana I giornalisti e larte del controesempioqualcuno che invece vuole vivere. Un genitore vuole staccare la spina al figlio senza speranza? Eccone un altro che non potrebbe mai farlo. Nel caso di Eluana Englaro, alla totale insensatezza della contrapposizione si aggiunge una grossa difficoltà: non è per niente facile trovare un caso analogo che possa fare decentemente da controesempio. Ogni tanto qualcuno ci prova, ma finisce per mettere sullo stesso piano storie e persone del tutto differenti, come quando si paragona un Bossi uscito da un breve coma con una Eluana in stato vegetativo da sedici anni.

UNO STATO VEGETATIVO PARTICOLARE - L’ultima trovata viene da Repubblica, che venerdì 21 titolava un deciso “In stato vegetativo da 47 anni. La mamma: non lo abbandonerò mai”. L’articolo scorre tranquillo finché non si parla di “riflesso di darsi dei pugni in testa”. Strano. Più avanti: “A volte Giorgio non dorme per tre giorni di fila”. Non dorme? “Impara a camminare”. Ok, questo stato vegetativo è piuttosto diverso da come me l’ero immaginato. Scopriamo quindi che Giorgio Ciuchi è rimasto cerebralmente un bambino di sei mesi: “non conosce l´aggressività, ogni tanto si dondola da solo come faceva sul cavallino”. Piuttosto diverso dal caso Englaro, no?

PARALLELI - Direte, ok, ma in fondo non l’ha mica fatto, il parallelo. Voilà: “Seduti sul divano ascoltano insieme la musica e guardano la tv: Giorgio non reagisce, ma la mamma quando sente certi episodi di cronaca aumenta il volume. Come per Welby, Eluana, e per l´ultimo caso di Bollate, in provincia di Milano, dove una figlia ha soffocato la mamma malata da anni – notate il climax – : «Per me hanno tutti diritto di vivere così come sono, non vanno mai sospese le cure, se no è come se li ammazzassero»”. I giornalisti e larte del controesempio

I GRANDI MESSAGGI DEL PAPA - In compenso, sui media italiani non manca mai la voce del nostro amato pontefice, che ci manda messaggi importanti tipo pace nel mondo, abbasso la fame, poniamo fine alla povertà ma iniziate voi che noi siamo al verde, no al preservativo (si era detto importanti, mica coerenti). Domenica 23 sul Corriere c’era un’interessantissima lettera del buon Ratzinger, indirizzata a Marcello Pera, in cui Benedetto XVI diceva che il libro di Pera gli era piaciuto moltissimo, che Pera aveva fatto bene a scrivere quelle cose e che lui è pienamente d’accordo su tutto. A questo punto è assolutamente necessario aprire una nuova rubrica di recensioni letterarie sul Corriere: vogliamo leggere le lettere di Ratzinger a J.K.Rowling, Federico Moccia e Melissa P.

TITOLI FANTASY - Per il resto, due titoli da ricordare: «“Samurai” contro Scientology – E le guardie lo uccidono», e un memorabile Un gene che ferma il cancro? Il segreto dei nani dell’Ecuador”. Potrebbe essere il titolo del prossimo Indiana Jones.

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