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Beppe Grillo, gli stereotipi della Boldrini sulle mamme e la moglie di Elio Vito

Una battaglia di stereotipi. Beppe Grillo rilancia la polemica nata dopo le discusse critiche del presidente della Camera Laura Boldrini agli spot che mostrano l’immagine della mamma che serve a tavola la famiglia, pubblicando un articolo di Silvia Cirocchi, direttore editoriale del quotidiano Qelsi nonché moglie di Elio Vito, già pasionario Berlusconiano. Una replica nella quale si esalta il presunto «piacere che può provare una madre dopo una giornata di duro lavoro a preparare una cena per suo marito e i loro figli».

Photocredit: Beppe Grillo
Photocredit: Beppe Grillo.it

LE POLEMICHE SULLE FRASI DELLA BOLDRINI – Beppe Grillo utilizza l’articolo per attaccare la terza carica dello Stato, esponente di Sel, che più volte negli ultimi tempi si è scontrata in aula con i parlamentari del Movimento 5 Stelle. Dopo le dichiarazioni al convegno “Donne e media”, Boldrini è stata accusata di essere ipocrita, di occuparsi di questioni considerate irrilevanti e di volersi “ergere come paladina del sesso femminile”.

Accuse che vengono ribadite anche nell’editoriale di Cirocchi, rilanciato sul blog di Beppe Grillo: «Presidente, lei ha un dono innato: riuscire a sminuire il ruolo della donna come pochi altri», si attacca. Per Cirocchi l’accanimento della Boldrini su determinati temi, «come in ogni tragicommedia che si rispetti, ottiene il risultato opposto». Tanto che Boldrini viene accusata di «offendere non solo la quasi totalità delle donne, ma anche la figura della famiglia», così come, seconda la direttrice di Qelsi, «gli italiani la concepiscono».  Continua:

«Perché, Presidente, la famiglia non è composta dal Genitore 1 che serve a tavola il Genitore 2 – con tanto di attacco alla Kyenge, ndr – e la rispettiva prole in una situazione di sottomissione, la famiglia come la vediamo noi è un po’ diversa. Ha presente il piacere che può provare una madre – mi perdoni se mi permetto di utilizzare un termine così obsoleto – dopo una giornata di duro lavoro a preparare una cena per suo marito e i loro figli, servirli a tavola e trascorrere con loro probabilmente l’unico momento della giornata davvero in famiglia?»

Per la giornalista non ci sarebbe nemmeno nulla che sminuisca o offenda la figura della donna:« Mia nonna ha dedicato la sua vita a fare questo e mi creda, non ha avuto rimpianti nemmeno per un secondo». Tanto da invitare poi la Boldrini a occuparsi del suo lavoro, invece che pensare di voler rappresentare il popolo femminile.

LE REAZIONI – Tra i militanti del MoVimento 5 Stelle non tutti sembrano condividere la replica pubblicata. Anche perché, rispondere alle denunce della Boldrini – più o meno condivisibili – difendendo un altro stereotipo classico – con tanto di “piacere” provato a cucinare per tutta la famiglia, ndr – non aggiunge nessun argomento, ma si limita a rilanciare una battaglia a colpi di preconcetti.  Anche se a proporre la “difesa” delle donne che servono a tavola è un’altra donna. «Per voi il caso che ha descritto la Boldrini non esiste (ve ne posso citare a migliaia di casi descritti da lei), secondo il M5S la donna deve sentirsi realizzata solo se è madre, sa cucinare, e solo se ha figli (benvenuti nel fascismo 2.0); una donna non può esprimere un suo punto di vista se è in minoranza rispetto all’opinione comune, quindi deve tacere», attacca un militante. E aggiunge: «Salute ed infelice di avervi votato», si legge. Altri invece attaccano quella che definiscono l’ipocrisia della Boldrini, e la sua «ossessione di promuovere la sua immagine, forse anche in vista di future elezioni». Altri aggiungono: «La Boldrini prima di parlare potrebbe anche documentarsi meglio. Detto questo, non ho mai considerato un piacere “servire” mio marito, dal momento che ha due mani come le mie, sono dell’idea che in casa ci si debba aiutare quando si lavora in due. Meritano una riflessione non solo gli spot pubblicitari, ma tutta la mentalità che fa delle donne un oggetto decorativo, vedi i saloni di auto e moto con ragazze più o meno vestite abbarbicate dovunque», si legge. «Io sono una mamma di tre figli libera professionista e ti giuro tutta questa goduria di portare la sera a tavola la cena per la famiglia non la provo», aggiunge un’altra elettrice. I critici non sono pochi. Anche perché dal post pubblicato sul blog di Beppe Grillo traspare quasi l’idea che una madre che non abbia il tempo di cucinare, (per motivi di lavoro, di salute o altro) debba sentirsi meno realizzata, nutrire sensi di colpa. O credersi meno importante per la famiglia rispetto a tante altre. In pratica, una diatriba sterile, condotta a colpi di luoghi comuni. Tutto mentre il Paese resta sull’orlo della crisi di governo.