“Caro Walter, ti scrivo perché ho deciso di dimettermi dalla Direzione nazionale del Partito democratico“. Così scrive Irene Tinagli, insegnante alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh, allieva di Richard Florida, esperta di politiche pubbliche per l’innovazione, la creatività e lo sviluppo economico, consulente per il Dipartimento Affari Economici e Sociali dell’Onu e per la Commissione europea, annuncia il suo addio a Veltroni. La lettera è durissima: “Il Pd aveva un’obiettivo ambizioso al quale avevo aderito con entusiasmo e che ora faccio fatica a riconoscere in questo partito, in numerosi ambiti. Dalle posizioni ambigue su importanti temi etici e valoriali, alla gestione di processi politici locali e nazionali, ma soprattutto alle posizioni in quegli ambiti più cruciali per la crescita del Paese: istruzione, ricerca e innovazione. Di fronte alle posizioni del Pd su questi fronti non posso che essere sconcertata. Non ho visto nessuna proposta incisiva, se non “andare contro” la Gelmini“. Qual è la critica della Tinagli, nel merito? “…tra tutti gli argomenti
che si potevano scegliere per incalzare il ministro sono stati scelti i più scontati e deboli. Il mantenimento dei maestri, le proteste contro i tagli, la retorica del precariato, tutte cose che perpetuano l’immagine della scuola come strumento occupazionale. È questa la linea nuova e riformista del Pd? Cavalcare l’Onda non basta. Serve una proposta davvero nuova, che ribalti le attuali logiche di funzionamento della scuola anziché difenderle. Ma non ho visto niente di tutto questo“. Proseguendo, la professoressa afferma di non essere mai stata chiamata a dire la sua per le sue competenze “tecniche” - “in un anno di vita del Pd non sono stata consultata mai nemmeno per un parere” - e chiude con un’argomentazione interessante: “Sartre diceva che noi siamo quello che facciamo. Sono le nostre azioni che ci definiscono, stare a discutere su ciò che ci piacerebbe essere serve a poco: la gente ci giudicherà per quello che abbiamo fatto. E di quello porteremo la responsabilità. Per quanto mi riguarda non voglio portare la responsabilità delle scelte che sta facendo questo partito che in larga parte non condivido e sulle quali non ho avuto e non ho possibilità di incidere in alcun modo“.
Caro Walter, questa persona se ne va, dopo aver fatto obiezioni ficcanti: la stessa cosa la stanno pensando in tanti, perché non si può combinarne una al giorno. Binetti, Villari, Latorre: tre situazioni con enormi somiglianze trattate in modo differente, con la sanzione “vera” che è arrivata soltanto a uno che ormai si era messo davvero al di fuori di tutto. Ieri in Spagna un giudice ha fatto togliere i crocifissi dalle aule; nessuno ti chiede di compiere miracoli come questo, per carità. Ma dare l’impressione di ritenere, tra i temi etici, la fedeltà al partito e la poltrona della vigilanza Rai più importante quest’ultima, non è un granché. Soprattutto per chi sapeva che avresti perso, ma pensava che avresti usato la poltrona di leader dell’opposizione chiedendo innovazione al governo, non pietendo attenzione al capo dello Stato per avere una tribuna di dubbia utilità, politicamente e mediaticamente parlando (anche perché Zavoli non è Orlando). Vigilando con attenzione sulla legislazione, non facendosi sorpassare da Report su una norma salva-inquisiti che un partito dotato delle intelligenze “tecniche” come il tuo avrebbe dovuto riconoscere - o forse vogliamo cominciare a pensare che non siano poi così “intelligenze”? Facendo notare al Paese che il governo di centrodestra non aveva in programma, Dpef alla mano, alcun taglio delle tasse nei prossimi due-tre anni, nonostante li avesse promessi all’elettorato. Proponendo soluzioni alla crisi con maggiore convinzione, non portando solo una proposta in combutta con la Confcommercio che sembrava soltanto la ricerca di un ponte con un’associazione qualsiasi, visto che con la Confindustria non c’è più nulla da fare per un po’. Veltroni dovrebbe rendersi conto che continuare un bisticcio infinito con Massimo D’Alema, lanciare qualche stilettata ad Arturo Parisi di rimando, parlar male e poi bene e poi male di Antonio Di Pietro, non è esattamente il mandato che gli è stato conferito di leader dell’opposizione. Se poi vuole continuare a giocare, faccia pure. Magari lontano da Roma, però.
Intanto, sorprende che l’uomo abbia sempre una spiegazione nuova e diversa per la realtà che lo circonda.
Waxen scrive: “e, a proposito di ambulanteggiare, non so se lo stai notando anche tu ma ultimamente, la domenica mettina, l’arrotino e l’ombrellaio non rompono più i coglioni come una volta“
Gregorj scrive: “sarà la crisi economica che avrà generato minore domanda di qui, l’offerta si è ridotta (Ok, qui ho detto un’idiozia, lo ammetto). In compenso, quella dei Testimoni di Geova resta stabile“.
Waxen scrive: “ne dubito, l’arrotino e l’ombrellaio non hanno mai avvicinato alcuna massaia, andavano in giro di domenica mattina per il puro gusto di far urlare gli slogan del nastro registrato sull’altoparlante“
Anche qui, il complottismo va che è una meraviglia.
(Vignetta di Artefatti)


























Però io ne sento uno senza nastro di arrotino, ultimamente. Significherà pur qualcosa.
Sul Pd che dire. Posso comprendere la cocente e ficcante delusione.
Weltroni non è responsabile per un partito allo sbando. Il marcio è dentro il Pd. Dalle mie parti nel napoletano e con il bassolinismo, la questione vera non è tanto di linea politica quanto di legalità. Io non ho capito perchè ha imbarcato nel Pd il bassolinismo e tutto il resto, lasciandoli ancora liberi di fare danni, piuttosto che commissariare tutto il partito in Campania.
Il PD si è rivelato il solito partito, legato agli interessi personali di potere e lontanissimo dalla gente.
Veltroni è, purtroppo, un buon politico… ma moscio, troppo moscio.
Tutti gli ridono in faccia e tutti lo spernacchiano… e lui nulla… abbozza ed aspetta di poter dire la cosa giusta con la giusta inquadratura!
Uno con un plebiscito simile alle primarie, doveva radere al suolo le vecchie correnti partitiche e mettere bene in chiro un programma “UNICO” e non un accozaglia di cose che non vuole scontentare nessuno.
Ci voleva coraggio a dire a Rutelli,Binetti, D’Alema… o state con me o fuori dalle balle!
Veltroni è responsabile proprio perché non decide di farla finita anche con quello che tu elenchi.
Il problema non sono quelli che se ne vanno, il problemi sono quelli che restano.
bboia chi molla !
A Wartereeee…ma quanno te ne vai in Africa???E speramo che lá qualcuno te magna!
Seriamente:é terribilmente squallido lo spettacolo offerto da due ultracinquantenni come Uolter e Max,che da quindici anni litigano come due bambini dell´asilo che si fanno i dispetti.Mi sa che l´unica soluzione con sta gente é quella del genere Bastiglia…
Il vero problema credo che sia l’ormai avvenuto totale distacco tra i partiti(e i relativi interessi) e gli elettori stessi…Ormai i partiti svolgono solo una funzione clientelare a meno degli unici due partiti delle parti estreme della sinistra e della destra che per quanto siano opposti politicamente sono gli unici ad aver conservato il vecchio modo di fare politica, lo stesso metodo usato da Obama e visti i risultati nn credo sia poi cosi tanto vecchio…I partiti oggi controllano l’informazione sia televisiva che quella in forma cartacea; i partiti nominano i primari degli ospedali che poi a causa di gravi incompetenze sono i protagonisti in negativo della cronaca; e poi infine vorrei far sapere a quei pochi che leggeranno questo commento che gli attuali partiti che siedono in Parlamento al di fuori dell’IDV, mi riferisco ovviamente al PdL e al PD sono composti entrambi da persone che occupano la scena politica da troppo tempo e sono rispettivamente ricolmi di politi collusi e corrotti l’uno e di politici che pensano solo a frequentare i salotti buoni con banchieri ecc l’altro…Ecco cosa è il Parlamento in Italia oggi…
@luca
Non concordo con questa visione.
E’ vero che la IDV è abbastanza sul terriotorio, ma molto di più lo è la Lega!
Inoltre il PDL riscuote consensi dalla gente… il problema è solo il PD ed anche la sinistra detta “comunista”, che è totalmente slegata dalla gente… altrimenti avrebbe preso più voti alle elezioni.
Quindi non concordo quando dici che gli estremi de destra e sinistra mantengono il vecchio modo di fare politica, quello di quartiere.
Che in parlamento c’è gente “ammanicata” con le varie lobby è un classico… ma non è dicendo questo che si risolvono le cose.
Il PD è nato come buona idea… ma se dentro ci metti tutto il vecchiume postcomunista e posdemocristiano… ottieni una ciofeca inaudita… dove anche Di Pietro riesce a fare più bella figura!
Il PD deve svecchiarsi e mandare a quel paese i politicanti di professione… mi sta bene tenere gli “anziani” per creare una ossatura su cui far crescere il vero corpo del partito.
Ma questi “anziani” (senza offesa, ma come complimento) devono sapere che stanno creando qualcosa per il futuro, dove LORO non ci saranno e non che stanno creando qualcosa per il LORO futuro (vedasi D’Alema e Rutelli).
@Tetsuo
Sicuramente la Lega opera a diretto contatto con la gente ma è una realtà più locale che nazionale ecco perchè nn l’ho citata.Per quanto riguarda le frange estreme di cui parlavo intendevo che anche se lo stanno facendo a mio avviso nn riescono più ad avere il consenso di un tempo.Sul PD concordo pienamente, e sono d’accordo anche sul fatto che il PdL riscuote successo tra la gente ma nn posso essere entusiasta di questo partito che ha al suo interno delle persone che fanno politica per interessi personali e nn perchè hanno un forte senso del dovere nei confronti della gente che gli ha votati…Prendi lo stesso Berlusconi se tu andassi ad informarti (possibilmente in maniera del tutto autonoma) scopriresti molte verità di cui ti dispiaceresti per svelare le quali si deve essere pronti ad essere appellati come “comunisti” (appellativo che fino a vent’anni fa sarebbe stato motivo di orgoglio) come se fosse un insulto…Le verità a cui faccio riferimento sono quelle inerenti il passato anche quello degli ultimi anni del nostro presidente del consiglio…