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Quanti poliziotti ci mancano?

Il declino di un paese alle prese con la recessione, purtroppo, non si misura solo con le percentuali relative a deficit, crescita economica e rapporto tra debito e pil. Al di là dei dati fondamentali della finanza pubblica e dei tassi di disoccupazione e fiducia, la recessione si fa sentire sulla pelle dei cittadini anche attraverso le minori garanzie della pubblica sicurezza, con il calo degli agenti di polizia in servizio e, considerata la riduzione dei mezzi a disposizione, con interventi sempre più impegnativi da realizzare. Ai tempi della spending review, si sa, tutti hanno qualcosa di cui privarsi per garantire tagli alla spesa pubblica e la tenuta dei conti pubblici. I Corpi dello Stato non si tirano indietro. Sfidano il blocco del turn over del personale e l’illusione che una manciata di assunzioni possano arginare la ben più ampia carenza di organico.

 

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L’Italia che non sa più produrre ricchezza e non riesce a ridurre le uscite di cassa per limare quella montagna di 2mila miliardi di debito è, insomma, anche questo: il rischio di ritrovarsi con una meno efficiente difesa dell’ordine pubblico e il sacrificio di dipendenti statali costretti a lavorare al limite delle proprie possibilità. I numeri parlano chiaro. Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale e Polizia Penitenziaria, ed anche i Vigili del Fuoco, si trovano in questi mesi (da anni, sarebbe il caso di dire) tutti alle prese con l’amaro conteggio degli uomini a disposizione.

CARABINIERI – La strada è obbligata, già tracciata dalla conversione in legge dell’agosto 2012 del decreto legge del governo sulla spending review, che ha previsto la riduzione da 190mila  170mila unità degli organici delle forze armate. Lo strumento utilizzato per raggiungere l’obiettivo? Il solito: il congedo per chi ha maturato determinati requisiti anagrafici e contributivi e processi vari di mobilità guidata. Dai tagli del governo sono stati in verità esclusi i Carabinieri. Ma il Cocer, sindacato dei militari dell’Arma, ha comunque denunciato a suo tempo «scelte dissennate, derivanti da inaccettabili logiche di cassa» legate al blocco del turn over. Non possiamo accettare – facevano sapere i Carabinieri – «un provvedimento che mette in ginocchio un’istituzione che, dopo i tagli subiti negli anni passati, circa 9mila unità, si vede ripianare soltanto il 20% del turn over». «A questo punto – ha sentenziato il Cocer – riteniamo che l’Arma non è più nelle condizioni di poter assicurare un adeguato standard di sicurezza al popolo italiano». Parole critiche esattamente come le dichiarazioni rilasciate nelle ultime settimane, dopo gli ennesimi tagli al comparto sicurezza (sacrificato all’altare dell’abolizione dell’Imu). «Accusiamo le istituzioni anche di costringerci ad alzare i toni della protesta, facendoci venir meno, nostro malgrado, alla peculiare, secolare compostezza degli uomini dell’Arma», ha rilanciato il sindacato dei carabinieri. I conti non tornano. Anzi, no. Nella logica della spending review, tornano benissimo. Come ha rilevato in un’interrogazione parlamentare il deputato del Pd Ettore Rosato il blocco del turn over ha perfino rallentato la presa in organico presso i reparti dei 1.886 vincitori del concorso di allievi carabinieri.

 

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POLIZIA – Esprime le stesse preoccupazioni dell’Arma in queste settimane anche l’Anfp, l’associazione nazionale dei funzionari di Polizia. «Le forze di polizia – hanno spiegato di recente i rappresentanti dei poliziotti – da anni sopportano tagli lineari ed il blocco contrattuale che ha ridotto gli stipendi nel triennio dal 2011 al 2013 sarà prorogato anche nel 2014: nell’immediato futuro esse dovranno rispondere con meno mezzi ed unità operative ad un aumento esponenziale della domanda di sicurezza in tema di ordine pubblico, controllo del territorio e contrasto alla criminalità diffusa ed organizzata». Protesta anche il Sap, Sindacato autonomo di Polizia, che continua a segnalare carenze di personale in ogni parte d’Italia e che già nel 2012 stimava, per i tre anni successivi, in virtù della spending review di Monti, un calo di ben 22mila agenti. «Si aggiunga – facevano sapere i portavoce degli agenti già lo scorso anno – che non abbiamo ancora visto un euro delle risorse del fondo unico giustizia, alimentate dal lavoro delle donne e degli uomini delle forze dell’ordine con i sequestri e le confische dei beni dei mafiosi e della criminalita».

GUARDIA DI FINANZA – Il discorso non cambia per la Guardia di Finanza. Alcune stime ritengano opportuno che l’organico sia composto da circa 51.500 unità. Ma il numero effettivo dei finanzieri (dati del 2012 pubblicati sul Sole24Ore) si aggira intorno all 47.500 unità. Si parla di carenza di personale anche per il Corpo Forestale dello Stato. L’organico in questo caso sarebbe inferiore di circa 1.500 unità rispetto al necessario. Un deficit evidente soprattutto nelle regioni settentrionali, come rivela un’interrogazione parlamentare della deputata Pdl Renata Polverini. Paga i tagli la Polizia Penitenziaria. L’ultimo appello del Sappe al premier Enrico Letta ha ricordato che, a fronte di un popolazione detenuta che supera di oltre 20mila unità i 43mila posti letto effettivi delle carceri italiane, gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria diminuiscono ogni anno di 800-1.000 unità, per ragioni fisiologiche, senza poi essere adeguatamente sostituiti. «Negli ultimi cinque anni – ha denunciato il Sappe – sono state perse di forza circa 7.500 unità, assolutamente non compensate dall’immissione in servizio degli agenti già volontari nelle Forze Armate, certamente inferiori nel numero alle effettive esigenze».

 

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VIGILI DEL FUOCO – Dulcis in fundo, i dati dei Vigili del Fuoco. Secondo il decreto legge del 31 agosto agosto sulla «razionalizzazione delle pubbliche amministrazioni» saranno assunte 1.000 unità di personale entro la fine del 2014, 400 nel 2013 e 600 nel secondo semestre del prossimo anno. Magra consolazione. Secondo i dati forniti dal Ministero dell’Interno lo scorso aprile in Commissione Affari Costituzionali alla Camera il Corpo soffre di una sottodotazione organica stimabile in 3.300 unità. Insomma, tutto chiaro.

(Fonte foto: LaPresse)