Prima l’articolo del Corriere di due giorni fa, poi il richiamo di Repubblica e infine i lanci dell’Agi, che ha riportato la testimonianza del “superteste”. La vicenda di Emanuela Orlandi, proprio
nelle vicinanze dell’anniversario della scomparsa, ritorna d’attualità. Insieme al suo intreccio di storie (e leggende) metropolitane che ne hanno sempre accompagnato la comparsa, periodicamente. Meglio chiarire in primo luogo che le dichiarazioni di Sabrina Minardi, l’ex moglie di Bruno Giordano e compagna di Enrico “Renatino” De Pedis (il Dandi, per chi ha letto “Romanzo Criminale“) sono del marzo scorso, e che ad averle riportate testualmente è stata appunto l’Agi a partire da ieri alle 11 e 38; e che, come d’uso, la Procura di Roma ha aperto una inchiesta per rivelazione del segreto d’ufficio e ha anche disposto la perquisizione dell’Agenzia Italia. “Secondo quanto si è appreso a piazzale Clodio (sede del Tribunale, ndr) l’iniziativa è stata dovuta al fatto che la diffusione dei documenti, e del loro contenuto, ha messo a rischio l’incolumità della persona che è stata sentita come testimone e lo stesso iter degli accertamenti“. E’ arrivata, come di prammatica, anche la solidarietà della Fnsi per la perquisizione di prammatica subita dal cronista di giudiziaria dell’agenzia, che ha fatto sicuramente il colpo della settimana (se poi si arrivasse anche a qualche riscontro delle parole del testimone, sarebbe quello dell’anno).
E adesso proviamo a unire i puntini, per quanto difficile sia: Repubblica dice che “Emanuela Orlandi sarebbe stata prelevata da Renatino De Pedis su ordine di monsignor Marcinkus“. Non è la prima volta che il nome del presidente dello Ior esce in questa vicenda: a tirarlo in ballo nel modo più autorevole fu addirittura l’ex capo del Sisde Vincenzo Parisi, che riconosceva in lui “l’Amerikano” che fece una marea di telefonate di depistaggio. Sempre ieri, è comparsa un’intervista sul “Messaggero” al giudice Ilario Martella, ex presidente di sezione della Cassazione ed ex giudice istruttore nell’inchiesta sull’attentato a Giovanni Paolo II e sul rapimento Orlandi: “Si possono fare tutte le ipotesi possibili, ma l’unica pista che abbia mai avuto una certa consistenza in questa storia e’ quella dello scambio“. Lo scambio con Ali Agça, l’attentatore del Papa all’epoca in galera che i Lupi Grigi rivolevano indietro perché avevano paura che si fosse messo a parlare dei mandanti dell’attentato, e che dopo tutti i “segnali” in effetti smise di collaborare con i magistrati per cominciare a dire di essere Gesù Cristo ed aver visto la Madonna. Quindi, secondo quel giudice, Marcinkus, con l’aiuto della Banda della Magliana, avrebbe fatto tutto questo in accordo con un’organizzazione terroristica turca allo scopo di mettere sotto pressione il Vaticano, che in ogni caso non poteva “liberare” Agça perché esso ricadeva sotto la giurisdizione italiana. Poco credibile, anche se persino uno degli avvocati dell’”assaggiatore” ufficiale della droga della Banda lo ha confermato, in un colloquio informale, qualche anno fa.
“In uno di quei sacchi c’era il corpo di Emanuela Orlandi e nell’altro, sostiene la donna, un bambino di 11 anni ucciso per vendetta, Domenico Nicitra, figlio di uno storico esponente della banda“, dice sempre Repubblica, facendo notare la contraddizione: Domenico venne ucciso 10 anni dopo. E sembra strano che nessuno abbia pensato che invece, se proprio di secondo corpo doveva trattarsi, poteva essere quello di Mirella Gregori, la prima rapita il cui collegamento con il caso Orlandi non è stato mai confermato, se non dalle telefonate “depistatorie” dello stesso “Amerikano“. Interessante anche che la superteste abbia parlato di una cena a cui avrebbe partecipato, insieme a De Pedis, a casa di Andreotti , il quale avrebbe fatto entrare in casa sua, nonostante la scorta, un superlatitante ricercato da tutte le polizie del Regno. E che la stessa teste escluda il rapimento a scopo di violenza sessuale, perché Marcinkus, sempre secondo lei, amava le belle ragazze ma non le minorenni. In più, dice la superteste, “Emanuela Orlandi sarebbe stata tenuta (durante il rapimento, ndr) in un’abitazione, vicino a piazza San Giovanni di Dio, che aveva “un sotterraneo immenso che arrivava quasi fino all’ospedale San Camillo“, ha aggiunto Minardi”, che ha parlato anche di una zona verde nelle vicinanze. Ma l’unica piazzetta dove c’è un parco in zona prima dellla piazza è Largo Alessandrina Ravizza: in linea d’aria la distanza con l’ospedale è notevole: più che un sotterraneo, dovrebbe essere una catacomba.
I morti non parlano. Quelli che stanno ben custoditi a causa della loro attività di beneficenza nella chiesa di S. Apollinare a Roma neppure, anche perché “in base al regime concordatario, la cripta è inaccessibile per le autorità italiane“. E anche le telefonate anonime in cui si dice che la verità è sepolta insieme a lui sembrano l’ennesimo depistaggio. Unire i puntini è un’attività quasi inutile, la Settimana Enigmistica non ci aiuterà. Anche solo una parte di verità, a meno di un ritrovamento del (dei) corpo (corpi), non la sapremo mai.


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Data l’aria che si respirava in Vaticano dal 1978 alla metà degli anni ottanta, la ricostruzione della teste non è astrattamente impossibile (a parte le incongruenze temporali). Vedremo.
@harlot, io penso che il più attendibile di tutti sia Nicotri: ascolta l’intervista
Sicuramente lo è. Anche io sono convinto che la faccenda sia tutta interna al Vaticano, con supporto esterno della banda della Magliana. Comunque questo cose ormai interessano solo alcuni sparuti casi clinici che ancora hanno interesse nella storia contemporanea dell’Italia.
Sì, vero. Potrebbe essere andata esattamente come dice Nicotri. Tutto il resto è depistaggi.
L’unico fondo di verità nel racconto della Minardi è il rapporto dei criminali della Magliana con Marcinkus&Co
ma se la tizia è morta il giorno stesso, che ruolo può aver avuto la BdM in tutto ciò? Occultamento del cadavere?
E soprattutto: se è andata come dice Nicotri, tutto quel che dice la tizia è falso. E allora perché dovrebbe essere considerata attendibile?
In effetti il discorso della betoniera e dei due cadaveri non regge, e chissà cosa ha visto, ma perchè dovrebbe mentire sui rapporti tra Marcinkus e De Pedis ?
La scomparsa di Emanuela Orlandi rimarrà avvolta nel mistero, così come altre storie rimaste “inconcluse” in Italia.
Ma ciò che rimane ancor più avvolto nel mistero è il nesso che possa sussistere tra la banda della magliana e il Vaticano!
..ed ancor più misteriosa la “sepoltura di Renatino” tra le mura della chiesa accanto a santi e martiri…giustificata dal dire che De pedis ha compiuto “atti di carità” per i poveri!!….sconcertante!!!!!!!
Secondo le considerazioni della Chiesa, la carità “PASSA ATTRAVERSO IL RISPETTO DEL PROSSIMO E DELLA SUA COSCIENZA, ANCHE SE QUESTO NON SIGNIFICA ACCETTARE COME UN BENE CIO’ CHE E’ OGGETTIVAMENTE UN MALE…” e non solo dice anche “CHE NON E’ MAI CONSENTITO FARE IL MALE PERCHE’ NE DERIVI UN BENE”….quindi mi chiedo il motivo per cui il Vaticano abbia accettato la sepooltura in chiesa di un malavitoso!….non è ammesso a nessuno oltre ai papi e santi il riposo eterno in chiesa?.quindi….perchè?
perché per tradizione consolidata la Chiesa punisce l’errore ma accoglie l’errante…