Wikileaks: era l’Onu a dire che i respingimenti di Maroni “violavano i diritti umani”

03/02/2011 - Era stato l’alto Rappresentante dell’Unhcr in Libia a dire al locale diplomatico Usa che era auspicabile un’azione pronta delle istituzioni internazionali. La politica di respingimenti voluta dal governo di Silvio Berlusconi, per la precisione ostentata dalla Lega che ha nell’esecutivo

     
 

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Era stato l’alto Rappresentante dell’Unhcr in Libia a dire al locale diplomatico Usa che era auspicabile un’azione pronta delle istituzioni internazionali.

La politica di respingimenti voluta dal governo di Silvio Berlusconi, per la precisione ostentata dalla Lega che ha nell’esecutivo la poltrona determinante del ministero dell’Interno, assegnata a Roberto Maroni; la politica securitaria ostentata ad ogni piè sospinto dall’esecutivo di centrodestra, che la rivende ogni volta che è possibile come una grande vittoria contro l’immigrazione selvaggia e clandestina, violava i diritti umani.

RESPINGIMENTI – A dirlo è un diplomatico americano che invia a base Langley, nell’agosto dell’anno scorso, un dispaccio pubblicato ora negli archivi di Wikileaks, nel quale riporta con chiarezza quelle che erano state le parole e le preoccpazioni del responsabile per la Libia dell’Unhcr, l’agenzia dell’Onu per i rifiugiati.

Il principale responsabile dell’UNHCR a Tripoli ha comunicato preoccupazione riguardo la cooperazione Italia-Libia finalizzata al respingimento dei migranti intercettati nel Mediterraneo: tale politica sarebbe violativa dei diritti umani dei migranti e avrebbe messo in pericolo i richiedenti asilo in buona fede. E’ stato notato inoltre che alcuni migranti sono stati forzatamente e violentemente respinti dagli ufficiali italiani, lasciandone molti di essi bisognosi di urgenti cure mediche. La Libia, per contro, non ha garantito alle autorità UNHCR l’accesso all’esami dei migranti respinti come richiedenti asilo se non dopo molti giorni successivi al loro ritorno.

Ecco la situazione: una politica dei respingimenti che viola i diritti umani; povera gente acchiappata in mare e riportata nelle coste libiche del colonnello Muhammar Gheddafi dove è lasciata senza nessuna garanzia umanitaria internazionale.

80 MIGRANTI – Il diplomatico americano cita con precisione un caso particolare, quello del 1 luglio scorso, in cui oltre 80 migranti furono respinti senza troppe discussioni e rimandati in Libia.

Lampedusa, respinti 89 migranti, viaggiavano su un gommone nel canale di Sicilia: soccorsi dalla nave «Orione», sono stati trasferiti su una motovedetta libica. Nel gruppo 9 donne e 3 bambini. Un gruppo di 89 migranti è stato respinto dalle coste di Lampedusa. Erano stati soccorsi martedì su un gommone nel canale di Sicilia a circa 50 chilometri dalla terraferma. L’unità della Marina ha trasbordato gli extracomunitari, tra i quali c’erano nove donne e tre bambini, su una motovedetta libica e non sulla piattaforma Agip di fronte alle coste del Paese nordafricano, come appreso in precedenza.Sono stati gli stessi migranti a lanciare una richiesta di soccorso con un telefono satellitare. La motovedetta avrebbe poi trasferito poi le 89 persone in Libia.

Questa la cronaca degli eventi raccontata da Melting Pot Europa. Il diplomatico americano contatta base Usa per riferire del fatto.

Nell’incontro avuto il 28 luglio con Mohammed al-Wash, capo missione dell’UNHCR, abbiamo ricevuto le lamentele sul comportamento dell’Italia, accusata di rompere i propri impegni nel sostegno dei trattati Un ed Ue sui diritti umani respingendo i richiedenti asilo in Libia con altri migranti generici; l’agente Onu denunciava in maniera nettissima le tattiche della guardia costiera italiana utilizzate per costringere gli immigrati a tornare. Viene citato l’esempio del respingimento di 80 migranti – inclusi molti rifugiati registrati con l’Unhcr a Tripoli, Addis Abeba e il Cairo – respinti dal personale italiano intorno al primo luglio che hanno avuto poi la possibilità di riferire la loro storia allo staff dell’Unhcr.

I migranti respinti dalla furia securitaria leghista hanno così la possibiltà, solo a babbo morto, di rappresentare la propria situazione alle istituzioni internazionali.

IL RACCONTO – Il loro racconto è terribile. E ci parla di un vero e proprio abuso internazionale commesso dalle forze armate italiane, che rimandano al mittente dei migranti registrati addirittura presso l’Onu. “Ordini superiori”, dice il guardiacoste.

Quando il vascello che portava i migranti è stato fermato, tre rappresentanti eritrei a più riprese chiesero di parlare con il comandante italiano per informarlo del proprio status di rifugiati. Molti sulla nave hanno fornito le loro credenziali Unhcr al comandante. Quello ha risposto che era sotto ordini perentori dal governo di respingere i migranti in Libia, inclusi quelli registrati presso l’Unhcr, che furono così rimossi dal loro battello per essere rispediti in Libia.

Questo il racconto, dalle voci dei migranti: l’Italia ha respinto dei profughi internazionali registrati presso l’Onu, violando i più fondamentali diritti dell’umanità, consegnandoli nelle mani del rais libico, Muhammar Gheddafi. Tutto per dare applicazione ad una politica securitaria voluta dalla Lega per accontentare i cittadini vogliosi di strade sgombre dagli immigrati irregolari. I migranti, appoggiati su una piattaforma petrolifera Eni nel mar mediterraneo, vengono così rispediti in Libia.

AMICISSIMI – Il commento del diplomatico Usa, che cerca di rappresentare la situazione al Pentagono, è a tutto campo. L’Italia sta risolvendo il problema immigrazione sulle spalle dei migranti; e la Libia, che non era propriamente ansiosa di concludere un tale patto, viene invogliata ad accettare i respingimenti in un ottica di miglioramento dei rapporti bilaterali. Come a dire che questa tragedia umanitaria sarebbe interamente da imputare alle forze politiche italiane che l’hanno voluta.

Stoppare il flusso di migranti verso l’Italia era un componente fondamentale del Trattato di Amicizia fra Italia e Libia firmato nell’agosto 2008. In recenti incontri di coordinamento del G8 con l’Onu, i diplomatici italiani si vantavano che avevano finalmente costretto la Libia a stringere quel patto; quest’incidente sembra indicare che l’Italia starebbe spingendo la Liba a questo approdo in sfregio agli obblighi di entrabi i paesi riguardo la protezione dei profughi richiedenti asilo protetti dall’Onu. La Libia sembra essere stretta fra due forti desideri: ridurre il flusso di migranti stranieri che affolla le proprie prigioni e sistemi di sicurezza, e allo stesso tempo migliorare le relazioni con l’Italia.

La vita dei migranti è ormai sacrificata sull’altare del patto Silvio-Gheddafi.

     
 

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