IMPARA L’ARTE… - C’è il Mitreo, un centro culturale: il giorno dell’inaugurazione, nell’aprile 2007 a partire dalle 19, sarebbe stato possibile visitare la mostra “Colore, una ricerca” a cura di Cesare Sarzini, con gli artisti Fabio Massimo Caruso, Michele De Luca, Monica Melani, Silvia Stucky e Giuseppe Tabacco. Alle 21 avrebbe preso il via la serata musicale a cura di Ernesto Bassignano che avrebbe visto la partecipazione di cantautori come Mimmo Locasciulli, Mario Castelnuovo e Grazia Di Michele; voci straordinarie della tradizione contadina come quella della recente vincitrice della targa Tenco, Lucilla Galeazzi, dell’etnomusicologo Nando Citarella con i suoi “Tamburi del Vesuvio“, putipù, ciaramelle, chitarre battenti, violini e fisarmoniche moresche ma anche balcaniche, ed il coro “Guido Guinizzelli” del M. Alberto Antinori. Avrebbe presentato l’attore Stefano Antonucci. L’ingresso era libero. E ti credo.
…E IL CATECHISMO – La parrocchia si chiama San Paolo della Croce. Un prete di colore celebra una messa nella Chiesa con la porta a vetri: la messa si può seguire anche da fuori, e sembra di guardarla alla televisione. Nel giardino interno, tre ragazzi e una persona adulta disegnano qualcosa con un pennarello su una colonna, passandoselo per aggiungere particolari. Il Serpentone di Corviale: «”Tu giganteggi monumentale, nel brullo paesaggio di nuovo corviale, ma nel vederti domando e dico, “che cazzo d’uomo t’ha concepito“» (Serpentone, Santarita Sakkascia). Gli arrestati della zona del Trullo erano cinque, tra cui due minorenni. Dovranno rispondere di aggressioni, intimidazioni, rapine nei confronti di stranieri. Altri quattro sono stati denunciati ma a piede libero, e l’ultimo sottoposto ad obbligo di firma. Nel quartiere sembra che nessuno ne sappia nulla. “Mah, sì, l’ho letto sul giornale però non è che ci abbia capito molto – dice un barista della zona – Non so se è vero o falso“. Intanto, in qualcuna di queste zone sembra leggermente aumentato il controllo dell’ordine pubblico. Qualche automobile in più di carabinieri o polizia si vede; “E’ un bene“, si dice in giro, e gli altri annuiscono. Servono a cambiare qualcosa?
NON LO SO, FORSE SI’ - “Sì, ma di pulizia ne andrebbe fatta di più“, dice qualcuno. Ma il senso non sa spiegarlo. “In che modo? Nei confronti di chi?“. “Di molti altri, eddài, nun me fa’ parla’ che non voglio più nemici di quelli che già ho. Basta mì suocera!“, e ride. “Scherzavo!“, ripete poi un minuto dopo, a voce nemmeno troppo alta. L’impressione è che l’ordine pubblico, con gli arresti, riporti ad uno stato appena migliore una situazione comunque difficile. Poi dovrebbe intervenire la politica a migliorarla sostanzialmente. Ci hanno provato; non è un trionfo, ma nemmeno una débacle finora, anche se spesso, per partigianeria, si tende a sottolinearlo strumentalmente da una parte o dall’altra. Però qui sembra tutto immobile. Ad un’occhiata superficiale, e forse anche al microscopio, sembra che ci sia poco di migliorabile, dal punto di vista estetico: la biblioteca c’è, la parrocchia ha il campo di calcio, c’è un centro commerciale con la fighettissima rete wireless (o almeno, così c’è scritto).
E ADESSO? – Adesso che “il meno è fatto” (cit.), bisognerebbe cominciare a sostenere anche il cambiamento sostanziale. Non quello dell’ambiente, dove si è giustamente già investito. Adesso bisognerebbe anche aiutare il concreto delle persone che in posti come questo abitano. Non sussidi, nemmeno una tantum. Fornire le possibilità di costruire ancora su quanto già costruito, senza accontentarsi di quell’immobilismo che un po’ si respira, e che fa pensare che da lì non si uscirà mai facilmente. Con l’ordine pubblico, perché anche quello è necessario. Ma pure con qualcos’altro, e rapidamente. Allo scopo di non creare in chi ci è nato, cresciuto e vissuto la sensazione che convenga più adeguarsi e imparare dall’ambiente il modo migliore per massimizzare la propria soddisfazione, anche a discapito di quella degli altri. So che nel frattempo ve la sarete dimenticata, ma la vecchina dell’inizio che fine ha fatto? Proprio mentre eravamo scesi per andare ad aiutarla, è riuscita a riaccendere la Panda. Ha buttato uno sguardo a sinistra, lo si intuiva guardando il movimento della testa con i capelli bianchi. Poi ha guardato rapidamente a destra ed è ripartita con grinta, mentre tutti continuavano a suonare i clacsson. E’ passata col rosso, lasciando tutti noi lì – che l’avevamo presa per una rincoglionita – ad aspettare il prossimo verde. L’avevamo sottovalutata.




Una tipa in treno mi ha detto la seguente frase
“Roma si è sbracata”.
Trovo che non abbia tutti i torti.
Mario Castelnuovo dunque è ancora in vita?
Non so perchè, ma c’è sempre quell’aurea di misticismo che avvolge le foto di Alessandro!:)…riprendendo addirittura il momento più significativo dell’intera messa! bravo!
Lo stile minimalista della scrittura, i colori dell’atmosfera nelle foto, soprattutto quelle sbilenche, quel sapore vago di “deserto” e di dismissione contribuiscono tutti insieme a rendere quell’immobilismo sottolineato nel testo dell’ottimo reportage.
vabbè, ma nessuno ha colto la squisita allusione letteraria del titolo?:-)
busi non è da tutti, cordapazza