Economia

“Bollette pazze” – L’impotenza delle Authority

RAFFORZARE (E ASCOLTARE) L’AUTHORITY – Le sanzioni irrogate dall’Authority vengono generalmente considerate insufficienti, perchè non in grado di assolvere alla funzione di deterrenza e inoltre non risarciscono chi ha subito il danno. Per questo motivo le associazioni dei consumatori puntano all’istituzione della class action anche in Italia. Tuttavia la class action presentata finora nei vari disegni di legge non appare adatta ad assolvere queste due funzioni, quella dissuasoria e quella risarcitoria. Per assolvere le quali basterebbe innalzare il tetto massimo delle sanzioni irrogabili dall’Antitrust, si potrebbe anche prevedere la ridistribuzione delle somme così ottenute tra i vari clienti e consumatori danneggiati dal comportamento della società. Questo sistema rispetto alla class action ha il non trascurabile vantaggio (vista la situazione dei tribunali italiani) di non dare maggior carico di lavoro alla giustizia civile, venendo deciso tutto dall’Antitrust e non presenza i problemi e i limiti che emergono invece dal voler importare uno strumento da un Paese con un sistema giudiziario differente dal nostro. In Italia lo strumento della class action infatti rischierebbe di risultare inadeguato, per avere uno scopo dovrebbe fornire ai privati gli strumenti sia per dissuadere le società da comportamenti anticoncorrenziali sia per ottenere il risarcimento del danno. Tuttavia questi obiettivi non verrebbero raggiunti dalla class action così com’è stata pensata in Italia. Da noi praticamente solo le associazioni dei consumatori sarebbero autorizzate ad attivare una class action, vi sono inoltre altri pesanti limiti elencati in un articolo su LaVoce.info.


SO MUCH TO DO
– In Italia l’Antitrust ha tanto lavoro da fare: l’Alitalia, le Autostrade, l’energia, le banche, le telecomunicazioni, ecc. Sarebbe dunque preferibile un rafforzamento degli strumenti in mano alle Autorità di garanzia, per renderle più rapide e più incisive nei controlli e nelle sanzioni. Invece purtroppo i suoi richiami restano inascoltati, i suoi poteri all’occorrenza vengono limitati e le sanzioni sono insufficienti. Tra gli strumenti inadeguati dell’Antitrust e una giustizia civile eccessivamente lenta, gli strumenti a disposizione dei consumatori sono inadeguati, e i danni che subiscono derivano anche dalle mancate liberalizzazioni.

LE MANCATE LIBERALIZZAZIONI – La mancanza di incisività delle varie Authority è una delle concause delle mancate liberalizzazioni del mercato italiano, in un recente studio dell’Osservatorio sulle liberalizzazioni in Italia (commissionato da Federdistribuzione) emerge come la mancata apertura di alcuni settori costi alle famiglie e alle imprese circa 20 miliardi di euro. I settori esaminati sono: commercio al dettaglio alimentare, commercio al dettaglio non alimentare, distribuzione di carburanti, distribuzione di farmaci, servizi finanziari (banche), servizi assicurativi. Un ritardo strutturale della nostra economia, rispetto ad altri Paesi europei, che ci costa l’1,3% del Pil, ritardo che se venisse colmato porterebbe un risparmio alle famiglie e alle imprese in grado di incidere del 2,2% sui consumi. Altro che piano anti-recessione.

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