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A chi fanno comodo le bufale sulla Kyenge?

Non le hanno svaligiato la casa, non vuole abbattere il Colosseo, viaggio nelle fantasie alle quali i razzisti vogliono credere, anche quando non sono altro che satira costruita apposta per predere in giro proprio loro.

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IL FURTO DEI ROM IN CASA KYENGE – Dice il Corriere di Roma (ma anche Articolo Tre): «È stato un duro rientro a casa questa mattina quello della Ministra e compagna Kyenge che ha trovato la casa svaligiata e semidistrutta da un gruppo di zingari rom . La devastante operazione, che ha avuto diversi testimoni , è avvenuta nella notte per opera di un gruppo di 4/5 persone che con l’ausilio di un furgoncino hanno letteralmente depredato l’elegante abitazione della Ministra con l’ausilio di un furgoncino con targa tedesca.I testimoni parlano di schiamazzi e risa durante il furto e gli inquirenti durante il sopralluogo hanno verificato, oltre al furto di preziosi suppelletili e vestiario ,anche diversi danni sia alla mobilia che alla muratura e materiale organico in ogni stanza dell’abitazione».

CERVELLI ALL’AMMASSO – Ci sarebbe da chiedersi che razza di vicini abbia il ministro, visto che parrebbe che siano rimasti a godersi lo spettacolo per ore senza avvertire le forze dell’ordine, ma sono dubbi che agli entusiati non vengono e per di più la “notizia” non è altro che l’ennesimo pezzo satirico a firma di Pepito Sbazzeguti (Lo pesudonimo usato dal sindaco Peppone nel film “Don Camillo monsignore ma non troppo“) pubblicato su Falce e Martello e poi ripreso da altri com’è già accaduto in precedenza. Precedenti a parte, c’è da chiedersi come si faccia a prendere per veri pezzi che non sono neppure verosimili, non bastasse la ricostruzione dei fatti, anche le “dichiarazioni” del ministro, ugualmente inventate di sana pianta a solleticare gli incubi dei razzisti, appaiono incredibili a prima vista.

ABBOCCANO SEMPRE GLI STESSI – Probabilmente a muovere il fenomeno è il desiderio non troppo celato d’irridere il ministro, e infatti tra i pesci che hanno abboccato ci sono anche quelli di Imola Oggi, non nuovi a questo tipo di svista. Forse memori della polemiche o forse avvertiti, accompagnano l’articolo con un breve disclaimer, ma lo tengono online lo stesso. Anche la notizia del falso furto a casa sua ha avuto un’accoglienza entusiastica, segno che a Falce e Martello sanno come solleticare i meccanismi elementari sui quali fanno affidamento i razzisti, dando loro in pasto gli opportuni luoghi comuni e notizie che vorrebbero intensamente fossero vere. Che non sono condivise estesamente sui social network perché in genere gli utenti condividono acriticamente, ma perché in casi del genere “vogliono” che sciocchezze del genere siano vere.

UN’ASSURDA SERIE DI CRETINATE – Pepito Sbazzeguti ha avuto un enorme successo anche quando ha prodotto un pezzo ironico nel quale diceva che Kyenge voleva buttare giù il Colosseo perché al suo interno erano stati mandati a morte molti neri, anche in quel caso la “notizia” circolò diffusamente suscitando ondate di commenti indignati, quanto infondati. Ma Falce e Martello non è che una delle fonti involontarie della macchina del fango che si è messa sulle tracce del ministro e ne inventa di tutti i colori, una delle prime falsità denunciò che la ministra si era rifiutata di stringere la mano a un leghista, un falso costruito ad arte. Com’erano un falso le dichiarazioni con le quali se la sarebbe presa con le suore perchè girano a capo coperto, la proposta di requisire le seconde case per darle ai profughi e agli immigrati o ancora le accuse al popolare programma di Nero ag, che serve a masterizzare CD e DVD e che la ministra avrebbe accusato di razzismo per l’utilizzo pubblicitario della frase “burning rom”.

CREDERE ALL’INCREDIBILE – Assurdità incredibili a chiunque, se non agli occhi di chi ci vuole credere e di un pubblico di lettori che non aspetta altro che un pretesto qualsiasi per rovesciare insulti e altri pensieri razzisti sul ministro, che è persona posata e responsabile e che difficilmente, anche se non lo fosse, potrebbe giungere a pronunciare spropositi del genere. Spropositi che invece sono raccolti con entusiasmo e senza il minimo filtro critico dai siti specializzati nel solleticare i razzisti o nella caccia facile a qualche visita in più, non importa come ottenuta.