di Carlo Cipiciani (Comicomix)
postato alle 16:44 del 24 novembre 2008 in InterniTorna alla home

Da quando il ministro Maroni ha preso le redini della gestione dell’immigrazione clandestina, la situazione è radicalmente cambiata. Ora tutto funziona e si possono finalmente eliminare gli inutili presidi sanitari di organizzazioni in cerca di pubblicità

Un esempio di questa nuova era lo si vede a Lampedusa. Prima dell’avvento di Maroni, orde di clandestini assetati di sangue invadevano l’isola, accolti da comitati di accoglienza e benvenuto, permessi di soggiorno pronta cassa, Adesso invece è tutto risolto. Di sbarchi non c’è più traccia, almeno in tv e nei telegiornali. Infatti in questi ultimi 10 mesi sono arrivate appena 25.408 persone, contro le 20 mila del 2007.

E quando arrivano, dopo un viaggio rilassante, corroborante, intrigante, questi pochi fortunati non hanno certo bisogno di visite mediche e assistenza sanitaria. Sono belli freschi, pronti per andare a lavorare: naturalmente, da clandestini. Per questo il Ministero dell’Interno ha deciso di cacciare dall’isola il presidio medico che veniva assicurato da Medici senza frontiere: negli ultimi mesi aveva assistito e curato soltanto 1.420 persone, e quindi era chiaramente diventato completamente inutile.

Ma questi medici un po’ impiccioni anziché pensare ai fatti loro (forse in cerca di facile pubblicità) hanno addirittura osato lamentarsi con il governo italiano denunciando la grave situazione che si verrebbe a creare per queste persone colpevoli di cercare fortuna in paesi dove c’è un benessere che loro possono solo sognare. Per fortuna che il prefetto Mario Marcone, solerte Capo Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, li ha subito messi a posto: il loro lavoro non serve e Lampedusa non è un palcoscenico.

Purtroppo l’intervento dell’integerrimo funzionario è stato male interpretato dalla solita stampa faziosa. Qualcuno ha addirittura parlato di razzismo: lo hanno detto alcuni giornali e persino dei blog. E il prefetto Morcone, colto da improvvisa illuminazione, ha fatto marcia indietro o meglio una ritirata strategica, spiegando e precisando che non c’è nessun problema alla permanenza di Medici senza frontiere a Lampedusa. Possono farlo, ma senza accordi con il governo. Insomma, come piace a loro: da clandestini.

Il caso sembrerebbe chiuso. E’ solo per semplici disguidi burocratici che non c’è ancora traccia del rinnovo del protocollo scaduto tra governo e Medici senza frontiere e che l’accesso al molo di Lampedusa non sia più regolarmente presidiato da loro. Non c’è nessun problema del governo italiano contro Medici senza frontiere.

Chi pensasse che la decisione di cacciarli da Lampedusa sia legata alle critiche mosse da Medici senza frontiere per la situazione degli sbarchi farebbe un grave torto al dolce ministro Maroni. E chi sospettasse che dietro le parole del gentile prefetto Morcone ci sia la denuncia fatta da Medici senza frontiere sul taglio delle risorse concordate con il governo per operare quale presidio sanitario sarebbe in malafede.

Ma soprattutto, chi pensasse che dietro questa storia ci sia l’attacco di Medici senza frontiere all’emendamento della Lega che nega l’assistenza medica ai clandestini farebbe un vero peccato mortale, perché si sa che a pensare male si fa peccato. Dietro questa storia c’è solo il buonissimo ministro Maroni che, a dispetto delle caricaturali accuse che gli vengono mosse da un’ignobile e faziosa campagna di stampa, ha deciso semplicemente di abbattere le frontiere. Soprattutto quelle della decenza.

Buon tutto!

COMMENTI (14)STAMPA - FALLO LEGGERE