La meschina questione dello Zyklon-B

Tra i tanti stratagemmi per negare la verità storica dell’Olocausto, c’è quello dell’insetticida per disinfestare.

Da pochi giorni è trascorsa la ricorrenza del giorno della memoria, dedicato alle vittime della follia razzista nazista tra le quali spiccano i milioni di ebrei deportati e uccisi nei campi di sterminio. Nonostante siano passati 60 anni da quei tragici eventi (o forse proprio perché ne sono passati così tanti) c’è ancora una nutrita schiera di personaggi – noti e meno noti – che nega la veridicità dell’Olocausto. La stragrande maggioranza di questi negazionisti non è certo mossa dalla vergogna dell’eccidio, ma dalla volontà di negare agli ebrei ogni forma di solidarietà e compassione. L’Olocausto è ampiamente provato, è stato visto, documentato, filmato, fotografato, testimoniato. Si stima che circa sei milioni di ebrei furono uccisi dai nazisti o morirono per gli stenti imposti dai medesimi, e oltre tre milioni di questi uomini, donne e bambini hanno un nome e cognome.

NUMERI – I nazisti erano molto precisi, e tenevano una regolare contabilità degli ebrei avviati ai campi di sterminio.  I negazionisti dell’Olocausto fingono di ignorare queste evidenze e tentano di dimostrare il contrario con argomentazioni di ogni genere.  Una tra le più assurde è quella che concerne lo Zyklon B, ossia il gas utilizzato dai nazisti per uccidere rapidamente gli ebrei nei campi di sterminio (dove già morivano di fame e malattie). Secondo i negazionisti lo Zyklon B era solo un disinfestante, serviva per uccidere i pidocchi, e i tedeschi ne consumavano quantità industriali per disinfestare i prigionieri ebrei, e quindi – in definitiva – per salvargli la vita.  Perché mai – osservano – avrebbero dovuto voler salvare le vite degli ebrei, se poi intendevano ucciderli?  E perché mai avrebbero dovuto utilizzare lo Zyklon B, quando disponevano di armi e gas tossici molto più efficienti?  La risposta a queste domande è molto semplice. Innanzitutto, gli ebrei venivano impiegati in lavori forzati. Chi non era idoneo (o non era più idoneo) a lavorare veniva invece avviato alle camere a gas o eliminato in altro modo. I nazisti, pertanto, avevano comunque l’esigenza di assicurare un minimo di condizioni igieniche ai detenuti che lavoravano nei campi di concentramento, non fosse altro per evitare che il tifo si diffondesse anche tra i loro aguzzini.

SCIENZA - Quanto all’efficienza dello Zyklon B, era più che idoneo: in ambiente chiuso poteva uccidere centinaia e centinaia di persone nel giro di pochi minuti.  A testimoniarlo non sono gli ebrei, ma gli stessi ufficiali tedeschi che gestivano le operazioni di sterminio.  Infine, i nazisti non intendevano limitarsi soltanto a uccidere milioni di ebrei, ma volevano anche far sparire le prove di quel massacro, e ciò avveniva con l’utilizzo dei forni crematori.  Il ritmo delle uccisioni, quindi, non poteva superare quello dello smaltimento dei cadaveri.  Gli esami scientifici e forensi hanno poi oggettivamente dimostrato l’utilizzo dello Zyklon B (una delle più alte concentrazioni del prodotto, che era commercializzato in diverse tipologie) per sterminare gli ebrei.  Non tutti gli ebrei morirono per effetto dello Zyklon B né tutti i campi di sterminio utilizzarono questo sistema di “soluzione finale”, ma esso è diventato un po’ il simbolo di quella tragedia e delle camere a gas.  E’ per questo che quando, nel 2002, la Siemens utilizzò quello stesso nome per marchiare una linea di elettrodomestici, fu sommersa dalle proteste e costretta a cambiare subito il nome.