E’ soltanto una stesura sommaria, ma rende l’idea. Lo abbiamo potuto leggere in anteprima nella forma non definitiva: scompaiono i risparmi previsti dalla riforma Brunetta della pubblica amministrazione
“Ci abbiamo messo meno di 10 minuti ad approvare la manovra, perché avevamo lavorato molto prima. Erano tutte materie preventivamente discusse e il presidente del Consiglio si era fatto tramite” Lo ha detto Berlusconi, ed essendo lui un uomo d’onore, se lo ha detto, c’è da crederci. Però questa benedetta manovra, nella sua forma definitiva, ancora non compare. Invece il Dpef, seppure in bozza, alcuni cominciano ad averlo tra le mani. E, anche se Tremonti lo considera un documento inutile, qualcuno lo legge. Noi lo abbiamo fatto, nella bozza che circola, facendoci anche due conti sopra. Ci sono alcune conferme, e qualche sorpresina.
LA MANOVRA FINANZIARIA – Come già annunciato, la manovra a regime sarà di 34,8 miliardi di euro: 13,2 subito nel 2009, per poi incrementarsi nel 2010 a 20,2 ed arrivare nel 2011 ai famosi 34,8, che permetterebbero all’Italia di raggiungere il famoso pareggio di bilancio, cioè le entrate dello Stato uguali alle spese. Una manovra certamente non leggera. Come ci si arriverà? In primo luogo, secondo la bozza di Dpef, con un bel taglio alle spese. Complessivamente, 25 miliardi di tagli alla spesa corrente, di cui 8,2 nel 2009. La fetta più grossa, 12 miliardi di euro, di cui 4 da subito, secondo Tremonti, verrà da una riduzione negli acquisti di beni e servizi, mentre altri 3,8 miliardi, di cui 1,5 già nel 2009, verranno da riduzioni nell’ammontare degli stipendi. Come? In gran parte con un “riordino del reclutamento del personale“, quindi con meno assunzioni, e soprattutto con una “razionalizzazione del personale della scuola pubblica anche attraverso la riduzione del Gap tra rapporto medio alunni/docente“. In più ci sono i corposissimi tagli a Regioni e Enti Locali, 9,2 miliardi di euro in tre anni, di cui 3,4 dal 2009, a cui vanno aggiunti gli altri 5 miliardi di minori trasferimenti per la Sanità, ma solo (è una novità dell’ultima ora) a partire dal 2010. Poi ci sono, sul versante delle entrate, i 5 miliardi complessivi di gettito che ci si attende tra tra Robin Tax, revisione regime fiscale per le stock option, l’ aumento del prelievo su Coop, banche e assicurazioni: 3,7 miliardi di euro per l’anno pressimo.
QUALCHE SORPRESA – Abbiamo provato a fare qualche conto, anche se – come spesso succede al buon Giulio, non si sa se perché gli piace giocare con i numeri o solo per l’effettiva (e comprensibile) difficoltà di raccapezzarsi nelle pieghe del
bilancio dello Stato – non tutti i conti tornano al centesimo. Infatti, nei tagli di spesa vanno considerate anche le riduzioni degli investimenti della Pubblica Amministrazione per 3 miliardi complessivi, di cui 1,2 già nel 2009, e altre quisquilie qua e là. Ma la sorpresa più grande, leggendo il Dpef e confrontando le cifre contenute nelle 2 tabelle del Bilancio dello Stato, quello “a legislazione vigente” (cioè, prima della manovra) e quello programmatico (cioè, contente gli effetti della manovra finanziaria) è la sparizione degli effetti finanziari del pacchetto Brunetta, pomposamente ribattezzato “Nuovo piano industriale per la PA”. Il pacchetto, che prevede “la riduzione degli sprechi, l’aumento dell’efficienza e della produttività, più meritocrazia, innovazione, trasparenza” e che nel Dpef si stima porti risparmi nel triennio per 20 miliardi di euro, scompare del tutto nelle tabelle. Non si vede. Immaginiamo Brunetta, che non se ne darà pace, con tutto l’impegno che ci ha messo. Forse Tremonti, consapevole che il pacchetto del ministro della Funzione Pubblica potrebbe finire, come i tentativi precedenti, in un castello di carta senza effetti reali, non ci scommette neppure un euro. Ma non lo dice, così l’effetto annuncio resta. Sparisce poi la soppressione di Comunità Montane e Province, rimandata forse al disegno di legge delega sul Codice delle Autonomie. Ce lo aspettavamo. Non ci aspettavamo invece la reticenza sul tema del federalismo fiscale, di cui si parla solo in un riquadro nella presentazione e con toni decisamente meno bellicosi di quelli previsti dal programma del centro destra. Dice, il Dpef di Tremonti, che il ddl delega colegato alla manovra “disciplinerà la perequazione delle risorse finanziarie per i territori con minore capacità fiscale e i principi di coordinamento della finanza pubblica, garantendo la loro autonomia di entrata spesa“. E anche che “saranno fissate regole e presupposti per l’erogazione da parte dello Stato di risorse aggiuntive per i territori con minore capacità fiscale“. Sembra di leggere più il ddl predisposto dal precedente Governo Prodi, che il testo “rivoluzionario” della Regione Lombardia.




Ah se TG1 o Repubblica pubblicassero una analisi di questo tipo…
Per forunta c’è Giornalettismo che colma le loro lacune…
ah, se qualcuno se ne accorgesse che abbiamo pubblicato il Dpef di Tremonti
(finalmente finiremmo tutti dentro come meritiamo)
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1)Bravi
2)Bravi
3)Bravi
1) A chi scrive questa pagina, regalando una bozza di Buona Informazione ad una nazione senza Informazione.
2) A Quei miti che hanno lavorato con Giulio (Tremonti) per creare questa manovra che mi sembra di retromarcia invece che di avanzamento. dei “Miti”
3) a Chi ha votato il qui presente governo…adesso ve lo prendete in tutto la sua pienezza!!!
premessa non sono un economista ma un semplice cittadino
nessuno nota o fa notare che un barile di pertolio costa 139,7 $,noi paghiamo un barile in euro 89,7296 eu ,visto che un dollaro e quotato $1,2844
un dollro al cambio con l’euro e di 0,6422 di eu
mi spiegate perche la benzina il gasolio l’energia ecc aumenta sempre ,credo che sia una presa in giro che questo governo e la comunita europea non dica realment che il pertolio dal 2000 ad oggi sia aumentato solo di 19 euro e che gli aumenti non sono giustificati o no?
Qualche illuminato mi puo spiegare
Ma tutti sti numeri serviranno a sfamare mio figlio quando gia’ a meta’ del mese mi dice : papa’ che ci mangiamo stasera…ed io con le lacrime agli occhi non posso fare altro che abbracciare mia moglie ed insieme, piangendo di nascoto e di sicuro in maniera errata pensiamo che forse era meglio non creare una famiglia in uno stato dove i monoreddito a rischio riescono a vivere felici solo nelle poche ore di sonno quando incosciamente i sogni sembrano essere realta’.
Ma che male abbiamo fatto.
popolo: i prezzi del petrolio in euro aumentano da qualche anno, sono passati da 30 a 80 euro al barile dal 2004 al 2008. Il fatto che l’euro si sia rivalutato rispetto al dollaro non prova che sia una moenta forte: solo che è forte rispetto al dollaro. Inoltre il prezzo della benzina non dipende dal prezzo del petrolio soltanto: dipende dai costi negli investimenti in trivelle petrolifere e in raffinerie, dipende dalle accise e dalle tasse. Negli ultimi anni sono aumentati i costi di raffinazione, non solo i costi della materia prima.
Ad esempio, QUI si analizza il prezzo della benzina negli USA nel 2004 e nel 2005: 0.33$ di aumento dovuti al petrolio, ma 0.1% alle raffinerie. Non ho dati più recenti, ma credo che le raffinerie pesino ancora di più.
ne vedrete delle belle tra qualche mese, preparatevi
brrr… che paura
le cose belle non devono far paura
diciamo la verità hanno licenziato un paio di fannulloni per far posto ai fannulloni che devono far assumere loro
è tutto preparato con metodo
anche la credit card per i poveri, così anche loro con la loro bella carta in mano potranno sentirsi meno poveri dal punto di vista psicologico
avete mai visto un povero con la credit card?
> anche la credit card per i poveri, così anche loro con la loro bella carta in mano potranno sentirsi meno poveri dal punto di vista psicologico
O potrebbero sentirsi piu’ poveri, almeno prima potevano fingere con la gente, ora tutti sapranno che sono poveri, la “credit card per i poveri” (come la chiami) potrebbe essere un distintivo di poverta’, l’effetto psicologico potrebbe non essere positivo, anzi a mio avviso sara’ proprio negativo. Ci sono persone che ritengono la dignita’ ancora un valore importante e magari preferirebbero una pensione decente piuttosto di una carta/distintivo di poverta’.
la prima regola della comunicazione di massa funziona sempre:la menzogna al momento giusto e con la giusta enfasi;la smentita vale meno dell’uno per cento.
Ma una bella rubrica trimestrale “Quanto non viene rispettato il DPEF”?
> Quanto non viene rispettato il DPEF?
Oppure: I mille usi alternativi (e ben piu’ proficui”) del Dpef!
http://www.formianautica.it/images/carta%20igienica.jpg
certo la prima impressione è che la credit card (in realtà tecnicamente dovrebbe funzionare come una carta di debito) potrebbe essere una sorta di marchio di povertà ma poi interverranno le truppe dell’informazione tipo il giornale, rete4 eccetera e ribalteranno il discorso facendola sembrare elitaria
la cosa ganza è che non sarà nominativa, credo proprio per evitare di venir additati come “merde” ma non in quanto poveri, bensì per tutelare la privacy dei pensionati d’oro
tanto poi le card diverranno oggetto di un bel mercato nero…
Le stamperanno con disegni e colori diversi così da aprire un nuovo mercato collezionistico dopo quello delle tessere telefoniche.
Voi non capite proprio il genio di Tremonti…
Strano non abbiano pensato di indire un concorso nelle scuole italiane “Disegna la carta dei poveri” con tanto di medaglietta per lo studente piu’ creativo (o una carta regalata ai suoi nonni). Qualche anno fa andavano molto di moda questi concorsi, sfruttare la creativita’ altrui simulandola da concorso scolastico.
Il mercato nero delle carte… sara’ molto interessante vedere cosa si inventeranno per far finta di contrastarlo. Anche se saranno anonime spero abbiano un chip identificativo, almeno il fisco potra’ cosi’ risalire al proprietario originario.
Il buon tremonti ci dice che serve questa manovra da 34 e rotti miliardi…e recuperare i 98 (che con gli interessi saranno ormai diventati 150)miliardi che i concessionari dei giochi devono allo stato (cioè a noi)? Per quanto riguarda il petrolio…dice che i petrolieri hanno aumentato gli utili grazie all’aumento del petrolio…a me i conti non tornano…dunque,dal momento che i petrolieri sono sì proprietari delle raffinerie ma il petrolio lo devono acquistare,il loro utile è dato dalla differenza del costo della materia prima più le spese di raffinazione e il ricavo della vendita del prodotto finale…Problema:se mi aumenta il costo della materia prima come è possibile fare più utili?
Per petrolieri intendo quelli italiani ovviamente
Babaciu: il tuo ragionamento presuppone che Tremonti sia interessato a fare analisi economiche credibili. E’ evidente che deve semplicemente sparare stupidaggini per elettrizzare l’elettorato. Personalmente, non saprei neanche dire se è in grado di distinguere un costo da un ricavo, ma come avvocato tributarista credo che almeno lì ci arrivi: quindi la sua boutade sui petrolieri, evidentemente irrazionale, è soltanto propaganda.
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Ho mandato una mail a alessandro.damato@gmail.com, spero di non aver cannato…