Recuperi

Ecco come funzionano, quando si possono ottenere e per quali motivi

Il mal tempo che imperversa in gran parte dell’Italia potrebbe avere delle conseguenze anche nello svolgimento del campionato di calcio di Serie A: indiscutibilmente esiste il forte rischio che le avverse condizioni meteorologiche possano portare alla non disputa o alla non conclusione di una gara del massimo torneo nazionale per club. Se le regole sui recuperi di una gara mai iniziata sono abbastanza semplici – se possibile si gioca il giorno dopo, altrimenti la si posticipa a data da destinarsi – più particolare sono quelle riferite alle gare iniziate ma non giunte alla loro naturale conclusione. Infatti, qualora ciò non dipenda da fatti per i quali possano scattare sanzioni disciplinari (art. 17 Codice di Giustizia Sportiva), da qualche tempo anche in Italia vige la cosiddetta regola dei recuperi “alla spagnola”, in quanto in vigore nella Liga da qualche decennio. È da ricordare che questa regola, così come prevista dall’art. 32 dello Statuto della Lega di Serie A, vale, appunto, solo per la massima serie: già, per esempio, nella Lega Pro si continua ad applicare quanto previsto dalle NOIF. Ovvero che una gara interrotta debba essere rigiocata dal primo minuto, come se quanto successo in campo fino al momento della sospensione non fosse mai avvenuto. In realtà, ciò è vero solo per i fatti tecnici (in pratica, le reti segnate e subite) ma non per quelli disciplinari, in quanto i cartellini gialli e rossi, così come l’allontanamento dei dirigenti, non vengono in alcun modo cancellati.

REGOLE - Questo, come detto, non vale per la Serie A, dove le gare sospese devono essere recuperate, anche dopo solo 24 ore, se le due squadre coinvolte sono d’accordo, giocando solo il tempo che mancava alla conclusione al momento della definitiva interruzione. Ciò fa quindi salvo quanto accaduto prima della sospensione, ed in particolare il punteggio fin lì acquisito: di fatto, la gara viene ad essere completata in una data successiva, o, se si preferisce, la partita è giocata in due (ma anche più, in linea teorica) tronconi.  Se questo è l’aspetto della norma più noto, ve ne sono altri che sono rimasti non propriamente di pubblico dominio. Innanzitutto, quello che riguarda i giocatori schierabili nel recupero: essi devono essere non solo tesserati per il club interessato al momento del recupero, ma esserlo stati anche al momento della sospensione. Quindi, le due squadre potrebbero tranquillamente utilizzare tutti giocatori diversi nel recupero rispetto alla gara sospesa, coll’eccezione di quelli tesserati nel frattempo. Non si tratta dell’unico limite: non può ugualmente essere schierato chi sia stato sostituito od espulso nella gara sospesa: nel primo caso, il totale dei cambi rimane fissato a 3 per squadra, cumulando quelli effettuati sia nella gara sospesa che nel suo recupero; nel secondo caso la squadra di appartenenza deve giocare il recupero in inferiorità numerica, essendo per l’appunto questo null’altro che il proseguimento a tutti gli effetti della partita interrotta. L’ultimo limite di non utilizzabilità riguarda i giocatori che erano squalificati alla data della gara sospesa: se da un lato hanno lo svantaggio di non poter giocare il recupero, dall’altro hanno però il vantaggio di vedersi considerare la gara sospesa come giornata di squalifica interamente scontata. Viceversa, chi risulta squalificato quando si gioca il recupero con sanzione irrorata dopo la sospensione della gara, ma sempre che non sia stato espulso in questa, può essere tranquillamente schierato nel recupero stesso.

RECUPERO - Il lato disciplinare presente altre norme interessanti: mentre chi è stato espulso nella gara sospesa sarà immediatamente punito con la  squalifica (di almeno una giornata) senza dover attendere lo svolgimento del recupero (che, come visto, non potrebbe in ogni caso giocare), chi è stato solo ammonito vede tale sanzione “congelata” finché il recupero non è ultimato. Il motivo è abbastanza semplice: gara sospesa e recupero devono essere considerati come una partita unica, ed in teoria un giocatore ammonito nella partita interrotta potrebbe ricevere un secondo giallo nel recupero e venire così espulso, con diversa sanzione disciplinare da scontare. Rimane così diverso il trattamento per le sanzioni comminate per l’espulsione, in cui fa testo la gara sospesa, e per cumulo di ammonizioni, in cui fa testo l’ultimazione del recupero.  Il recupero comincerà non solo dal minuto in cui la gara era stata definitivamente sospesa (spetta all’arbitro della gara sospesa segnalare nel suo referto non solo tale minuto, ma anche… il recupero che voleva eventualmente concedere), ma anche dalla stessa situazione tecnica in cui si trovava il gioco, qualunque essa sia. Nella maggioranza dei casi da una palla due nel punto del campo in cui l’arbitro ha fischiato l’interruzione, ma nulla vieta che si possa riprendere con una rimessa laterale, un calcio d’angolo o pure un calcio di rigore.