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Otto e mezzo: Lilli Gruber ospita Eugenio Scalfari

OTTO E MEZZO, SCALFARI E LA RELIGIONE – «Ho avuto un’educazione cattolica, poi ho abbandonato la fede con Italo Calvino e scoprimmo Atena, l’intelligenza laica».

OTTO E MEZZO E EUGENIO SCALFARI, L’UOMO CHE SUSSURRAVA AL PAPA – Ieri Cacciari ha detto che la vera novità della lettera è la lettera stessa, Scalfari dice cge il secondo haagosto «ho ricevuto una lettere della segreteria di stato nella quale si diceva che il papa avrebbe riposto alle mie domande. Io aspettai ma con scarsa fiducia, avrei preferito un’udienza, cosa che spero avverrà. A un certo punto ricevetti una lettere indirizzata a casa mia una lettera e ho visto he erano 9 cartelle, ci volevano almeno due pagine di giornale, mandai la copia al direttore e la lesse, chiedendomi se mi ero reso conto che fosse un evento mondiale. In Italia ho avuto un apprezzamento molto affettuoso a cominciare dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e da Enrico Letta, politici che in questo momento hanno ben altro a c ui pensare. Della lettera mi hanno colpito di più due cose: quando il papa dice “la verità non è assoluta, è una verità di relazione”, ciò vuol dire che i cattolici giurano dal loro punto di vista.E poi ha detto “i non credenti debbono obbedire alla loro coscenza”. Io non solo sono un non credente, ma non cerco Dio, so che la nostra mente non arriva a darsi ragione dell’esistenza di una trascendenza. La nostra mente ha il pensiero di Dio, ma non lo configura. Non posso pensare che ci sia un’entità, però ho una grande ammirazione per la figura di Gesù, figlio di Giuseppe e di Maria, ebreo della stirpe di Davide. Questo è quello che sappiamo. I vangeli dicono questo. Sono un credente che non cerca Dio, ma sono innamorato della figura di Gesù di Nazareth. Papa Francesco accetta il fatto che la cerità per i credenti è in relazione al loro credo, mentre per i non credenti devono obbedire alla loro coscenza. Il predecessore di Papa Francesco dice che il relativismo è nemio della fede, lui dice il contrario. Gli ho anche detto che quando la nostra specie finirà non c’è nessuno che potrà pensare dio e quindi sarà morto. Lui mi ha risposto dicendo che a quel punto la luce di Dio entrerà tutta in tutti, il che vuol dire che Dio non diventa più trascendente ma immanente. Vuol dire che Dio si identifica con le anime. Se pensiamo che Gesù fu crocifisso perchè predicava in quel modo. Fece valere di più l’amore per gli altri che l’amore per sè. C’è una chiesa istituzionale che ama il potere, Giulio II faceva la guerra. Secondo me non ci sarà un Francesco II perchè toglie potere alla chiesa, che dovrebbe predicare il Vangelo di Cristo, ovvero la carità. Secondo Gesù il modo per amare Dio è amare il prossimo. Penso che la chiesa possa pririsi anche alla donne, il papa dica che la donna è importante per il cattolicesimo, ma non credo che voglia la donna sacerdote».

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OTTO E MEZZO E IL PD – «Il partito democratico deve ricostruire la sua identità. Sono i militanti che devono scegliere l’identità, deve essere una sinistra riformista, una sinistra di governo», sostiene Scalfari.

OTTO E MEZZO, SCALFARI E RENZI –  Parlando del sindaco di Firenza, Scaldari dice che: «Renzi è un grande comunicatore. Detto questo non mi figuro poi Reni che con la stessa forza e prestigio di Letta, vada in Europa e parli con Draghi, Hollande e la Merkel. Ad ogni modo Renzi dovrebbe dire di volere che il governo duri fino al semestre europeo. A volte lo dice, a volte si chiede perchè Letta non se ne vada. Questo è molto berlusconiano, perchè Berlusconi dice una cosa e poi il contrario».

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OTTO E MEZZO, SCALFARI E BERLUSCONI- Secondo Eugenio ScalfaRi tenere in piedi questo governo vale la pena perchè Letta gode di un prestigio Europeo e quindi è difficilmente sostituibile: «si tratta di una strana maggioranza, ma ha approvato il programma che Letta ha esposto. L’ideale è che Letta vada avanti fino al semestre europeo che spetta presidere all’Italia. A quel punto immagino che si dimetta, perchè mi auguro che abbia fatto in mondo, applicando il suo programma fino infondo, di tirare il paese fuori dalla recessione e lasciarlo in condizioni migliori. Tutti discutono delle elezioni come se fossero domani perchè i media vanno un po’ sulla sensazione. Berlusconi è in continua campagna elettorale, non gli altri che si preparano se ci sono dei colpi di testa. Penso che la parabola di Berlusconi sia terminata perchè ha avuto una condanna definitiva, ha incorso altri processi che riguardano reati non meno gravi, in più ha una certa età. La sua storia è terminata, dipende da come lui la vuole terminare. Dovrebbe dimettersi da senatore e con questo accettare la condanna, dopodichè dovrebbe mandare, secondo le regole della legge una domanda di clemenza al presidente della Repubblica. Il presidente la valuterà, perchè è il suo compito. Sia che dia le dimissioni, sia che faccia cader il governo, Berlusconi è finito».

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Questa sera su La7 a Otto e mezzo, ospite di  Lilli Gruber  sarà il giornalista Eugenio Scalfari

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