Fuga da internet: la moda del momento?

23/11/2008 - DIRITTO ALLA PRIVACY O DIRITTO DI CRONACA? – Ha senso permetter con un’ingiunzione a un motore di ricerca o a un sito dal pubblicare notizie che si reputano potenzialmente dannose per l’immagine? Esclusa ovviamente la diffamazione, dove deve fermarsi il

     
 

di

DIRITTO ALLA PRIVACY O DIRITTO DI CRONACA? – Ha senso permetter con un’ingiunzione a un motore di ricerca o a un sito dal pubblicare notizie che si reputano potenzialmente dannose per l’immagine? Esclusa ovviamente la diffamazione, dove deve fermarsi il diritto di cronaca e di poter parlare e divulgare notizie riguardanti persone e fatti particolari? L’accesso all’informazione deve essere libera, il più possibile plurale, e ovviamente corretto. Lo sforzo di chi pubblica, interviene o contribuisce nel dare un’informazione deve sempre poggiarsi sulle solide basi dei fatti. Ma – al di là della sua inefficacia – che senso ha mettere dei paletti alla libera circolazione di idee e informazioni? Come può un giudice (o un parlamentare attraverso una legge) decidere che alcune informazioni possono essere “scomode” per un personaggio pubblico benché vere, e quindi avvallarne la loro cancellazione?

INGRANAGGIO, NON MACCHINA – Il problema è – probabilmente – perfino più a monte di questi quesiti etico e morali. La legge e le sentenze cercano di mettere ostacoli, di porre dei paletti ad un magma fluido di informazioni e di idee che non può essere fermato. Come il blob del film del ’58 dalle tante reincarnazioni, “il fluido che uccide” non si ferma. Si diffonde. Nella realtà della rete non tutto quello che viene impetuosamente trasportato, rimbalzato, diffuso e amplificato è corretto; a volte le interpretazioni si allontanano dai fatti, e le interpretazioni delle interpretazioni diventano altra cosa. Il meccanismo diventa malvagio, come le macchine ribelli di Stephen King. La dinamite di Nobel, l’energia atomica, erano dei mezzi che sono stati utilizzati in diversi modi. Per costruire quanto per distruggere. La rete può costruire una opinione pubblica come può appiattirla e distruggere. È un mezzo neutro, che non può essere imbrigliato. Soprattutto non può essere limitato da legacci di leggi e regolamenti che non riescono a seguire il passo dei tempi, che rischiano di creare ritardi nell’evoluzione tecnologica dei mezzi di comunicazione e di diffusione del pensiero. Che rischiano, per una becera e rozza volontà di censurare per proteggere i potenti, di danneggiare l’intero sistema sociale (ed economico) di un Paese.

     
 

10 Commenti

  1. Gregorj scrive:

    sì, ma cribbio, foto del genere di Maradona no. Più lo vedo così più mi fa piangere.

  2. Franco scrive:

    La panza de dios.

  3. EssEmme scrive:

    Un sinonimo di “ct” è “selezionatore atletico”. Non so, se si guarda questa foto attentamente forse si inizia a pensare che l’Argentica di calcio avrà un’altra pessima annata..

  4. PIBE scrive:

    cabrones !

    jo senho paramble con la manero e vos, pueblo mirante no puetes fa altrimiento que ouvril la boca e suchar aria

  5. EssEmme scrive:

    Comunque, quello che l’articolo (non è un saggio) non tocca è la motivazione che può esserci dietro la richiesta di far valere il proprio diritto all’oblio nella sua forma di pseudocidio digitale.

    Voler difendere dal passato di un proprio genitore i figli non è del tutto irrilevante. Come l’idea che una fedina penale con il passare del tempo si “pulisce” ma se del reato si è parlato on line, resterà ad imperitura memoria (digitale) la macchia del reato.

    Quindi, così mi critico da solo per aver scritto e de-scritto un solo punto di vista, ci sarebbe davvero da domandarsi il modo per permettere alla storia degli eventi di essere coperti da polvere e sabbia. Dopotutto pensare che le minchiate che scriviamo o che scrivono di noi su “facebook” (per dirne una ora molto di moda) rimangano per sempre visibili non spaventa un po’ tutti?

  6. giuspe scrive:

    > e che fu stato accusato di minacce dalla sua ex ragazza

    io questa la cambierei, per i posteri.

    per incrementare la fluidità della frase aggiungerei una piccola ridondanza, del tipo

    ‘il politico voleva che fossero cancellate le informazioni riguardanti il suo passato nella Stasi [...], e il fatto di essere stato accusato di minacce dalla sua ex ragazza’

    …assumete correttori di bozze, per caso? :D

  7. redmail scrive:

    Non capisco quale sia il lucro cessante, cioè il danno a un sistema sociale e prima ancora economico di un Paese, come scrivi concludendo il pezzo, il non rivelare su Wikipedia ( per restare al solo tuo esempio del web ) che un politico è stato ( o potrebbe essere stato ) ex Stasi e socio in affari del business del porno. Se mi scrivi che censurare non è primariamente etico, nell’ambito dell’ammissibilità morale del concetto, sono d’accordo con te. Ma il fatto per ciò stesso, di far sapere determinate cose su qualcuno, non limita una società, ne tantomeno il suo sviluppo economico, a mio modesto parere. E’ un fatto più ampio la censura. Riguarda l’eticità non il denaro, il quale sovente, ne è privo. E dirò di più a volte il sapere qualcosa in più su qualcuno, blocca una scelta di consumo. Come nel caso di un antisemita, che non acquista quel disco di quel dato cantante, dopo che ha saputo poniamo da Internet, ma anche da altre fonti che è ebreo, per esempio. O sapere poniamo che Cicciolina prima del porno, faceva la spia per Budapest. Ad uno che detesta lo spionaggio, può dar fastidio che una pornostar di tal fama, si sia abbassata all’uso della cimice in tempi giovanili e quindi di nuovo cesserà di acquistare o non acquisterà ex novo i suoi dvd. Se mi scrivi che etico è non censurare e che questo fatto è prima di tutto ”a” e ”pre” economico, hai tutta la mia comprensione. Ma lasciamo stare il mercato. Dove c’è strategia, non c’è comunicazione libera e il mercato come negli esempi che ti ho fatto, può anche non sempre, in una logica di target, avere bisogno di far sapere tutto, su tutto e tutti. Anche e non solo su Internet. E’ ovvio che per gli stessi motivi, intesi in senso qualificativo per converso, si può amplificare la domanda di autori ebrei e pornostar ex spie. Ma tutto ciò esula dalla libertà di espressione in senso lato e mobilità il marketing del sapere e i gusti dei consumatori. Non le riflessioni etiche sulle istanze della libera comunicazione nel villaggio globale. Ciao ;)

  8. Gregorj scrive:

    @ giuspe

    no, però ringraziamo sentitamente :D

  9. redmail scrive:

    @gregorj: lascialo stare …è gente che in famiglia accusa la sorella di non tirar lo sciacquone quando ha il ciclo perchè soprapensiero… e poi a casa degli amici la fa fuori dalla tazza.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie