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I segreti delle modelle curvy

Refinery 29 ci parla delle modelle curvy, ovvero di quelle donne che sono riuscite ad affermarsi nell’industria della moda nonostante le loro forme “rotonde” ed almeno all’apparenza nemiche della moda, presentandoci quattro modelle star mondiali.

Whitney Thompson
Whitney Thompson

LA STORIA DI CANDICE HUFFINE – Per capire meglio cosa significhi essere una modella “curvy”, Refinery 29 ha intervistato quattro esponenti di questo settore, tutte donne che indossano almeno una 44, se non addirittura una 46. La prima ad essere intervistata è Candice Huffine, riuscita a realizzare il suo sogno di essere sotto i riflettori. Nel corso della sua adolescenza ha cantato, fatto teatro e fatto di tutto per diventare famosa. Un giorno, nel Maryland, una donna seduta tra il pubblico di una sua esibizione si rivolse a sua madre dicendole che avrebbe voluto portarla a New York per incontrare determinate agenzie. Ed ora si sente una modella curvy fiera del suo essere.

 

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UN MONDO ECCITANTE – In passato gli agenti incontrati hanno cercato di fare pressione per convincerla a perdere peso, già all’età di 14 anni. Ma ha sempre rifiutato ogni compromesso ed oggi si sente in pace con sé stessa. E per questo lei non si sente né brutta né diversa, ma solo una donna che di tanto in tanto ha difficoltà a trovare un vestito che le stia bene. E fortunatamente per lei l’industria della moda sta riconoscendo l’importanza delle modelle curvy, tanto che Candice Huffine ha riconosciuto che questo mondo la eccita sempre di più, ogni giorno che passa. Ed oggi l’industria extra size la sente come parte di una famiglia.

DA TATA A MODELLA, LA STORIA DI FULVIA LACERDA – Tuttavia sente di dover combattere termini come “fattitude” o “fatshionista”, parole che spingono per la “glamourizzazione” del concetto curvy. Oltre all’etichetta, di per sé sbagliata, secondo la donna, ogni persona deve trovarsi a proprio agio con il proprio corpo. Fulvia Lacerda invece faceva la tata a New York. Un giorno, per strada, è stata intercettata da una direttrice di una rivista che gli ha chiesto se aveva mai preso in considerazione di diventare una modella curvy. Dopo uno scambi di contatti la donna l’ha incoraggiata ad intraprendere questa strada ed ora si sente una vera modella.

UN SETTORE DI NICCHIA – Tuttavia sa di rivolgersi ad uno specifico target. Ad esempio per la Lacerda Prada non la chiamerà mai perché non si rivolge a donne della sua misura, ovvero una 50. Per questo ha deciso di lavorare per un settore di nicchia senza tuttavia sentirsi offesa da questo. Una modella per coloro che fanno fatica a trovare dei vestiti adatti. Nella sua carriera è stata incoraggiata tante volte a perdere peso anche perché le agenzie difficilmente assoldano donne in carne, anche perché le agenzie ritengono che le donne curvy facciano fatica a rivedersi in foto, un concetto sbagliato e non corroborato da alcuna prova.

LA PACE DI JESSICA MILAGROS GUZMAN SANCHEZ – Inoltre non si sente offesa quando qualcuno la indica come un soggetto nel quale le donne in carne si rispecchiano anche perché si sente in pace con il suo corpo e non accetta che qualcuno possa definirlo “imperfetto”. Jessica Milagros Guzman Sanchez invece ha lavorato per anni nel settore della moda “curvy” e si è accorta che molte modelle erano uguali a lei. Per questo motivo ha deciso di farsi forza e di provare la strada che l’ha trasformata in una modella. La donna si sente sia una modella sia una “curvy”. Anche se non si tratta di una categoria affollata, lei si sente in pace con la sua dimensione. La Sanchez ha confermato che non tutti le hanno chiesto di perdere peso. Dipende da cliente a cliente. Infine lei non si sente diversa, solo una donna più “rotonda” e la cosa non le dispiace per niente.

WHITNEY THOMPSON, L’AMERICANA MEDIA – Per ultima ecco la storia di Whitney Thompson, modella dalle misure “classiche”, anche se un pò forti, all’età di 15 anni. A differenza delle sue compagne non è mai riuscita a perdere abbastanza peso. Per questo ha mollato la professione per pensare allo studio. Un giorno in aeroporto un signore di 30 anni le ha suggerito la carriera “curvy” ed oggi si sente appagata anche perché si ritiene rappresentante della donna media americana forte della sua taglia 46. Il problema per lei è dato dalle richieste dei diversi casting. In uno le si chiede d’ingrassare, nel secondo invece di dimagrire, e certo è impossibile sostenere certi ritmi e certe richieste. Quando è per strada si sente normale tanto da sentirsi appagata dalla sua carriera che l’ha portata ad essere un’ambasciatrice per l’associazione americana per il disordine alimentare. E che secondo lei, così come per le altre, l’industria della moda “curvy” avrà ancora molto da dire in futuro. (Photocredit Facebook)