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Sportdi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 22 giugno 2008 alle 23:22 dallo stesso autore - torna alla home

Partita tiratissima e pure brutta. L’Italia è quasi decente in difesa e discreta sulla sinistra, ma il centrocampo è inguardabile. La Spagna pure peggio, e Villa non la becca quasi mai. Pericoli quasi zero fino ai supplementari, e pure dopo. Poi, ai rigori De Rossi e Di Natale ci rimandano a casa. Inizia la caccia al Donadoni

Pronti via e subito si capisce che la Spagna ha più paura di noi. Che sembriamo quasi una squadra di partido17 Italia fuori: inizia la caccia al Donadonipersonalità, in confronto alle furie (de che?) rosse. Lo schema è sempre lo stesso: lancio lungo per Toni o Cassano e che iddio ce la mandi bbbona o perlomeno prosperosa. Non è che funzioni granché, visto che perfino quel nanetto di Puyol riesce a respingere i lanci visto quanto son lenti, ma si sa che qui si ragiona sui grandi numeri: prima o poi qualcuna deve andar bene. Sulla sinistra l’Italia ha Cassano e Ambrosini più Grosso, e non è un bel vedere che due spagnoli riescono facilmente ad aver ragione dei nostri tre. Dall’altra parte Zambrotta potrebbe benissimo uscirsene dal campo e andare a prendersi un thé caldo, visto che non se lo filano né i compagni né gli avversari. Fallaccio di Iniesta su Grosso, Bagni è preso quasi da una crisi isterica: per fortuna Fandel tira fuori il cartellino sennò era emergenza democratica. Civoli intanto non azzecca un italiano che sia uno, rinverdendo i fasti di Pizzul, e pure Ramos lo scambia spesso per Puyol (son hippie figlideifiori capelloniansa132622612206195644 big Italia fuori: inizia la caccia al Donadoni unachitarraeunospinello entrambi: c’è da capirlo). Andiamo sulla fascia e mettiamo in mezzo, ma non dal fondo: la terza lezione della scuola calcio dice che così è quasi inutile, ma non fa nulla. Il pericolosissimo bluff Villa prova un paio di tiri da lontano, e Iniesta lo imita. Tutto tranquillo, fino al 17′: “Penalti clarísimo sobre Villa que se traga Fandel. El ‘Guaje’ controla en el área, Ambrosini va a despejar y Villa le quita el balón y el italiano le derriba, pero el alemán se hace el sueco. Ya empezamos…“, dice Marca incavolatissimo: Longhi nell’intervallo conferma. “E’ emergenza democratica”, grida il redivivo Franco pronto a riprendere il potere, mentre si va riformando la Guardia Civil e i Clash ululano “Oy senorita ohoh, my corazon“.

ansa132624342206200734 big Italia fuori: inizia la caccia al DonadoniVilla, non contento, ci prova anche da fuori, e la Spagna sembra quasi crescere, ma è un’illusione ottica: è l’Italia che comincia a scomparire dal campo, anche perché il centrocampo è francamente inguardabile (Aquilani soprattutto). Intanto Rep ci regala una splendida gallery di tifose, e la partita per noi perde improvvisamente d’interesse. O quasi. Ma dura poco: Cassano si sveglia dal torpore, salta addirittura mezzo avversario e mette al centro per Toni che, con l’aria di chi è sempre in ritardo all’appuntamento con la storia, colpisce di testa centrando perfettamente MarcenaSenna, non parente di Ayrton, comincia la sua personalissima guerra con la recinzione dello stadio: tira da qualunque posizione e abbatte tutti i cartelloni pubblicitari: se fosse un videogioco, sarebbe già a centomila punti. Il tempo finisce con la Spagna che sembra abbia preso un po’ le misure. Se Juan Carlos è stato tanto democratico da lasciarsi intervistare, può succedere di tutto. O quasi. “Noi preghiamo, loro no. Preghiamo“, ci farà sapere Ricchiuti.

La ripresa è ChielliniSpagna: il giocatore della Juve sembra preso da trance agonistica, blocca Fernando Torres e sdraia chiunque gli capiti a tiro, quasi posseduto dallo spirito di Cannavaro. Donadoni ha spostato Cassano a destra: ora basta piazzare Perrotta o Aquilani in panchina e il più è fatto. Accade puntualmente al 13′ (tocca a Perrotta, entra Camoranesi) e tre minuti dopo è il momento della più grande occasione per l’Italia: De Rossi butta l’ennesima palla in mezzo, il capellone argentino la rimette dalle parti di Toni che si mette a far sportellate con chiunque pur di riuscire a darla indietro ancora apartido22 Italia fuori: inizia la caccia al DonadoniCamoranesi, che tira a botta sicura. Casillas miracolo, titola anche Marca. Ma la Spagna sta meglio di noi, e il tocar tocar le riesce più che bene. Cominciano a far paura, se non altro perché sembrano essersi accampati dalle nostre parti. Cassano sostituito da Di Natale: puntiamo ai rigori, è ufficiale. Tiraccio ancora di Senna al 36′, Buffon sta per finire la sua carriera di grande portiere facendosi sfuggire il pallone, ma per essere i migliori bisogna anche essere fortunati: il palo lo salva. Esce Torres ed entra Guiza: anche Aragones punta ai rigori. Anzi, no: è entrato anche Fabregas, mentre ero distratto. Tutti a contare i minuti, e a rimanere terrorizzati per l’ultimo attacco spagnolo che potrebbe punirci con tanto di sfottò. Ma nulla di fatto. Non è successo assolutamente niente, neppure un’espulsioncina alla quale attaccarci. Un mortorio. Di che ci lamentiamo, domani, nel caso che?

Supplementari. Silva sembra aver pericolosamente capito che deve pigliare la porta, e non i cartelloni: un suo tiro sfiora il palo, mentre Di Natale dà un senso al suo Europeo con un colpo di testa che Casillas reuters132622922206195706 big Italia fuori: inizia la caccia al Donadonialza in angolo. Villa di tacco per Fabregas, Fabregas di tacco per Guiza: questi qui sembrano la Roma quando non vuole vincere. Finisce il primo tempo supplementare. il telecronista da bordocampo ci racconta come si asciugano il sudore gli azzurri: esultano i feticisti . Bagni è un po’ che non strilla: o si è rilassato o è morto. Inizia il secondo tempo, ed entra Del Piero per Aquilani. Mezza Italia si frega le mani, l’altra metà accende la bombola del gas. Chi avrà ragione? E’ un paese spaccato! La partita è un orrido buttala là che la butto di qua, anche se la Spagna sembra un po’ più in palla degli azzurri. Chiellini gli attaccanti spagnoli se lo sogneranno stanotte, mi sa: è l’unico che atleticamente valga qualcosa. Di Natale muore per terra toccato sul ginocchio, e Ramos prima butta fuori la palla e poi smadonna contro l’arbitro. “Quanti mezzi palloni a metà!”, sibila Bagni lasciando esterrefatta l’Accademia della Crusca. “Un finale sincopato“, gli fa eco Civoli provocando il suicidio di massa dell’intera cattedra di semiotica dell’Università di Bologna. Fischia ’sta fine, arbitro, sennò questi chissà cosa riescono ad inventarsi. Ecco il triplice molteplice fischio. Saranno rigori. Ci fosse Trapattoni, a quest’ora avrebbe unto dal Signore tutti i rigoristi. Il laico Donadoni se ne frega e non sembra nemmeno sudato. “Donadoni c’era a Usa ‘94“, provocando un vibrante rasp rasp in tutta la palazzina. Ambrosini rigorista, dicheno. Ambrosini rigorista? “Se vince l’Italia, voto Berlusconi“, dichiara Loska che è andata in bagno a farsi i disegnini in faccia come la deficiente che è sempre stata. Nemmeno la pagina delle bellezze in tribuna potrebbe salvarci (intanto noi saccheggiamo). Villa, gol. Grosso, gol. Casorla sembra  terrorizzato, ma è una sporca tattica: gol anche lui. Lele sul dischetto. Presagio. Presagio avverato. Senna ha tirato fuori dalla porta per tutta la partita, per la legge dei grandi numeri doveva segnare e lo fa. “Non dobbiamo demoralizzarci!“, dice Civoli mentre prepara la corda insaponata. Camoranesi gol. Buffon para! Miracolo! Se la merita tutta la Seredova. Di Natale, dài un senso al tuo Europeo? Eccome no? Non bisogna portare giocatori così all’Europeo-o! Ecco Fabregas che mette dentro. Ciao ciao Europeo.

2601504751 ea30e097cf o Italia fuori: inizia la caccia al Donadoni

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