Cinema verità nel cuore del centro capitolino: il pluriennale museo dedicato alla settima arte viene cacciato dalle giunte Rutelli/Veltroni per far posto a negozi e appartamenti. E dal quotidiano del “padrone” puntuali arrivano gli elogi per la “riqualificazione” dell’area.
Se si parla di cinema a Roma la prima cosa che viene in mente sono le polemiche relative alla festa internazionale di veltroniana memoria che ancora impegna pagine e pagine di giornali. Ma nella realtà l’amore per la cinematografia che le gestioni amministrative romane passate (Rutelli prima, Veltroni poi)
hanno mostrato ha avuto un risultato ben poco meritorio: la chiusura del Museo del Cinema Mics di Josè Pantieri, su cui grava un’imbarazzante pasticcio burocratico che coinvolge - tra gli altri - alcuni importanti gruppi edilizi romani. Ancora una volta, sotto accusa.
VALORE ARTISTICO E VALORE ECONOMICO - Il museo del cinema Mics è celebre grazie al certosino lavoro di Josè Pantieri, una vita passata ad onorare il cinema anche con piccole parti a partire dalla novelle vague francese fino alle ultime collaborazioni con la Rai. Fin qui niente di eccezionale, se non fosse che Pantieri, nel suo peregrinare, decide di conservare e poi regalare al pubblico una serie infinita di cimeli cinematografici - qualcuno anche di grossa importanza - ed enormi archivi di film rari d’epoca, video, libri, foto, manifesti, sale di proiezione, labo
ratori e servizi di pubblica utilità . Il tutto raccolto a Magliano Sabina, in diversi magazzini che nel 1996 - causa incendio - non possono più ospitare l’imponente collezione. Il materiale viene trasferito a Roma in via Portuense 101 e nel Gennaio 2000, con una ordinanza ad hoc (prot.n° 02197 DIP. III -DEMANIO E PATRIMONIO) Rutelli assegna al M.I.C.S. tutto il primo piano dell’immobile. I vigili consegnano le chiavi. Tutto sembra a posto. Ma così non è.
MISTERI BUROCRATICI - Tentare di mettere ordine nell’intricato groviglio che circonda l’immobile di via Portuense 101 è davvero difficile. Perchè mentre vi si trasferiva in pompa magna il museo, predispondendo già visite guidate per turisti e quant’altro, altrove si decideva qualcosa di diverso. La giunta Rutelli, infatti, ha un altro guaio: nel 1999 si vede invischiata in una causa al TAR su proposta dell’Immobiliare Tirrena: le pietre del contendere - tra le
altre - sono le annullate cubature in zona Magliana. La causa, pur prevedendo quasi certamente una vittoria del Comune, viene trascinata per evitare scandali in campagna elettorale: così si viene incontro alle proposte dell’immobiliare, che prevedono lo scambio dei beni fra l’immobile di via Bettoni/Portuense (più un appartamento a Fontana di Trevi) in cambio di una zona già vincolata a parco naturale (Tenuta della Cervelletta, Tor Sapienza). Secondo svariati comunicati, la scambio sarebbe conveniente solo all’immobiliare, che darebbe al comune immobili per un valore di tre miliardi di lire avendo in cambio una contropartita che ne vale 41. Ad ogni modo nel 2001 (Delibera C.C.n.48) il palazzo che ospita il Mics viene dismesso dal Comune e - dopo un lungo tira e molla che approda anche alla Camera - il museo del cinema è sfrattato (con tutte le reliquie) senza avere un altro posto dove installarsi, dopo che per incuria gran parte
delle stesse sono state abbandonate al vandalismo. Da ogni parte gli uomini di cultura fanno a gara a solidarizzare con Pantieri e così il Comune, questa volta di giunta Veltroni, cerca con lui una nuova soluzione all’Eur, che si rivela ben presto un deposito inadatto e fatiscente. Intanto nell’ombra qualcosa già si muove.
THAT’S BUSINESS - Nel 2006 infatti sul periodico “Solo Case” appare a tutta pagina un annuncio che pubblicizza in zona Trastevere - centro storico la vendita di appartamenti per privati e uffici. Al posto del palazzo, che ha fra le altre cose ospitato alcune scene di “Ladri di biciclette“, sorgerà infatti un complesso di otto piani e 180 appartamenti e negozi. La “firma” è della Papillo, oper
ante per conto dell’immobiliare Bonifaci-Lambro, subentrata (non è dato sapere come) alla Tirrena nell’affare miliardario. Bonifaci non è un nome nuovo, nell’immobiliarismo romano: è uno dei quattro Re di Roma che con Caltagirone, Marronaro, e Santarelli ha edificato il quartiere satellite Ponte di Nona che vanta ben 12 mila appartamenti su 167 ettari (non male, per una città in piena emergenza abitativa). Bonifaci è anche proprietario del quotidiano Il Tempo (rilevato dalle mani del “collega” Caltagirone), che nel 2007, ovviamente senza doppi fini aziendalistici, osteggiò la difesa del Mics definendolo abusivo e dichiarando apertamente che Italia Nostra, associazione che lo difendeva, fosse mossa da non meglio precisati “interessi” nel sostenere “l’abusivismo“. Gli interessi che hanno mosso il quotidiano, invece, sono lampanti. Ad ogni modo oggi tutto è fermo. Il palazzo è fatiscente, gli interni lasciati al più totale abbandono, le decorazioni esterne che cadono a pezzi. Un grosso Charlot indica un’insegna che non c’è più. Al suo posto un manifesto recita “Un film verità . La verità è che non è un film. Hanno ucciso questo palazzo. In complicità con gli speculatori edilizi“. Un film, per rimanere in tema, “scritto e diretto dal: Comune di Roma“

























Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
Cinema verità nel cuore del centro capitolino: il pluriennale museo dedicato alla settima arte viene cacciato dalle giunte Rutelli/Veltroni per far posto a negozi e appartamenti. E dal quotidiano del "padrone" puntuali arrivano……
# Roma: museo del cinema sfrattato per appartamenti e negozi dal “solito palazzinaro”…
Cinema verità nel cuore del centro capitolino: il pluriennale museo dedicato alla settima arte viene cacciato dalle giunte Rutelli/Veltroni per far posto a negozi e appartamenti. E dal quotidiano del “padrone” puntuali arrivano……
Roma: museo del cinema sfrattato per appartamenti e negozi dal “solito palazzinaro”…
Cinema verità nel cuore del centro capitolino: il pluriennale museo dedicato alla settima arte viene cacciato dalle giunte Rutelli/Veltroni per far posto a negozi e appartamenti. E dal quotidiano del “padrone” puntuali arrivano gli elogi per la “ri…