Quello che leggete qui sotto è lo scambio di email tra Giornalettismo ed Honest Reporting Italia, un’associazione che dice di avere 155mila membri nel mondo e che si propone di assicurare che le notizie riguardanti Israele siano presentate in modo corretto nei media. “Noi esaminiamo i media; quando troviamo esempi di evidente parzialità informiamo i nostri iscritti sugli articoli scorretti, chiedendo di protestare direttamente presso le testate interessate”, e nel caso è stato preso di mira questo articolo di Alessandro Bernardini. Di seguito il carteggio – depurato soltanto di alcune parti, su richiesta dell’autore, avuto con il responsabile dell’associazione. Intanto, chi legge questo sito internet sappia che il mail bombing richiesto nella prima email ha avuto come risultato l’invio di un’unica missiva all’indirizzo del sito, peraltro molto cortese e urbana.
“Comunicato Honest Reporting Italia 12 giugno 2008
Giornalettismo: peggio le bombe finte che le bombe vere
Giornalettismo è un sito che raccoglie contributi da numerosi giornalisti o aspiranti tali. A volte rende un buon servizio all’informazione, a volte no. Questa volta è una delle volte no. Non ci soffermeremo a commentare ogni singola affermazione dell’articolo: seguendo il link troverete l’articolo originale, corredato di foto, e i numerosi commenti dei lettori, alcuni dei quali contengono interessanti osservazioni tecniche che potranno aiutare i nostri lettori a formulare le lettere da inviare al sito. Come accompagnamento di questo comunicato ci limiteremo pertanto a sottolineare che l’autore dedica tutta la sua appassionata attenzione alle “bombe soniche” che tormentano i palestinesi di Gaza, senza spendere una sola parola per i razzi veri che seminano morte e distruzione in Israele: tutto ciò che i palestinesi in generale e gli abitanti di Gaza in particolare devono subire, a quanto pare, è dovuto unicamente alla gratuita perfidia di Israele”.



Mio Dio, che rottura di scatole.
Certo, se facessero così anche i russi ogni volta che si parla della Russia (dicendo peste e corna, di regola), i cinesi quando si parla della Cina, i brasiliani quando si parla del Brasile, gli Svizzeri quando si parla di Svizzera, i giornali sarebbero elenchi illegibili riportanti infiniti carteggi in cui si discute a oltranza del sesso degli angeli.
I Paesi “democratici”, in teoria, dovrebbero saper rispettare la libertà di stampa e di opinione. Ed anche, essere superiori ad eventuali inesattezze. Altrimenti ci vogliono intere ambasciate apposta.
Uff.
Concordo!