Il Pd perde pezzi: Fioroni e Gentiloni vicini alla scissione?

13/01/2011 - Il Movimento Democratico, corrente centrista del partito non ha votato la relazione del segretario e ha rimesso il mandato per tutti gli incarichi: cosa altro li trattiene con  Bersani? Il Partito Democratico vicino ad un’ennesima scissione? In questi minuti convulsi

     
 

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Il Movimento Democratico, corrente centrista del partito non ha votato la relazione del segretario e ha rimesso il mandato per tutti gli incarichi: cosa altro li trattiene con  Bersani?

Il Partito Democratico vicino ad un’ennesima scissione? In questi minuti convulsi molto poco è chiaro: l’unica cosa che si formalizza in maniera più che netta è la presa di distanze, ancora più marcata, della corrente centrista del Movimento Democratico di Walter Veltroni, Beppe Fioroni e Paolo Gentiloni dalla frazione di maggioranza che regge il partito, che fa capo al segretario Pierluigi Bersani.

NO ALLA MOZIONE – I centristi, come primo atto di dissenso, si sono rifiutati di votare la relazione del segretario.

Dopo Paolo Gentiloni, anche Beppe Fioroni ha chiarito “l’insoddisfazione” di Movimento democratico per la relazione di Pierluigi Bersani alla direzione del Pd. “Sbagliare e’ umano, perseverare e’ diabolico”, ha spiegato, “non si puo’ continuare a fare finta che tutto va bene”. Fioroni ha ricordato i numero approcci al terzo polo, tutti respinti e il fatto che da anni “si perdono tutte le elezioni e anche le primarie”. Ora, ha sottolineato, “e’ il momento di fare scelte piu’ nette, non solo dire che le faremo, e su quelle verificare le alleanze”. Una delle questioni che piu’ stanno a cuore a Fioroni e’ la Fiat. “E’ nostro compito dare delle risposte su alcuni temi, come la partecipazione degli operai agli utili di impresa”, ha detto.

Con questi argomenti i centristi del Pd hanno annunciato che non sosterranno il segretario nella conta interna alla fine della segreteria nazionale di oggi. E quando gli esponenti della maggioranza non hanno nascosto il malumore per una frazione organizzata che, pur non sostenendo il segretario, mantiene i suoi incarichi di responsabilità all’interno del partito, Fioroni e Gentiloni non se lo sono fatto ripetere due volte.

VIA GLI INCARICHI – E hanno rimesso tutti i loro incarichi nelle mani del segretario.

‘Nelle parole di Gentiloni leggo del risentimento e si pone adesso il problema della gestione degli incarichi nel partito da parte degli esponenti di Movimento democratico’. Lo ha detto Gianclaudio Bressa, uscendo dalla direzione del Pd, commentando il voto contrario da parte dei veltroniani alla relazione del segretario, Pier Luigi Bersani.

Queste le parole di Gianclaudio Bressa, pietra dello scandalo originario.

Giuseppe Fioroni giudica ‘gravissime’ le parole di Gianclaudio Bressa, il quale uscendo dalla direzione del Pd ha spiegato che con il voto contrario dei veltroniani alla relazione di Bersani sorge un problema di gestione degli incarichi del partito per gli esponenti della corrente Movimento democratico. Fioroni, intervenendo alla direzione, ha spiegato che sia lui che Gentiloni sono disposti a rimettere il mandato rispettivamente di responsabile del Welfare e dell’Ict. ‘Decidi tu’, ha poi detto Fioroni al segretario Pd, Pier Luigi Bersani.

Così la rabbia negli esponenti della corrente centrista; e pare che Bersani abbia deciso di accogliere le dimissioni dei due esponenti da tutti gli incarichi interni, se è vero che i due hanno rimesso il mandato.

Giuseppe Fioroni e Paolo Gentiloni hanno rimesso nelle mani del segretario Bersani il proprio mandato di responsabili per il Welfare e per le Comunicazioni, in polemica con le affermazioni di alcuni esponenti della maggioranza interna del Pd. Lo ha annunciato lo stesso Fioroni nel suo intervento in Direzione

POSIZIONAMENTI – L’area del Movimento Democratico, soprattutto la più centrista delle due anime della corrente di minoranza, ovvero gli esponenti che fanno capo a Walter Veltroni – di cui, per ora, non si registrano dichiarazioni – si è progressivamente distaccata dalla gestione di maggioranza della segreteria Bersani. Particolarmente Paolo Gentiloni, originariamente rutelliano della Margherita, fa parte della stessa area dell’”Innovazione” da cui proveniva anche Linda Lanzillotta, ormai stabilmente con il suo precedente leader, Rutelli, in Api, protagonista del cammino verso il terzo polo. Giuseppe Fioroni si è distinto per essere esponente di quella frazione dei cattolici popolari che hanno scelto di non appoggiare Pierluigi Bersani alla segreteria del Partito ma di puntare su Dario Franceschini, per poi svoltare ancora più al centro ed entrare nella scia del nuovo corso veltroniano. Ora, formalmente all’opposizione, in polemica su tutto, e senza più incarichi nel movimento, cosa trattiene queste forze nel Partito Democratico? Solo il tempo lo saprà dire.

     
 

4 Commenti

  1. raffaele scrive:

    …….Facciano in fretta ad andare…..la Binetti è impaziente…….

  2. SEVERINO scrive:

    CONTINUO A CREDERE CHE GLI EREDI DEL PCI E QUELLI DELLA DC NON SIANO COMPATIBILI.

    NON TANTO IN MERITO AGLI ASPETTI ECONOMICI QUANTO A QUELLI MORALI.

    CHE SENSO HA CONTINUARE A STARE INSIEME LAICI E CLERICALI, SE APPENA SI TOCCA UN ARGOMENTO SENSIBILE NE NASCONO DELLE INSANABILI DISCORDANZE?

    LASCIAMO CHE GLI EX COMUNISTI E GLI EX DEMOCRISTIANI RIPRENDANO OGNUNO LA PROPRIA STRADA.

  3. Pietro Secchia scrive:

    Magari si tolgono dai testicoli tutti i democristiani che ancora ammorbano ilPD.

  4. AF scrive:

    Quello che il PD avrebbe dovuto fare da tempo si sta facendo “naturalmente”, l’allontanamento per inedia degli estremisti cattolici. Tra i tanti danni che ha fatto il porcellum c’è l’esistenza in politica di personaggi come Fioroni, che in un maggioritario non verrebbe eletto nemmeno all’assemblea del condominio. Per quanto riguarda i Veltroniani, un essere umano che si autodefinisce seguace di Veltroni è implicitamente privo di dignità umana e politica; dai, Veltroni… VELTRONI!!! Almeno avesse un pò di personalità, di statura morale e politica, di storia personale, di carisma… qualcosa. Nulla. Linea piatta. E questi sono sotto la linea piatta. E i risultati ne sono la conseguenza, peraltro.

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