The Chauffeur (Ciao, amore, ciao)

19/11/2008 - NON VUOLE MORIRE - Vigilia di Natale: i biscotti sono caldi, lei scende per la colazione. Dobbiamo stare per le nove sul set fotografico e poi alle undici la recita scolastica. Mentre le due donne escono, struscio il pene sui biscotti.

     
 

di

NON VUOLE MORIRE - Vigilia di Natale: i biscotti sono caldi, lei scende per la colazione. Dobbiamo stare per le nove sul set fotografico e poi alle undici la recita scolastica. Mentre le due donne escono, struscio il pene sui biscotti. Io e la bambina, tra un intervallo e una esibizione, un parcheggio da trovare e un “chi cazz’è quello sullo sfondo in foto”, restiamo soli. Ho assunto quel tono nasale e curioso che fanno gli adulti che tendono una trappola. Le dico che quest’anno per lei non basta Babbo Natale sotto l’albero. Da sotto il rimmel della troia sbuca di sottecchi la bambina. E’ fatta. Catturata. Mi faccio più nasale per l’esaltazione, l’istintiva contentezza (ci sto riuscendo, l’ammazzerò sul serio), e mi esibisco sincero per l’allegrezza nella migliore balla che ai bambini si possa raccontare. Amore, senti. Mi ha detto Santa Claus che a poche bimbe buone, brave e belle e che sappiano però starsene in silenzio farà l’onore la notte di Natale di recarsi a trovarle a domicilio per un regalo supplementare. Facendosi, tesoro mio ascolta, immagina ! nientemeno che vedere. Non biasimatela per oca. Avrei convinto anche i vostri figli. Sorrise: ero pur sempre suo padre e in quel momento sentiva dirsi ciò che aveva sempre sognato una figlia dal padre a Natale. Sorrise e, (mini femme) fatale, si condannò a morte.

L’ORA X - La sera di Natale rientrammo tutti da casa di amici. Era stato un giorno speciale. Mi sentivo alla vigilia di una svolta. Ed ero stato particolarmente affettuoso con la mia bionda regina. Come sempre succede in casa d’altri, l’affetto in famiglia scorre ubriaco. Forse perché liberato, forse perché non puoi chiuderti in stanza, forse perché fuori si veda. Il patto era stato siglato. Dopo la preghierina, appuntamento giù, da soli. In cantina. A mezzanotte del dì di Natale, un vicino sentì mia figlia gridare. Mi fermai a spiare. Quell’uomo rosso vestito, la voce in falsetto per non farsi sgamare e sembrare un cartone, la trascinava. Dapprima manina felice nella sua grande mano feroce. Poi lei rimaneva da sola nel mondo. Da sola per terra, tranquilla, non è colpa tua se sei caduta. Il colpo che col badile le diede in testa fu forte. Non potei fare a meno di ammirarne la classe nel non infierire a tentoni, nel non colpire a casaccio. Aveva una buona mira, una mano sicura. Il secondo, quasi mortale, fu bello per questo, perché proprio nello stesso molle del primo. Sentii appunto far crack, non era un sogno, era fatta. Non si poteva tornare indietro, gliene fui grato.

L’ASSASSINO E’ BABBO NATALE - Gli presi lo scotch per tapparle la bocca mentre finiva il lavoro strozzandole il collo di corda. Fu l’ultima volta, passandole a fianco mentre morire non voleva, che le vidimuover le gambe. Ancora ? Che schifo. Sino all’ultimo, oh . Lo vidi anche abusare di lei, spruzzare di rosso sul rosso, però con rispetto, senza inutili spasmi, da muto, ma continuai a non dire niente, a quel punto per me era già morta, così era meglio, così era ancora più morta. Copritela, grazie. E’ già stata nuda abbastanza. Chiunque fosse il mio salvatore, ora scappava con calma dalla rotta finestra, quella che in un anno non avevo mai sistemato e ci sarà stato un perché, non vi pare. Io, intanto che la chiamavo, con la voce rassicurante da padre che dà il buongiorno o gli auguri, per stare tranquillo che mai più rispondesse, scrivevo in cucina un falso ricatto per me, il suo papà. Ciao, amore, ciao. Prova a rispondermi adesso. La mattina dopo, tracce di impronte in giardino non ne trovarono. E sfido, va via con le renne Babbo Natale.

     
 

6 Commenti

  1. cordapazza scrive:

    Di primo acchito mi ha fatto pensare a “A sangue freddo”, capolavoro assoluto di Truman Capote che a questo punto devi assolutamente leggere:-; proseguendo nella lettura, alcuni squarci brutali, sì, ma comunque “lirici” e filtrati tutti dalla soggettività del padre, mi hanno invece rievocato le analisi magistrali delle menti deviate di un altro americano del Sud, Joe Lansdale.

  2. cordapazza scrive:

    (tutto questo per dirti che hai fatto un buon lavoro, amico!):-)

  3. loska scrive:

    quoto lansdale.
    Davvero bello, sì

  4. Francesco scrive:

    E’ necessario andare oltre le semplici parole…

  5. Lucia scrive:

    Ho provato ad immaginare la scena dell’omicidio! terrificante, orrenda, penosa…tale da stringermi il cuore e lo stomaco!
    in questi casi sono favorevolissima alla “pena capitale”…da estendere,pur sapendo che non è possibile, anche ai psicopatici!

  6. luciano scrive:

    ricordo il fatto….la trovarono morta dopo lunghe ricerche…era una miss…l’omicida disse che era troppo bella

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie