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Cinque storie incredibili di sopravvivenza

Gli esseri umani sono creature fragili, a volte basta una sciocchezza per mandarli all’altro mondo: cibo andato a male,uno scivolone nel momento sbagliato in vasca da bagno, ma in alcune circostanze ci sono persone che diventano invincibili spinte dallo spirito di sopravvivenza. Eì il caso di un pugno di uomini  che sono stati in grado di sopravvivere a situazioni che avrebbero potuto uccidere in un soffio un branco di elefanti. Di seguito le storie di queste persone straordinarie, riportate da Cracked.

storie sopravvivenza 1

L’UOMO RIMASTO INTRAPPOLATO SOTT’ACQUA PER TRE GIORNI – Con il senno di poi, Harrison Okene avrebbe dovuto prevedere che il karma gli avrebbe giocato un brutto scherzo di lì a poco: il 26 maggio 2013 il giovane uomo lavorava come cuoco su un rimorchiatore e si sarebbe sposato di lì a un paio di giorni con la donna che amava: purtroppo, come abbiamo anticipato, prima di andare a nozze Okene ha dovuto superare una prova che ha messo in pericolo la sua vita. Quel giorno il cuoco si era appena svegliato e si trovava nel bagno del rimorchiatore quando l’imbarcazione venne colpita da un’onda anomala che la fece sprofondare 100 metri sotto la superficie con lui ancora dentro. Intrappolato nella profondità degli abissi e con indosso solamente i boxer, Okene si mosse attraverso i corridoi della nave che si stavano lentamente riempiendo di acqua gelida e, dopo aver recuperato qualche lattina di Coca Cola e un paio di attrezzi, trovò uno spazio relativamente sicuro con una sacca d’aria in cui rifugiarsi. Il giovane cuoco riuscì a tenere lontana l’acqua tamponando le pareti della nave con dei materassi. A peggiorare le cose c’erano squali e barracuda che avevano iniziato ad avventrarsi nel relitto in cerca di un pasto. Okene poteva sentirli dimenarsi mentre mangiavano i resti dei suoi compagni d’equipaggio, inoltre l’aria presente nel suo rifugio gli avrebbe permesso di respirare ancora per poche ore. Invece l’uomo sopravvisse per 62 ore grazie a quel prodigio della fisica che si chiama Legge di Boyle: infatti, quando la pressione atmosferica aumenta, i gas diventano più densi, inoltre l’anidride carbonica emessa da Okene veniva assorbita dalla gelida acqua del mare. Quando l’azienda inviò finalmente una squadra di recupero, Okene fece sentire la sua presenza battendo su una parete on un martello. Dopo un’operazione di salvataggio fulminea e un periodo passato in camera di decompressione, Okene è tornato come nuovo.

IL RAGAZZO CHE HA CAVALCATO UN TORNADO – Se l’unica lezione che possiamo imparare da film come Twister e Sharknado è che i film sui tornado sono orribili, Matt Suter può invece raccontare come è stato sopravvivere nell’occhio del ciclone. Era il 2006 e il ragazzo del Missouri si trovava nella roulotte di sua nonna e il tempo stava peggiorando notevolmente. Il giovane ha quindi pensato di salire in piedi sul divano per chiudere la finestra del salotto, quando all’improvviso tutto ha iniziato a tremare: le porte hanno iniziato ad aprirsi e i mobili della casa si muovevano come in “Poltergeist”. Suter ha capito che si trattava di un tornado quando è stato risucchiato nel vortice attraverso un muro, il che avrebbe ucciso chiunque, ma non il giovane del Missouri, che è stato ritrovato a 398 metri di distanza dalla roulotte, riportando ferite di lievi entità.

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IL BAMBINO CHE E’ SOPRAVVISSUTO ALL’INCIDENTE AEREO E ALLA MONTAGNA – Era il 19 febbraio 1979 quando Norman Ollestad Jr, che all’epoca dei fatti aveva 11 anni, stava volando con sua padre verso Big Bear Mountain per ritirare un trofeo vinto il giorno prima. Purtroppo il Cessna sul quale stavano viaggiando venne travolto da uan tempesta e si schiantò in montagna a circa 2.600 metri di altezza. Il padre di Ollstad e il pilota dell’aereo morirono sul colpo: gli unici superstiti erano il bambino e Sandra, la fidanzata di suo padre, che aveva una spalla lussata e aveva preso un colpo in testa. Il bambino, che non aveva nemmeno un paio di guanti, ma era dotato di un incredibile spirito di sopravvivenza, ha inizato quindi la discesa portando con sè Sandra, che a un certo punto scivolò e cadde nel vuoto davanti agli occhi di Ollestad. Nonostante questa ulteriore perdita il bambino non si perse perdere d’animo e continuò la discesa, che è durata in tutto 9 ore. Quando arrivò ai piedi della montagna, Ollestadt era in buone condizioni di salute.

GLI UOMINI CHE HANNO DOMATO LO TSUNAMI –  Il 9 luglio 1958 un pezzo di roccia di 30.6 milioni di metri cubi cadde nella Lituya Bay in Alaska, sollevando un’onda di 524 metri che distrusse tutto quello che trovò sul suo percorso. Quel giorno,
Howard G. Ulrich e il suo figlio di 8 anni Sonny avevano deciso di uscire in barca per una gira padre-figlio: intorno alle 22.15 vennero svegliati da quello che sembrava un terremoto e dal suono dell’esplosione di una bomba. I due videro questa enorme parete d’acqua avvicinarsi e Ulrich, dando un salvagente al figlio gli disse: “inizia a pregare”. Le preghiere probabilmente vennero ascoltate perchè l’imbarcazione degli Ulrich non venne travolta dalla furia dell’acqua, ma al contrario si trovò a cavalcare la gigantesca onda che continuava a sbattere avanti e indietro nella baia travolgendo e distruggendo qualsiasi cosa.

GLI UOMINI SOPRAVVISSUTI  ALLA BOMBA ATOMICA – Permetteteci di presentarvi gli uomini più coraggiosi che abbiano mai messo piede su questa verde terra: sono il colonnello Sidney Bruce, i ltenente colonnello Frank P. Ball, i maggior Norman “Bodie” Bodinger e John Huges, il caporale Don Lutrel e il cameraman Geoge Yoshitake. Questi uomini hanno assitito da vicino a un’esplosione nucleare. Se si guarda il video, si vedono solo 5 uomini in piedi nel deserto accanto a un cartello su cui c’è scritto “Ground zero, population 5”, quando all’improvviso due arei sganciano un ordigno nucleare che esplode sopra le loro teste a circa 5.000 metri d’altezza. Gli uomini si spaventano per la forza dell’esplosione, ma per il resto del tempo appaiono calmi e rilassati. L’obiettivo della dimostrazione era quello di far credere agli americani che non ci fosse nessun rischio per la salute derivante dall’impiego di armi nucleari, infatti questi uomini non sono stati schermati in nessun modo dalle radiazioni: l’unico indumento con cui il cameramen poteva proteggersi era un berretto da baseball. Ovviamente sappiamo che le scorie nucleari sono dannose per la salute, ciònonostante tutti quelli che hanno partecipato all’esperimento hanno vissuto a lungo, e due di loro sono ancora in vita. Il fatto che ognuno di loro abbia contratto il cancro a un certo punto della loro vita dev’essere solo una coincidenza.