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“I messaggi di minaccia a Anna Smith venivano dal suo stesso Ip”

Secondo i gestori del controverso sito, la stragrande maggioranza dei messaggi insultanti erano opera della stessa giovane, vittima del bullismo.

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DICONO I GESTORI – Secondo i fratelli lituani  Ilja e Mark Terebin, che gestiscono il popolare e controverso sito popolato per lo più da giovani, il 98% dei messaggi rivolti ad Hannah provenivano dallo stesso indirizzo IP, quello di casa sua, solo quattro da altri. Secondo quello che affermano, sarebbe stata quindi la stessa giovane, 14 anni, a costruire diverse identità per inviarsi decine di messaggi insultanti e costruirsi così l’immagine di vittima del bullismo, anche se a questo punto non è chiaro il percorso mentale che avrebbe portato la giovane al suicidio.

LA FAMIGLIA – Il padre della giovane non ne vuol sentir parlare, ribatte che Ask.fm ha già confermato che sua figlia fosse vittima di bullismo e tanto basta, secondo lui ora i titolari del sito starebbero solo cercando di scaricare responsabilità per proteggere il loro business. “È stata vittima di bullismo online. Anche se ha scritto lei stessa alcuni di quei messaggi non fa alcuna differenza”.

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LE INDAGINI – Sul suicidio della giovane, trovata impiccata 10 giorni fa nella sua camera da letto, sta indagando anche la polizia britannica, alla quale a questo punto spetta l’ultima parola su questa pietosa vicenda, che comunque, quale che sia la sua conclusione, non cambia il fatto che Hannah sia il quarto utente minorenne del popolare social network per giovani che da aprile di quest’anno si è tolta la vita dopo aver subito episodi di bullismo.