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Ask.fm rivelerà i nomi dei troll che hanno spinto al suicidio una ragazzina

Dopo gli episodi di cyberbullismo che hanno spinto Hannah Smith, 14enne di Lutterworth, nel Leicecestershire, in Inghilterra, a suicidarsi, il sito con sede il Lettonia Ask.fm ha deciso di collaborare con gli investigatori che cercano di individuare i responsabili di insulti e offese.

 

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GLI INSULTI ANONIMI SUL WEB – Gli amministratori si sono resi disponibili a rompere il velo di anonimato che copre i propri utenti e a fornire dunque agli inquirenti i dati della navigazione di coloro che hanno rivolto alla ragazza britannica parole diffamanti. La studentessa Hannah Smith è stata trovata impiccata la scorsa settimana nella sua abitazione, dopo essere stata schernita con frasi come “Muori” o “Prendi il cancro”. Da quanto emerso, prima di togliersi la vita la ragazza avrebbe già tentato il suicidio bevendo candeggina, ancora una volta perché offesa dai messaggi anonimi pubblicati sul social network. Ask.fm è considerato dagli esperti per la sicurezza dei minori una sorta di paradiso per gli stalker ed è già stato legato a casi di suicidio di ragazzi. Lo scorso autunno, ad esempio, si sarebbero suicidate per aver ricevuto offese sul sito le studentesse irlandesi Ciara Pugsley ed Erin Gallagher, rispettivamente di 15 e 13 anni di età. Nell’aprile scorso, inoltre, è stato trovato impiccato il 15enne Josh Unsworth, residente nel Lancashire, Inghilterra.

 

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ANCORA TROLL DOPO LA MORTE – Hannah non ha ricevuto pace nemmeno dopo la morte. Alcuni utenti anonimi hanno provveduto a disturbare le conversazioni sulla pagina Facebook creata da amici e familiari appositamente per ricordare la ragazza. Gli attacchi dei troll hanno costretto la sorella di Hannah a chiudere la bacheca. Dopo il suicidio della giovane studentessa il papà David, 45 anni, camionista, aveva chiesto alle autorità, anche con il lancio un petizione, la chiusura di Ask.fm e un processo per omicidio colposo dei creatori del social network, che vanta oggi circa 60 milioni di utenti iscritti. “Ho appena visto l’abuso di mia figlia di persone da Ask.fm, e il fatto che queste persone restino anonime è sbagliato”, ha affermato nei giorni scorsi il signor Smith.