|

Lotta dura al femminicidio

Il decreto contro il femminicidio, approvato oggi nel corso del consiglio dei ministri, prevede un inasprimento delle pene per tutti coloro che si macchieranno di tale orrendo crimine, nella speranza di contrastare il più possibile la violenza nei confronti delle donne.

nuova legge femminicidio

GLI OBIETTIVI – E’ previsto l’aumento della pena di un terzo sia per femminicidio sia per stalking, l’arresto obbligatorio in flagranza e un permesso di soggiorno per motivi umanitari se la vittima è un immigrato. Gli obiettivi, delinati a grandi linee dal ministro dell’interno Angelino Alfano, sono tre: prevenire la violenza, proteggere le vittime e punire i colpevoli. Secondo il titolare del dicastero al Viminale il reato di stalking non era fine a se stesso ma il presupposto per un reato più grande. “Crediamo di aver realizzato oggi un ottimo risultato”, ha commentato il ministro. “E’ stata aumentata la pena di un terzo se alla violenza assiste un minore di 18 anni, se la vittima e’ in gravidanza e quella in cui la violenza venga fatta dal coniuge anche se separato o divorziato o sia il compagno anche se non convivente. La stessa aggravante è prevista anche per lo stalking”.

FUORI DI CASA IL CONIUGE MOLESTO – Altra novità importante, ripresa dall’agenzia Agi, e’ che “una volta che è stata fatta la querela, quella è irrevocabile. Sottraiamo noi – ha continuato il ministro – la vittima al rischio di una nuova intimidazione tendente a farle ritirare la querela”. La norma s’inserisce nella necessità di difendere le vittime di violenza domestica. Il ministro Alfano prosegue con le novità: “Viene data alle Forze di Polizia la possibilità di buttare fuori da casa con urgenza il coniuge molesto che genera violenza un’azione preventiva chiesta dal magistrato e disposta dal questore”. Ciò significa che se esiste un rischio che “le minacce possano tradursi un pericolo di vita o di integrita’ fisica, si puo’ intervenire subito con un’azione preventiva. Viene impedito a chi opera violenza nei luoghi domestici anche di avvicinarsi alla casa o ai luoghi di residenza”.

“LOTTA SENZA QUARTIERE” – Da segnalare la norma che prevede l’arresto obbligatorio in flagranza per i delitti di maltrattamento contro familiari per lo stalking come la “corsia preferenziale” nei Tribunali per combattere questi crimini e “il gratuito patrocinio per la vittima, a prescindere dal suo reddito”. Infine viene concesso un “permesso di soggiorno per motivi umanitari” ai cittadini stranieri in Italia, vittime di violenze domestiche, come già avviene per le vittime di tratta. Enrico Letta ha parlato apertamente di “lotta senza quartiere”. Il presidente del Consiglio si è definito “orgoglioso” degli interventi governativi necessari per dare un “chiarissimo segnale di contrasto” al fenomeno del femminicidio.

LA SODDISFAZIONE DI ENRICO LETTA – Letta ha spiegato che il Consiglio dei Ministri ha voluto un “decreto legge agile di soli 12 articoli”. Un decreto che soddisfa la necessità di un intervento duro ” a contrasto di cio’ che va sotto nome femminicidio, la promessa ora è mantenuta. Il cuore del decreto è questo, vogliamo dare un segno fortissimo di cambiamento radicale sul tema, un chiarissimo segnale di lotta senza quartiere”. Ed ai cronisti che hanno provato a porre domande sullo stato dell’esecutivo e sull’eventuale crisi di governo, Letta risponde in maniera netta: “Negli anni, e in questi ultimi tre mesi, credo di aver imparato le regole della comunicazione e quella che intendiamo fare oggi è sulle misure che abbiamo preso contro il femmincidio. Non la copriremo con altre questioni”.

I DATI DELL’OMS – Il Corriere della Sera ci presenta alcuni dati dell’Oms che mostrano come la violenza nei confronti delle donne sia un problema grave e molto sentito. Secondo i dati dell’Oms è stata uccisa una donna ogni due giorni e mezzo, con sessantacinque vittime nei primi sei mesi dell’anno. La violenza sulle donne rappresenta anche un problema economico con un costo, diretto ed indirietto, di circa 2,4 miliardi di euro. Inoltre si stima che in Italia sono 6,743.000 le donne, tra i 16 e i 70 anni,  vittime di abusi fisici o sessuali e circa 1 milione abbia subito stupri o tentati stupri, con la violenza spesso esaudita nella via di coppia o in famiglia.

IL PLAUSO DI ANNA MARIA CANCELLIERI – Il 33,9% delle donne ha subito violenza per mano del proprio compagno e il 24% di quante l’hanno subita da un conoscente o da un estraneo non ne parla. Il 14,3% delle donne è stata vittima di atti di violenza da parte del partner, ma solo il 7% lo ha denunciato. La violenza domestica, inoltre, è la seconda causa di morte per le donne in gravidanza. Repubblica riporta invece la voce del ministro Anna Maria Cancellieri: “E’ molto importante richiamare l’attenzione sugli strumenti in difesa delle donne, il sentirsi parte di uno stato amico che li protegge: sono messaggi di grande attenzione sull’universo femminile, sulla sensibilità e la delicatezza che vive una donna in questi momenti”. (Immagine di repertorio / Lapresse)