“Lasceremo regalini alla Gelmini”: il piano segreto degli studenti
21/12/2010 - Le assemblee si rincorrono, la decisione non è definitiva, la situazione è fluida: oltre la zona rossa, la protesta creativa è pronta a partire. L’unica cosa certa è che non c’è niente di sicuro. La situazione della protesta studentesca anti-Gelmini,
Le assemblee si rincorrono, la decisione non è definitiva, la situazione è fluida: oltre la zona rossa, la protesta creativa è pronta a partire.
L’unica cosa certa è che non c’è niente di sicuro. La situazione della protesta studentesca anti-Gelmini, che domani sfilerà per le strade della capitale e manifesterà la propria contrarietà al ddl che riforma la governance e l’ordinamento
degli atenei italiani, ha un unico appuntamento fissato: il concentramento a piazzale Aldo Moro alle ore 9.30, contemporaneo a quello degli studenti medi a piazzale dei Partigiani. Per il resto, è ancora tutto in ballo.
TEMPI SERRATI – “Le somme si tireranno oggi all’assemblea cittadina convocata al Mamiani alle ore 2.30″, spiegano fonti interne al movimento studentesco, che non nascondono una certa perplessità: “Anche perchè, come è noto, il governo sta spingendo per arrivare all’approvazione della legge entro stasera”. Un fatto che sarebbe visto dal movimento come una esplicita provocazione: se domani la riforma si approvasse mentre gli studenti sfilano in piazza, sarebbe il normale gioco delle parti, e in un certo senso il governo dimostrerebbe di tenere nel giusto conto, per quanto minimo, le proteste di piazza; ma se l’esecutivo forzasse la sua agenda arrivando ad approvazione entro stasera, gli studenti certo non smobiliterebbero , disdicendo i cortei di domani, e anzi, quella violenza che da più parti – anche interne al movimento, è stata stigmatizzata, avrebbe molte più motivazioni per scoppiare incontrollata. Nelle
intenzioni, come abbiamo detto, non c’è l’idea di arrivare allo scontro fisico: “L’idea è quella di lasciare il governo solo e abbandonato all’interno della zona rossa: a noi non interessa. Si tengano il loro stato d’assedio, noi faremo altro”. Così, l’idea: una protesta diversa, una giornata creativa e colorata da opporre al grigiume dei governanti assediati nei palazzi del potere.
PACCO DONO – Anche qui, è davvero tutto in ballo. “Non sappiamo se ci congiungeremo con il corteo degli studenti medi, anche questo dovrà essere discusso nell’appuntamento cittadino di questo pomeriggio”, spiegano fonti interne alle università. Le assemblee continuano, intanto, e le proposte fioccano: “Stiamo pensando a molte cose. L’idea è quella di passare sotto il ministero della Pubblica Istruzione per lasciare a viale Trastevere dei veri e propri pacchi dono alla Gelmini”. Che cosa il ministro potrà trovarci dentro, non è chiaro. Il secondo braccio del corteo, invece, punterà dritto sul Quirinale. Un lancio di agenzia ha già informato che una apposita commissione di studenti sta in queste ore redigendo una lettera da consegnare personalmente al Capo dello Stato: “Vogliamo sfilare sotto il Quirinale, e chiedere a Napolitano di riceverci. Vogliamo dirgli di non firmare la legge e di rimandarla al Parlamento per una nuova lettura”.













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ma ALMENO l’hanno letta e capita questa riforma che contestano?????
Aspettano che gliela spieghi tu
Aspettano che gliela spieghi te….