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“Papa Francesco è omofobo”

La parole di Papa Francesco sull’omosessualità hanno scatenato un’ondata di reazioni, per la presunta apertura del pontefice della Chiesa cattolica nei confronti dei gay. Una simile interpretazione è però forzata secondo molti osservatori, e l’unica diversità riscontrabile nel messaggio di Bergoglio è il tono differente rispetto al passato.

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BERGOGLIO COME PUTIN – Il teologo tedesco David Berger, a cui la Chiesa cattolica ha tolto la sua cattedra di insegnamento per omosessualità, definisce a Der Spiegel come incredibilmente ingenui i commenti che parlano di apertura di Papa Francesco ai gay. “Nel viaggio aereo dal Brasile ha detto che gli omosessuali non possono vivere la loro tendenza, perchè rimane un peccato. Come cattolico gay continuo a sentirmi discriminato”, rimarca Berger. Secondo il teologo tedesco le parole del pontefice contro la lobby omosessuale lo fanno assomigliare a Vladimir Putin, che ha vietato per legge la propaganda gay. In merito alla cosiddetta lobby gay Berger sottolinea come sia solo una rete dei prelati del Vaticano che cercano di facilitare incontri omosessuali tra di loro, senza alcun ambizione di ripensare la dottrina della Chiesa su questo tema. Al contrario, il teologo evidenzia come nella gerarchia ecclesiastica i superiori sfruttino la diffusa omosessualità dei sottoposti per ricattarli al fine di difendere meglio i propri interessi.

BRICIOLE DI PANE – L’entusiasmo suscitato dalle parole di Bergoglio in alcuni paesi particolarmente omofobi è comprensibile secondo David Berger, che cita tra questi proprio l’Italia.  “Nella maggioranza delle nazioni cattoliche le esternazioni di Francesco potrebbero portare ad un miglioramento. In paesi come l’Italia si è soddisfatti come gay cattolici se si ricevono le briciole che cadono dalla tavola del Signore. Una dolce discriminazione in questo caso è già un progresso. A Berlino o a Colonia è però diverso: o mangiamo alla stessa tavola o ce ne andiamo dalla cena”. Il teologo sottolinea come Papa Francesco, rispetto ai suoi predecessori Giovanni Paolo II o Benedetto XVI, abbia un pensiero teologico di difficile collocazione. “La sua teologia è una sorta di cattolicesimo popolare di influenza sudamericana. Molti suoi gesti sono ispirati alle sette evangeliche che in questo momento sono in forte crescita in America Latina. Bergoglio poi è spesso contradditorio. Prima ha definito l’ateismo come un’influenza del demonio, per poi rimarcare che chi non crede in Dio è una buona persona come i cristiani. Dal punto di vista intellettuale l’elezione di Francesco è un fiasco per la Chiesa cattolica, ma alla massa piace il suo carisma”.

PAROLE DI RATZINGER – Die Welt sottolinea invece come le parole scelte da Bergoglio ricalchino esattamente i passaggi sull’omosessualità del Catechismo rilasciato nel 1997 sotto la guida dell’allora Prefetto della Congregazione della Fede, Joseph Ratzinger. Anche nel Catechismo si invitava a non discriminare i gay, benché si condannasse come peccato l’atto di amore omosessuale. Il sesso, nella dottrina della Chiesa, è ammissibile solo a scopi riproduttivi, e di conseguenza è vietato alle coppie gay in quanto esse non possono avere figli. “La Chiesa insegna ad amare ogni persona, per quella che è, negando ogni discriminazione, ma non concede ai gay la possibilità di essere se stessi. Una contraddizione finora irrisolta, anche dalle parole del Papa”, rimarca il quotidiano Die Welt. Inoltre, chi ammette le proprie inclinazioni omosessuali deve abbandonare il seminario, nonostante a tutti i preti sia vietato il sesso, anche a quelli di tendenza etero. Una forma di discriminazione che rimane anche dopo le parole del Papa. Sacerdoti omosessuali non saranno tollerati anche in futuro, a meno di una vera e propria svolta del Pontefice, che non si riscontra nelle sue parole.

PIU’ CORAGGIO – Il sito Queer.de, curato dagli attivisti LGBT, evidenzia come i gruppi che si battono per i diritti degli omosessuali siano solo parzialmente soddisfatti dalle parole del Papa, al quale chiedono più coraggio rispetto a dichiarazioni che rappresentano solo un primo passo. Il gruppo di lavoro ecumenico tra gay e chiesa, HuK, saluta la rinfrescante apertura di Francesco dopo anni di stagnazione ed arretramento sul tema, coincisi coi papati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. ” Il pontefice deve avere più coraggio, perché la comunità LGBT che vive con responsabilità la propria sessualità davanti a Dio viene ancora discriminata dalle sue parole. E’ necessario che la Chiesa ripensi la sua dottrina morale sul sesso”, sottolinea Markus Gutfleisch, portavoce di HuK. Human Rights Campaign, la più grande associazione gay degli Stati Uniti, ha apprezzato il diverso tono scelto dal pontefice per parlare di omosessualità, benché il messaggio sia rimasto sempre lo stesso, ovvero una condanna della stessa. Anche il gruppo filippino ProGay rimarca come le esternazioni rappresentino un progresso rispetto alle dichiarazioni di odio lanciate dal predecessore Benedetto XVI. Il cardinale Timothy Dolan, discusso come possibile nuovo Papa nel Conclave che ha eletto Francesco, ha rimarcato alla televisione CBS come le pratiche omosessuali rimangano un peccato, così come quelle eterosessuali compiute al di fuori del matrimonio.