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Beppe Grillo e la scoperta dell’ultraliberismo

Il posizionamento ideologico del Movimento 5 Stelle è di difficile collocazione, almeno secondo gli schemi tradizionali di destra e sinistra, che valgono ancora nella maggior parte delle democrazie mondiali. Il M5S si è caratterizzato all’inizio della sua attività per battaglie di matrice progressiste – l’ambiente, lo sviluppo sostenibile, le energie rinnovabili – ma Grillo ha sempre rimarcato la sua ostilità ai concetti di destra e sinistra, anche per caratterizzare il suo attacco ai partiti. Essendo il M5S un movimento di cittadini, la disputa ideologica verrebbe risolta all’interno dell’aggregazione, virtuale, tramite referendum o consultazioni di varia natura. Una teorizzazione simile a quella del Partito dei Pirati, che postula la comunità virtuale come luogo di superamento dei tradizionali posizionamenti politici, basati sulla dicotomia tra maggior libertà individuale da estendere nel mercato contrapposta alla giustizia sociale da raggiungere tramite l’intervento pubblico, la base della distinzione, non certo esclusiva, della destra rispetto alla sinistra.

Nel messaggio odierno alla Nazione spedito come di consueto via blog Beppe Grillo però si è per la prima volta affidato ad un pensatore liberista come il professor Enrico Colombatto. Dopo i “falsi programmi” del M5S scritti da un economista progressista come Stiglitz, più la simpatia per la teoria della decrescita felice di Latouche, il Semplice Portavoce linka un’intervista nella quale Enrico Colombatto contesta la “corruzione” delle giovani mente che vanno a scuola e iniziano a parlare di giustizia sociale, così da pensare che lo stato in futuro gli dovrà garantire servizi come pensioni, sanità, istruzione e così via. Una riflessione in linea con il pensiero dell’economista torinese, che tra l’altro ha redatto una radicale critica libertaria al testo “sacro” di Stiglitz, “La globalizzazione ed i suoi oppositori”, pubblicata dal Mises Institute, uno dei più importanti centri di ricerca del pensiero economico liberista.

La scelta di condividere la riflessione di Colombatto è stata probabilmente dettata dalla recente passione per il default di Beppe Grillo, che da ormai qualche settimana invoca il fallimento per il nostro stato. Il ripudio del debito è un tema popolare a sinistra, ma visto l’esito distruttivo che avrebbe per il potere pubblico è in effetti collocabile a destra, specie nell’ala libertaria-anarcocapitalista che non sembra avere molto a che fare con il MoVimento 5 Stelle. Nei 20 punti per uscire dal buio si chiedeva l’eliminazione dei tagli di scuola e sanità pubblica, così come numerosi programmi di spesa, come l’introduzione del reddito di cittadinanza o l’accesso gratuito alla rete. Proposte che farebbero inorridire Colombatto, e probabilmente neppure il Semplice Portavoce ha notato la contraddizione di citare un simile, ed autorevole, pensatore liberista in un post dove si attaccano le privatizzazioni di Eni oppure Enel come svendita dell’Italia. Dopo il fallimento dell’Opa a sinistra tentata con la candidatura di Rodotà, poi naufragata con il flop alle amministrative, Grillo e Casaleggio potrebbero però pensare a spazi più interessanti a destra, vista la marginalizzazione della Lega e l’inesistenza del Pdl senza Berlusconi, ora minacciato dal carcere.