A Banfora, nel Burkina Faso, continuiamo a seguire con il cuore in gola lo svolgersi della crisi che ha colpito i mercati finanziari e che ora si estende anche all’economia reale. Nessuno ha chiuso occhio in questi giorni durante lo svolgersi del grande evento del G20.

Con immenso sollievo e con grandi speranze abbiamo salutato la scelta di aprire la stanza dei bottoni ai capi di Stati e di governo dei 20 Paesi, che sommano l’85% del Pil e due terzi della popolazione della Terra. Perché abbiamo pensato che nella dichiarazione finale del vertice G20 finalmente ci sarebbe stata la voce di tutti, dei ricchi e dei poveri. Noi non sappiamo leggere ma ci fidiamo e siamo sicuri che finalmente si sono ricordati di noi.
Siamo stati contenti di vedere riuniti tutti quegli uomini importanti, di fronte ad una così grave emergenza planetaria. Perchè ora siamo certi che loro abbiano davvero a cuore i destini dell’umanità. E quando l’uomo più importante presente al vertice, quel simpaticone di Berlusconi ha spiegato che si è trattato di un summit storico, in cui la risposta globale alla crisi globale è stata attuata con un accordo su linee di azioni comuni, abbiamo davvero creduto che qualcosa di nuovo stia accadendo. Che una nuova era sta davvero per avere inizio.
E adesso siamo davvero felici, perché i grandi della Terra hanno detto che al prossimo vertice di aprile riusciranno a definire le nuove regole dei mercati finanziari e che capitalismo e mercato sono centrali per la gestione dello sviluppo economico, perché assicurano benessere e prosperità per tutti. Non parliamo d’altro, mentre passeggiamo per la periferia di Banfora, un magnifico posto dove l’harmattan, il vento secco e caldo del Sahara che soffia senza tregua toglie il fiato agli esseri umani e l’acqua alla terra.
Il nostro cuore è volato alto e leggero quando, dopo la bella foto di rito del vertice, i capi di stato e di governo del G 20 hanno detto che continueranno a lavorare assieme per risolvere la crisi e per riformare il sistema finanziario. E’ bello sapere che nei prossimi mesi tutti loro si impegneranno a rilanciare l’economia con politiche monetarie e fiscali coordinate a livello internazionale, a migliorare la regolamentazione dei mercati finanziari aumentando la trasparenza e i controlli con coordinamento internazionale e soprattutto ad assicurare che le banche riprendano a fornire credito. Tutti i bambini che nell’ultimo anno che sono riusciti a sopravvivere qui hanno fatto i salti di gioia.
Mentre stavano per iniziare i festeggiamenti, abbiamo saputo per caso che alla cena di gala offerta dal Presidente USA George Bush, uno che ha sempre dimostrato con i fatti di avere a cuore i destini dell’umanità, è stato offerto un ottimo vino californiano, un Cabernet Shafer “hillside select” del 2003, che costa 500 dollari a bottiglia. Anche a noi piacerebbe brindare con un paio di quelle bottiglie, quando ci porteranno il benessere. O almeno l’acqua. Ci proveremo, anche se il nostro reddito pro capite è di 1.300 dollari anno.
Insomma, vogliamo ringraziare i grandi della Terra: questo vertice è stato il definitivo segnale che la soluzione per risolvere i problemi dell’umanità è davvero a portata di mano. L’unica cosa che non abbiamo capito ancora è se anche noi del Burkina Faso di quest’umanità facciamo parte.
Buon tutto!






















Berlusconi ha proposto di dar loro briches
@loska:
ne saranno entusiasti!
@Loska: al massimo panettoni
Benessere e prosperità per tutti … ah l’ottimismo, è il profumo della vita … orco —
E dopo questa citazione colta me ne posso andare
e la topa?
Temo di avere la risposta alla loro ultima domanda.. ma me la tengo per me
Un caro saluto, Lisa
le armi contro la crisi…
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