Wikileaks non morirà: “Mai come ora tante donazioni”
13/12/2010 - Anche se i canali di pagamento sono stati bloccati, i finanziamenti continuano a fluire in gran quantità. Ecco come fa a finanziarsi il network di Assange Se qualcuno sperava che il taglio dell’account di PayPal ed il blocco delle carte di credito
Anche se i canali di pagamento sono stati bloccati, i finanziamenti continuano a fluire in gran quantità. Ecco come fa a finanziarsi il network di Assange
Se qualcuno sperava che il taglio dell’account di PayPal ed il blocco delle carte di credito dei circuiti finanziari Visa e Mastercard avesse recato un danno economico al network fondato da Julian Assange, evidentemente, e scusate il gioco di parole, ha sbagliato i conti. A spiegarlo in un’intervista a Der Spiegel è Hendrik Fulda, dell consiglio di amministrazione della Fondazione Wau Holland, uno dei principali canali di finaziamento di WikiLeaks. Wau Holland è stato registrato come un ente di beneficenza tedesco, e porta il nome del defunto hacker tedesco Wau Holland, il co-fondatore dell’influente organizzazione hacker Chaos Computer Club.
WIKILEAKS E’ VIVO PIU’ CHE MAI - Chiede Holger Stark, giornalista della testata tedesca: PayPal, Mastercard e Visa hanno interrotto i flussi di cassa verso Wikileaks. Lo ha messo fuori uso? Risponde Fulda:
“No, significa solo che abbiamo perso una possibilità per la raccolta di donazioni. Naturalmente, la possibilità di pagare tramite PayPal è molto popolare perché è molto facile. Richiede meno sforzi del pagamento tramite bonifico bancario – pochi clic del mouse è tutto ciò che occorre. Abbiamo avuto il doppio delle donazioni attraverso PayPal che attraverso le banche normali, ma ovviamente il modo convenzionale di trasferimento di denaro funziona ancora. La voce che il nostro conto bancario è stato bloccato è falsa. La nostra fondazione non gestisce i pagamenti con carte Visa e Mastercard”.
La controllata Ebay di PayPal giustificata lo stop alle donazioni dicendo che Wikileaks sostiene attività illegali. La risposta di Fulda è:
“Questo è inverosimile e abbiamo preso le vie legali contro di essa. PayPal ha reagito rapidamente e rilasciato le donazioni congelate. La critica poi sul fatto che Wikileaks incoraggi le persone a violare la legge è assurda. PayPal continua a citare i suoi termini e le condizioni di business. Il nostro account rimane bloccato per le nuove donazioni. Se PayPal non vuole lavorare più con noi, troverà sempre un motivo. Vediamo questo capitolo come finito – fine della storia”.













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Benissimo, ho appena estinto il mio saldo paypal, tra un paio di giorni sarà possibile chiudere il conto. Userò i bonifici bancari delle banche on line per pagare via Internet. Metodo più economico anche se un po’ più lento. Per la libertà c’è WikiLeaks, per tutto il resto c’è paypal.
Dimenticavo,
complimenti a giornalettismo, questo articolo non lo si trova da nessuna parte sulla stampa italiana, in quella pagata milioni di euro con i finanziamenti pubblici. Forse proprio per questo non si trova.