Il Nobel che studia il Dna ha due madri

13/12/2010 - Sir Paul Nurse, accademico di prestigio internazionale racconta le vicende di una maternità troppo a lungo negata per “vergogna” che l’ha privato del contatto della madre, ma non del suo amore Credeva fosse la sorella, in realtà era sua madre. Per

     
 

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Sir Paul Nurse, accademico di prestigio internazionale racconta le vicende di una maternità troppo a lungo negata per “vergogna” che l’ha privato del contatto della madre, ma non del suo amore

Credeva fosse la sorella, in realtà era sua madre. Per tutta la sua vita, il professor Sir Paul Nurse ha saputo che lui era diverso dal resto della sua famiglia. E non solo perché era nato molto più tardi rispetto ai suoi tre fratelli, o perché lui eccelleva negli studi. Fin dalla più tenera età, il suo fascino per la scienza era una caratteristica innata, una caratteristica non certamente condivisa con il padre, un meccanico,  né con sua madre, un domestica part-time. La sua biografia racconta come da bambino, vagando per il parco avrebbe notato che le foglie erano più grandi sulle piante che crescono all’ombra. Quando lo Sputnik 2 fu lanciato in orbita nel 1957, rimase paralizzato nel giardino della casa di famiglia, a guardare il cielo. Crescendo, si è chiesto spesso da dove la sua passione per cercare di dare un senso al mondo intorno a lui potesse venire. Non è affatto sorprendente quindi che Sir Paul fosse incuriosito dalla peculiarità del suo patrimonio genetico.

UN NOBEL FIGLIO DI NESSUNO? - Nurse è un genetista premio Nobel che è appena diventato presidente della Royal Society. Tutti gli studi della sua vita ha ruotato intorno alla “grande elica”, cercando di capire il ruolo svolto dal DNA. Così, quando ha scoperto per caso tre anni fa che era stato ingannato sulla sua vera identità genetica, l’ironia non gli è difettata. “Sono sempre stato interessato al mio  patrimonio genetico, perché ero sempre fuori posto nella mia famiglia. Ma anche se io sono un esperto, la mia famiglia è riuscita a mantenere le mie origini genetiche segrete per più di mezzo secolo”, dice, sorridendo ironicamente. ‘”e persone che ho pensato fossero state i miei genitori non lo erano”. La rivelazione è arrivata al 61enne genetista, quando fece domanda di una “green card” che gli avrebbe permesso di resiedere permanente negli Stati Uniti. A quel tempo aveva vissuto in America per tre anni ed era stato preside della New York Rockefeller University, così, quando la sua domanda fu respinta rimase molto sorpreso. Gli fu detto che c’era un problema con la versione in forma abbreviata del suo certificato di nascita, che non conteneva i nomi dei suoi genitori, così fece domanda per una versione più completa. “Quando è arrivò  - dice Nurse –  la mia segretaria mi ha chiesto se avessi fatto un errore con il nome di mia madre. Risposi: “Certo che no.” “Lei lo diede a me e per i secondi successivi fui completamente esterrefatto. Vidi che accanto alla parola “mamma” c’era il nome di mia sorella Miriam, e accanto al “padre” c’era solo un trattino. Io non ci credevo, in un primo momento: ho pensato ad un refuso burocratico”.

     
 

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