I casi Scilipoti e Razzi infiammano la vigilia del voto in parlamento che deciderà il destino del governo Berlusconi
Da una parte c’è l’onorevole Giorgio Stracquadanio, per il quale “non è reato pagare il mutuo a un deputato”, dall’altro c’è Paolo Guzzanti che dice di apprendere “con sorpresa che il mio segretario ha deciso che dobbiamo votare la sfiducia (quello del Pli), ma se il premier dichiarerà che la legge elettorale vigente è morta, io voterò la fiducia”.
IL GRANDE MERCATO – Il gran mercato delle vacche, insomma, è in pieno svolgimento, e i protagonisti sono quelli annunciati: Razzi, Scilipoti, Cesario e Calearo in prima linea, pronti ad offrire la stampella a Silvio per rimanere a galla, mentre altri sarebbero pronti a muoversi allo scopo di movimentare la legislatura dopo troppo tempo passato a scaldare i banchi dell’opposizione. Sabatino Aracu, vicecapogruppo PdL alla Camera, racconta di cosa ha parlato con l’ex IdV Antonio Razzi:
Si dice anche che lei abbia avuto un ruolo nel passaggio del dipietrista al partito della fiducia. Che tipo di ruolo ha svolto?
«Ma nessun ruolo. Quel che ha deciso di fare lo ha maturato da solo. Sono suo amico e basta».




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