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	<title>Commenti a: Eluana, la Chiesa e l&#8217;imposizione della sofferenza</title>
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		<title>Di: Fabio Milocco</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/10332/eluana-la-chiesa-e-limposizione-della-sofferenza/#comment-62153</link>
		<dc:creator>Fabio Milocco</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Jul 2010 16:44:21 +0000</pubDate>
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		<description>Non riesco a capire cosa c&#039;entri Galileo (http://www.storialibera.it/epoca_moderna/galileo_galilei/articolo.php?id=2212&amp;titolo=2.%20Galileo%20e%20la%20chiesa) e Da Vinci con questo articolo, ma si vede che così si attira più &quot;share&quot;. Come le donne mezze nude in tv :D

A parte gli scherzi, qualcuno mi potrebbe spiegare se l&#039;articolo è su Eluana o sulla Chiesa retrograda e assassina (o almeno presunta tale)?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non riesco a capire cosa c&#8217;entri Galileo (<a href="http://www.storialibera.it/epoca_moderna/galileo_galilei/articolo.php?id=2212&#038;titolo=2.%20Galileo%20e%20la%20chiesa" rel="nofollow">http://www.storialibera.it/epoca_moderna/galileo_galilei/articolo.php?id=2212&#038;titolo=2.%20Galileo%20e%20la%20chiesa</a>) e Da Vinci con questo articolo, ma si vede che così si attira più &#8220;share&#8221;. Come le donne mezze nude in tv <img src='http://www.giornalettismo.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>A parte gli scherzi, qualcuno mi potrebbe spiegare se l&#8217;articolo è su Eluana o sulla Chiesa retrograda e assassina (o almeno presunta tale)?</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Pastore Abele Aureli</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/10332/eluana-la-chiesa-e-limposizione-della-sofferenza/#comment-54224</link>
		<dc:creator>Pastore Abele Aureli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 11:04:22 +0000</pubDate>
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		<description>In un modo o nell&#039;altro, a pagare sono sempre i più deboli! ...Pensiamoci, Se mi ammazzano la famiglia e nella nazione c&#039;è la legge capitale oppure solo l&#039;ergastolo, il criminale la fa franca e chi ci rimette sono i famigliari delle vittime, le quali hanno subito il torto. Nel caso o nei casi di Eluana, muore chi non può dire nulla, e tutto questo secondo me, non per alleviare la sua cosiddetta &quot;tortura&quot;, ma per alleviare quella degli altri! Se un giudice non può togliere la vita ad un criminale che ha ammazzato i suoi simili, non può neppure toglierla a chi non ha fatto nulla di male! La vita la può togliere solo chi l&#039;ha data, ma neppure i criminali la possono togliere, quindi, co si macchia di un tale crimine deve pagare con la propria vita!!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In un modo o nell&#8217;altro, a pagare sono sempre i più deboli! &#8230;Pensiamoci, Se mi ammazzano la famiglia e nella nazione c&#8217;è la legge capitale oppure solo l&#8217;ergastolo, il criminale la fa franca e chi ci rimette sono i famigliari delle vittime, le quali hanno subito il torto. Nel caso o nei casi di Eluana, muore chi non può dire nulla, e tutto questo secondo me, non per alleviare la sua cosiddetta &#8220;tortura&#8221;, ma per alleviare quella degli altri! Se un giudice non può togliere la vita ad un criminale che ha ammazzato i suoi simili, non può neppure toglierla a chi non ha fatto nulla di male! La vita la può togliere solo chi l&#8217;ha data, ma neppure i criminali la possono togliere, quindi, co si macchia di un tale crimine deve pagare con la propria vita!!!</p>
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	<item>
		<title>Di: + Giovanni Climaco Mapelli</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/10332/eluana-la-chiesa-e-limposizione-della-sofferenza/#comment-20821</link>
		<dc:creator>+ Giovanni Climaco Mapelli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 01:35:40 +0000</pubDate>
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		<description>CHIESA + CRISTIANA ANTICA + CATTOLICA  E + APOSTOLICA
             CENTRO STUDI TEOLOGICI di MILANO

                                                                                                                         *   *   *
 
 
 
 
 
          EDITORIALE
 
 dalla RIVISTA di Teologia
ECCLESIA DEI
         Milano, 9 gennaio 2009
 
 
 
 
 
anticipazione alla stampa:


ELUANA ENGLARO : CHI DIFENDE LA VITA PER IMPORRE UN DIO SENZA UMANITA&#039; NE&#039; PIETAS
 
Ci siamo astenuti dal parlare sul caso di Eluana Englaro (e del suo papà Peppino) per mesi e mesi...
lo abbiamo fatto per scelta meditata, dato che tutti parlavano spesso a vanvera... e abbiamo taciuto perchè le parole ci si paralizzavano in mente ogni volta che tentavamo di scriverle, anche per quel senso del tremendo che ci pervadeva...
li abbiamo visti, (uso il plurale perchè mi sembra di vedere anche la ragazza Eluana accanto al padre che cerca risposte ad una medicina che ha rischiato e rischia di divenire sempre più disumana...)  salire una china, come fosse un calvario infinito, inerpicarsi nei meandri dei tribunali, delle corti di appello e delle supreme corti di cassazione, con addosso anche fisicamente ministri e sottosegretari, che esternavano, commentavano, intimavano e redarguivano, ed in ultimo anche il presidente del consiglio sceso in campo more solito con la sua consueta finezza dell&#039;elefante in una cristalleria.
Poi abbiamo visto e udito anche cardinali e vescovi (questi non mancano mai in questo Paese....)
che predicavano rispetto e non ne portavano affatto, dentro omelie fumose sull&#039;amore, una pletora di buoni sentimenti che però non cambiava la sostanza delle cose:
una ragazza giace da oltre 17 anni in un letto inferma totalmente, senza pressochè alcun segno di vita (non la vita biologica tout court, cioè quella puramente vegetativa, che non è certamente la &quot;vita&quot; come noi la intendiamo nell&#039;accezione più semplice e comune dove una persona sente, parla, ama, vede, gioisce, soffre, si relaziona al mondo circostante e alle altre persone, o se non vede e non sente, nè cammina o altro è comunque partecipe al sè e al resto del mondo...)
Eluana è una morta tenuta in vita da un macchinario che le propina ogni giorno la sua dose quotidiana per poter sopravvivere, meglio sopramorire, all&#039;indefinito, mentre il suo corpo va in disfacimento e la sua psiche e la sua anima sono morte dentro un involucro sordo...
Tenuta non in vita ma in morte dilazionata, fatta perpetuare a se stessa nel tempo, obbligata, senza alcuna sua volontà esprimibile o contro ogni sua volontà a suo tempo espressa, a sussistere senza speranza nè di ritornare all&#039;antica vita vita, vera e vitale, nè di sfuggire alla ineludibile morte che sarà comunque la fine della vicenda.
Sospesa tra una agonia continua e l&#039;ultimo respiro, con un tubo o una sonda nel tratto digerente che alimenta il corpo privo della volontà e della forza per vivere...
Tutto questo inutile calvario, molti dei nostri politici, o metre a penser del rien, la chiamano vita da difendere...
e sono anche cristiani e cattolici, e certificano in tal modo la loro assenza di speranza e di fede nella vita &quot;del mondo che verrà&quot; , come recita il loro stesso Credo, dato che danno per certo che il corpo di Eluana tragicamente finirà sotto terra e non avrà posto in cielo quel che rimane di lei, l&#039;essenza più alta, secondo la fede stessa della Chiesa, tramandataci dagli apostoli di Cristo.
Una domanda non sorge forse alle anticamere delle menti degli intelligentoni e sostenitori dell&#039;obbligo a sussistere comunque, senza se e senza ma: cosa ne sarebbe stato di questa ragazza se soltanto fosse nata in tempi in cui certi macchinari complessi per l&#039;alimentazione coatta non fossero esistiti.
Sarebbe morta, in modo naturale, dopo poco tempo, risparmiando anche un calvario disumano a sè e ai suoi cari che non l&#039;hanno mai abbandonata...
Ed è ben significativo il nuovo oscurantismo tutto cattolico e tutto vaticano, paladino sempre del diritto a nascere e vivere e difensore della vita, che mentre proibisce le tecniche di supporto scientifiche e le metodiche sofisticate per permettere alle donne una procreazione assistita (dicono artificiale) in caso di grave e irreversibile sterilità, e quindi si oppone alla nascita di una nuova vita, vuole invece che altrettanto sofisticate macchine e ausili di supporto continuino a funzionare per tenere in vita una vita-morta.
Oppure dove ci si ostina con testardaggine degna di migliore causa a voler proibire per legge la ricerca scientifica sulle cellule staminali anche embrionali, che porterebbero notevoli progressi in tanti campi medici della cura di malattie invalidanti e paralizzanti che conducono a degli stati di invalidità totali simili a quelli di Eluana o di Giorgio Welbi.
Non è per lo meno contraddittorio questo?
In realtà ascoltando la lezione storica dello psicoanalista Eric Fromm su questi temi non è del tutto così inconcepibile ciò che succede, infatti chi ha un&#039;idea della vita come condanna da espiare per un peccato originale neppure compiuto dal soggetto, ma ereditato nefastamente dal progenitore antico, deve subire tutte le conseguenze di quel peccato giunto nel corpo stesso della natura e della natura umana.
Pertanto, secondo tale teologia sottesa e non dichiarata ma pervicace,  l&#039;uomo soffre dentro il quadro di una punizione divina arcaica, di fronte ad un Dio insensibile e impassibile al nostro dolore e alla nostra disperazione.
Solo la sofferenza e la morte di Cristo hanno un po&#039; mitigato questa originale condanna divina, poichè attraverso la sofferenza, secondo San Paolo, noi tutti &quot;completiamo nel nostro corpo ciò che manca alla passione di Cristo&quot;.
Pensare ancora oggi, dopo secoli di persecuzioni e violenze fatte anche dalle Chiese con tante vittime inermi ed innocenti seminate nel percorso della storia del cristianesimo,  che alla passione di Cristo manchi qualcosa, e che si debba ancora soffrire perchè venga tacitata e sopita una specie di castigo e una sete di vendetta del Padre Eterno, è a dir poco sconvolgente e scandaloso, per chi vede invece in Gesù colui che curando e guarendo i malati  dice ai sofferenti del suo tempo : &quot;venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi darò ristoro... poichè il mio giogo è leggero e il mio peso è soave!&quot;
Che la Chiesa cattolica romana di oggi pensi invece di indicarci un Dio impassibile e un Cristo che sta fuori dalla storia sul trono a guardare come un pantocrator privo di cuore, crediamo che sia quasi blasfemo...
Eluana, credente o non credente, ha diritto ad una morte umana?
Eluana, per chi crede, può tornare finalmente da questa vita ingrata e ingiustamente crudele e dura con lei, finalmente nelle braccia del Padre celeste?
Chi di noi può obbligarla ancora a stare in un letto come su di una croce, dopo che Cristo vi è rimasto soltanto per tre ore, dalla sesta ora alla nona?... quando ha gridato &quot;tutto è compiuto?&quot;
Non si può dire di amare la vita, soltano quella in astratto, che non si incarna nei corpi e nelle persone che ci sono accanto, facendo finta di non vedere lo strazio infinito...
La vita è incarnata in questo limite, la sua finitudine, e questo limite la limita anche nel dolore: non è un omicidio o una eutanasia, togliere un macchinario (quand&#039;anche di alimentazione e idratazione) che fa&#039; perdurare il male e la sofferenza di vivere non vivendo, per il solo scopo di persistere comunque: una vita di oscurità buia dove non vi è un solo barlume di luce.
Amare la vita non è costringere in un letto di immobilità una ragazza che ormai non ha altro di buono che poter lasciare questa infelice terra.
Il Padre di Eluana non vuole che il Papa e la Chiesa di Roma gli impongano i loro valori, il loro modo di intendere la vita e la morte, il loro modo di vivere e di morire...
Il Padre di Eluana non vuole essere costretto a fare ciò che la sua coscienza, maturata in 17 anni di dolore inascoltato, ha ormai deciso...
La Chiesa che crede in Dio non sa perchè Dio lasci un corpo senza vita legato per anni in un letto senza speranza...
Se non sa perchè Dio permette questo, se per questa categoria di tragedie e di drammi essa usa il termine (forse abusato) di mistero, non può almeno di fronte al mistero, come dicevano le Chiese orientali,  astenersi dal
suo perentorio ed apodittico giudizio?
Non sarebbe anche questa una scelta ed una testimonianza di carità fraterna e di amore cristiano?...
 
 
                    I Teologi del
CENTRO STUDI TEOLOGICI di MILANO
 
      + Giovanni Climaco Mapelli
             Arcivescovo Primate
della Chiesa Cristiana Antica Cattolica e Apostolica</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>CHIESA + CRISTIANA ANTICA + CATTOLICA  E + APOSTOLICA<br />
             CENTRO STUDI TEOLOGICI di MILANO</p>
<p>                                                                                                                         *   *   *</p>
<p>          EDITORIALE</p>
<p> dalla RIVISTA di Teologia<br />
ECCLESIA DEI<br />
         Milano, 9 gennaio 2009</p>
<p>anticipazione alla stampa:</p>
<p>ELUANA ENGLARO : CHI DIFENDE LA VITA PER IMPORRE UN DIO SENZA UMANITA&#8217; NE&#8217; PIETAS</p>
<p>Ci siamo astenuti dal parlare sul caso di Eluana Englaro (e del suo papà Peppino) per mesi e mesi&#8230;<br />
lo abbiamo fatto per scelta meditata, dato che tutti parlavano spesso a vanvera&#8230; e abbiamo taciuto perchè le parole ci si paralizzavano in mente ogni volta che tentavamo di scriverle, anche per quel senso del tremendo che ci pervadeva&#8230;<br />
li abbiamo visti, (uso il plurale perchè mi sembra di vedere anche la ragazza Eluana accanto al padre che cerca risposte ad una medicina che ha rischiato e rischia di divenire sempre più disumana&#8230;)  salire una china, come fosse un calvario infinito, inerpicarsi nei meandri dei tribunali, delle corti di appello e delle supreme corti di cassazione, con addosso anche fisicamente ministri e sottosegretari, che esternavano, commentavano, intimavano e redarguivano, ed in ultimo anche il presidente del consiglio sceso in campo more solito con la sua consueta finezza dell&#8217;elefante in una cristalleria.<br />
Poi abbiamo visto e udito anche cardinali e vescovi (questi non mancano mai in questo Paese&#8230;.)<br />
che predicavano rispetto e non ne portavano affatto, dentro omelie fumose sull&#8217;amore, una pletora di buoni sentimenti che però non cambiava la sostanza delle cose:<br />
una ragazza giace da oltre 17 anni in un letto inferma totalmente, senza pressochè alcun segno di vita (non la vita biologica tout court, cioè quella puramente vegetativa, che non è certamente la &#8220;vita&#8221; come noi la intendiamo nell&#8217;accezione più semplice e comune dove una persona sente, parla, ama, vede, gioisce, soffre, si relaziona al mondo circostante e alle altre persone, o se non vede e non sente, nè cammina o altro è comunque partecipe al sè e al resto del mondo&#8230;)<br />
Eluana è una morta tenuta in vita da un macchinario che le propina ogni giorno la sua dose quotidiana per poter sopravvivere, meglio sopramorire, all&#8217;indefinito, mentre il suo corpo va in disfacimento e la sua psiche e la sua anima sono morte dentro un involucro sordo&#8230;<br />
Tenuta non in vita ma in morte dilazionata, fatta perpetuare a se stessa nel tempo, obbligata, senza alcuna sua volontà esprimibile o contro ogni sua volontà a suo tempo espressa, a sussistere senza speranza nè di ritornare all&#8217;antica vita vita, vera e vitale, nè di sfuggire alla ineludibile morte che sarà comunque la fine della vicenda.<br />
Sospesa tra una agonia continua e l&#8217;ultimo respiro, con un tubo o una sonda nel tratto digerente che alimenta il corpo privo della volontà e della forza per vivere&#8230;<br />
Tutto questo inutile calvario, molti dei nostri politici, o metre a penser del rien, la chiamano vita da difendere&#8230;<br />
e sono anche cristiani e cattolici, e certificano in tal modo la loro assenza di speranza e di fede nella vita &#8220;del mondo che verrà&#8221; , come recita il loro stesso Credo, dato che danno per certo che il corpo di Eluana tragicamente finirà sotto terra e non avrà posto in cielo quel che rimane di lei, l&#8217;essenza più alta, secondo la fede stessa della Chiesa, tramandataci dagli apostoli di Cristo.<br />
Una domanda non sorge forse alle anticamere delle menti degli intelligentoni e sostenitori dell&#8217;obbligo a sussistere comunque, senza se e senza ma: cosa ne sarebbe stato di questa ragazza se soltanto fosse nata in tempi in cui certi macchinari complessi per l&#8217;alimentazione coatta non fossero esistiti.<br />
Sarebbe morta, in modo naturale, dopo poco tempo, risparmiando anche un calvario disumano a sè e ai suoi cari che non l&#8217;hanno mai abbandonata&#8230;<br />
Ed è ben significativo il nuovo oscurantismo tutto cattolico e tutto vaticano, paladino sempre del diritto a nascere e vivere e difensore della vita, che mentre proibisce le tecniche di supporto scientifiche e le metodiche sofisticate per permettere alle donne una procreazione assistita (dicono artificiale) in caso di grave e irreversibile sterilità, e quindi si oppone alla nascita di una nuova vita, vuole invece che altrettanto sofisticate macchine e ausili di supporto continuino a funzionare per tenere in vita una vita-morta.<br />
Oppure dove ci si ostina con testardaggine degna di migliore causa a voler proibire per legge la ricerca scientifica sulle cellule staminali anche embrionali, che porterebbero notevoli progressi in tanti campi medici della cura di malattie invalidanti e paralizzanti che conducono a degli stati di invalidità totali simili a quelli di Eluana o di Giorgio Welbi.<br />
Non è per lo meno contraddittorio questo?<br />
In realtà ascoltando la lezione storica dello psicoanalista Eric Fromm su questi temi non è del tutto così inconcepibile ciò che succede, infatti chi ha un&#8217;idea della vita come condanna da espiare per un peccato originale neppure compiuto dal soggetto, ma ereditato nefastamente dal progenitore antico, deve subire tutte le conseguenze di quel peccato giunto nel corpo stesso della natura e della natura umana.<br />
Pertanto, secondo tale teologia sottesa e non dichiarata ma pervicace,  l&#8217;uomo soffre dentro il quadro di una punizione divina arcaica, di fronte ad un Dio insensibile e impassibile al nostro dolore e alla nostra disperazione.<br />
Solo la sofferenza e la morte di Cristo hanno un po&#8217; mitigato questa originale condanna divina, poichè attraverso la sofferenza, secondo San Paolo, noi tutti &#8220;completiamo nel nostro corpo ciò che manca alla passione di Cristo&#8221;.<br />
Pensare ancora oggi, dopo secoli di persecuzioni e violenze fatte anche dalle Chiese con tante vittime inermi ed innocenti seminate nel percorso della storia del cristianesimo,  che alla passione di Cristo manchi qualcosa, e che si debba ancora soffrire perchè venga tacitata e sopita una specie di castigo e una sete di vendetta del Padre Eterno, è a dir poco sconvolgente e scandaloso, per chi vede invece in Gesù colui che curando e guarendo i malati  dice ai sofferenti del suo tempo : &#8220;venite a me voi tutti che siete affaticati e oppressi e io vi darò ristoro&#8230; poichè il mio giogo è leggero e il mio peso è soave!&#8221;<br />
Che la Chiesa cattolica romana di oggi pensi invece di indicarci un Dio impassibile e un Cristo che sta fuori dalla storia sul trono a guardare come un pantocrator privo di cuore, crediamo che sia quasi blasfemo&#8230;<br />
Eluana, credente o non credente, ha diritto ad una morte umana?<br />
Eluana, per chi crede, può tornare finalmente da questa vita ingrata e ingiustamente crudele e dura con lei, finalmente nelle braccia del Padre celeste?<br />
Chi di noi può obbligarla ancora a stare in un letto come su di una croce, dopo che Cristo vi è rimasto soltanto per tre ore, dalla sesta ora alla nona?&#8230; quando ha gridato &#8220;tutto è compiuto?&#8221;<br />
Non si può dire di amare la vita, soltano quella in astratto, che non si incarna nei corpi e nelle persone che ci sono accanto, facendo finta di non vedere lo strazio infinito&#8230;<br />
La vita è incarnata in questo limite, la sua finitudine, e questo limite la limita anche nel dolore: non è un omicidio o una eutanasia, togliere un macchinario (quand&#8217;anche di alimentazione e idratazione) che fa&#8217; perdurare il male e la sofferenza di vivere non vivendo, per il solo scopo di persistere comunque: una vita di oscurità buia dove non vi è un solo barlume di luce.<br />
Amare la vita non è costringere in un letto di immobilità una ragazza che ormai non ha altro di buono che poter lasciare questa infelice terra.<br />
Il Padre di Eluana non vuole che il Papa e la Chiesa di Roma gli impongano i loro valori, il loro modo di intendere la vita e la morte, il loro modo di vivere e di morire&#8230;<br />
Il Padre di Eluana non vuole essere costretto a fare ciò che la sua coscienza, maturata in 17 anni di dolore inascoltato, ha ormai deciso&#8230;<br />
La Chiesa che crede in Dio non sa perchè Dio lasci un corpo senza vita legato per anni in un letto senza speranza&#8230;<br />
Se non sa perchè Dio permette questo, se per questa categoria di tragedie e di drammi essa usa il termine (forse abusato) di mistero, non può almeno di fronte al mistero, come dicevano le Chiese orientali,  astenersi dal<br />
suo perentorio ed apodittico giudizio?<br />
Non sarebbe anche questa una scelta ed una testimonianza di carità fraterna e di amore cristiano?&#8230;</p>
<p>                    I Teologi del<br />
CENTRO STUDI TEOLOGICI di MILANO</p>
<p>      + Giovanni Climaco Mapelli<br />
             Arcivescovo Primate<br />
della Chiesa Cristiana Antica Cattolica e Apostolica</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gregorj</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/10332/eluana-la-chiesa-e-limposizione-della-sofferenza/#comment-20817</link>
		<dc:creator>gregorj</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 23:19:26 +0000</pubDate>
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		<description>uff.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>uff.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Sere</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/10332/eluana-la-chiesa-e-limposizione-della-sofferenza/#comment-20816</link>
		<dc:creator>Sere</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 21:26:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=10332#comment-20816</guid>
		<description>Ma ti sei documentato prima di scrivere? Mi hai fatto perdere un quarto d&#039;ora a leggere cavolate che per scrupolo ho anche controllato...
La Chiesa considera un gesto nobile donare gli organi.
La Chiesa non è assolutamente contro alla sperimentazione sulle staminali adulte nè fetali provenienti da aborti volontari.
Poi quel pippotto anacronistico su Galilei e Leonardo te lo potevi risparmiare...se tutti ragionassero come te gli Ebrei andrebbero puniti per la morte di Cristo...
Se vuoi criticare la Chiesa con motivazioni fondate impegnati un po&#039; di più.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma ti sei documentato prima di scrivere? Mi hai fatto perdere un quarto d&#8217;ora a leggere cavolate che per scrupolo ho anche controllato&#8230;<br />
La Chiesa considera un gesto nobile donare gli organi.<br />
La Chiesa non è assolutamente contro alla sperimentazione sulle staminali adulte nè fetali provenienti da aborti volontari.<br />
Poi quel pippotto anacronistico su Galilei e Leonardo te lo potevi risparmiare&#8230;se tutti ragionassero come te gli Ebrei andrebbero puniti per la morte di Cristo&#8230;<br />
Se vuoi criticare la Chiesa con motivazioni fondate impegnati un po&#8217; di più.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Lucia</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/10332/eluana-la-chiesa-e-limposizione-della-sofferenza/#comment-15859</link>
		<dc:creator>Lucia</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 18:52:45 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=10332#comment-15859</guid>
		<description>Penelope scrive:
&quot;Per “la persona umana” (ci sarà anche quella animale?!) si pontifica sul nulla e si sprecano decine e decine di parole per dire “perchè voi valete”. Ma per cortesia, l’importanza che ci attribuiamo va oltre ogni minima decenza.&quot;

Gran bella considerazione che hai del genere umano!...uomo in quanto &quot;spirito e corpo&quot;.
Penelope rappresentiamo il nulla vero?
se la morte pone fine ad ogni cosa, che senso ha nascere, crescere, sacrificarsi, soffrire, impegnarsi?
Che senso ha la vita se poi tutto si riduce al nulla?...essendo secondo te l&#039;uomo solo materia deteriorabile!
ma non è cosi...perchè l&#039;uomo è fatto non solo di materia, ma anche dell&#039;intelletto e dello spirito...la morte è disgregazione della materia...ma l&#039;anima non può digregarsi e morire:è immortale!
Quindi, Penelope, cerca di attribuire più importanza alla persona umana in quanto tale: non siamo delle cavie!
Ed essendo cattolica, per quanto concerne Eluana, non commento...ma merita rispetto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Penelope scrive:<br />
&#8220;Per “la persona umana” (ci sarà anche quella animale?!) si pontifica sul nulla e si sprecano decine e decine di parole per dire “perchè voi valete”. Ma per cortesia, l’importanza che ci attribuiamo va oltre ogni minima decenza.&#8221;</p>
<p>Gran bella considerazione che hai del genere umano!&#8230;uomo in quanto &#8220;spirito e corpo&#8221;.<br />
Penelope rappresentiamo il nulla vero?<br />
se la morte pone fine ad ogni cosa, che senso ha nascere, crescere, sacrificarsi, soffrire, impegnarsi?<br />
Che senso ha la vita se poi tutto si riduce al nulla?&#8230;essendo secondo te l&#8217;uomo solo materia deteriorabile!<br />
ma non è cosi&#8230;perchè l&#8217;uomo è fatto non solo di materia, ma anche dell&#8217;intelletto e dello spirito&#8230;la morte è disgregazione della materia&#8230;ma l&#8217;anima non può digregarsi e morire:è immortale!<br />
Quindi, Penelope, cerca di attribuire più importanza alla persona umana in quanto tale: non siamo delle cavie!<br />
Ed essendo cattolica, per quanto concerne Eluana, non commento&#8230;ma merita rispetto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: solange</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/10332/eluana-la-chiesa-e-limposizione-della-sofferenza/#comment-15828</link>
		<dc:creator>solange</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 16:55:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=10332#comment-15828</guid>
		<description>Cara PENELOPE, hai mai visto un cane in chiesa ?!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara PENELOPE, hai mai visto un cane in chiesa ?!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: x Zamaz e non solo</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/10332/eluana-la-chiesa-e-limposizione-della-sofferenza/#comment-15826</link>
		<dc:creator>x Zamaz e non solo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 15:54:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=10332#comment-15826</guid>
		<description>Come dicevo, prima di lanciare accuse, dall&#039;anticlericalismo a tutto il resto, è meglio prima documentarsi.Anche leggendo l&#039;intervista che riporto qui in basso.
pino nicotri
-----------------------------
di Franca Giansoldati 
CITTA’ DEL VATICANO (15 novembre) - Carità, comprensione, pietas. Sono parole che ripete più e più volte pensando a Eluana. Monsignor Giuseppe Casale, classe 1923, ex arcivescovo di Foggia è una voce fuori dal coro che, con coraggio, preferisce arrestarsi davanti al grande mistero della morte. Da pastore lui si rifiuta di dare giudizi, di emettere condanne. «Di fronte a questo grande mistero dovremmo avere tutti più rispetto e attenzione. Soprattutto lasciare la possibilità agli interessati di decidere in modo chiaro e sereno».

Dunque lei è favorevole al testamento biologico?
«Sì senza dubbio. Io sono per una vita piena. Nel caso di persone costrette allo stato vegetativo permanente, dico solo che ci si accanisce sulla vita. Eluana vive perché alimentata artificialmente. La sua è una vita ridotta al minimo, non è una vita piena, è vita vegetativa».

Ma è sempre vita.
«Mi interrogo e mi chiedo: davanti a casi simili si può parlare di vita umana, intesa come esistenza piena di relazioni? Noi sappiamo che esistono ammalati gravi, gravissimi, che al contrario possono interagire, farsi ascoltare, essere toccati, reagire, amare, avere sensibilità: ecco, questa per me è ancora vita, per il resto si può solo parlare di stato vegetativo. Posso capire, accostandomi con pietas cristiana, la decisione di un padre davanti ad una figlia in quello stato».

Lei contesta l’accanimento terapeutico?
«Io osservo solo che tutto questo chiasso, la solita battaglia tra guelfi e ghibellini, impedisce di fatto una riflessione serena, che in Italia sarebbe importante. E invece si litiga e alla fine, purtroppo, si perde di vista un aspetto importante: che l’alimentazione artificiale, come quella somministrata dai medici ai malati in stato vegetativo permanente, è una forma di accanimento, se la si toglie provoca la morte. Pertanto, forse, non si può più parlare di eutanasia. Penso che bisognerebbe definire al più presto il problema del testamento biologico, contenente le ultime volontà di vita».

Cosa direbbe al signor Englaro, se lo avesse dzavanti?
«Lo abbraccerei, gli farei arrivare la partecipazione con la quale, a distanza, l’ho accompagnato spiritualmente in questo calvario, da quando è iniziata la malattia della ragazza, sino al dramma successivo. Il mio augurio è che possano arrivare la pace e la serenità, sia per Eluana che per lui. Pregherò per loro».

Staccare l’alimentazione e l’idratazione non è eutanasia?
«In questo caso alimentazione e idratazione si possono parificare ad un accanimento terapeutico. E poi comunque, quando c’è un consenso alla base. Voglio dire che il padre sapeva bene che cosa avrebbe voluto la figlia medesima».

Lei ricorrerebbe a disposizioni ben precise nel caso dovesse trovarsi in condizioni analoghe a quelle di Eluana?
«Certamente. Per una persona che crede, e io credo in Dio onnipotente, la fine della vita non è “la fine” ma solo il passare da una condizione all’altra. Per un cristiano non è la morte totale. Se mi ritrovassi in una situazione analoga, non vorrei che mi alimentassero artificialmente con le macchine. Noi continuiamo a fare battaglie per la vita, come se la morte terrena fosse la fine della persona, e invece si schiude una esistenza nuova».

Decisamente controcorrente.
«Credo nell’immortalità dell’anima e nella resurrezione dei corpi. Non so cosa il Signore mi riserverà, ma non vorrei nessun accanimento. Spererei solo di avere accanto a me persone care, cui affidare parole di speranza, nella certezza che ci si rivedrà nel Signore. Noi continuiamo a fare un errore grossolano...».

Cioè?
«Vedere la morte e la malattia grave con l’occhio della tecnica, mentre dovremmo accostarci al nostro spegnimento come un passaggio, non dunque come un pericolo, una mannaia».</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come dicevo, prima di lanciare accuse, dall&#8217;anticlericalismo a tutto il resto, è meglio prima documentarsi.Anche leggendo l&#8217;intervista che riporto qui in basso.<br />
pino nicotri<br />
&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<br />
di Franca Giansoldati<br />
CITTA’ DEL VATICANO (15 novembre) &#8211; Carità, comprensione, pietas. Sono parole che ripete più e più volte pensando a Eluana. Monsignor Giuseppe Casale, classe 1923, ex arcivescovo di Foggia è una voce fuori dal coro che, con coraggio, preferisce arrestarsi davanti al grande mistero della morte. Da pastore lui si rifiuta di dare giudizi, di emettere condanne. «Di fronte a questo grande mistero dovremmo avere tutti più rispetto e attenzione. Soprattutto lasciare la possibilità agli interessati di decidere in modo chiaro e sereno».</p>
<p>Dunque lei è favorevole al testamento biologico?<br />
«Sì senza dubbio. Io sono per una vita piena. Nel caso di persone costrette allo stato vegetativo permanente, dico solo che ci si accanisce sulla vita. Eluana vive perché alimentata artificialmente. La sua è una vita ridotta al minimo, non è una vita piena, è vita vegetativa».</p>
<p>Ma è sempre vita.<br />
«Mi interrogo e mi chiedo: davanti a casi simili si può parlare di vita umana, intesa come esistenza piena di relazioni? Noi sappiamo che esistono ammalati gravi, gravissimi, che al contrario possono interagire, farsi ascoltare, essere toccati, reagire, amare, avere sensibilità: ecco, questa per me è ancora vita, per il resto si può solo parlare di stato vegetativo. Posso capire, accostandomi con pietas cristiana, la decisione di un padre davanti ad una figlia in quello stato».</p>
<p>Lei contesta l’accanimento terapeutico?<br />
«Io osservo solo che tutto questo chiasso, la solita battaglia tra guelfi e ghibellini, impedisce di fatto una riflessione serena, che in Italia sarebbe importante. E invece si litiga e alla fine, purtroppo, si perde di vista un aspetto importante: che l’alimentazione artificiale, come quella somministrata dai medici ai malati in stato vegetativo permanente, è una forma di accanimento, se la si toglie provoca la morte. Pertanto, forse, non si può più parlare di eutanasia. Penso che bisognerebbe definire al più presto il problema del testamento biologico, contenente le ultime volontà di vita».</p>
<p>Cosa direbbe al signor Englaro, se lo avesse dzavanti?<br />
«Lo abbraccerei, gli farei arrivare la partecipazione con la quale, a distanza, l’ho accompagnato spiritualmente in questo calvario, da quando è iniziata la malattia della ragazza, sino al dramma successivo. Il mio augurio è che possano arrivare la pace e la serenità, sia per Eluana che per lui. Pregherò per loro».</p>
<p>Staccare l’alimentazione e l’idratazione non è eutanasia?<br />
«In questo caso alimentazione e idratazione si possono parificare ad un accanimento terapeutico. E poi comunque, quando c’è un consenso alla base. Voglio dire che il padre sapeva bene che cosa avrebbe voluto la figlia medesima».</p>
<p>Lei ricorrerebbe a disposizioni ben precise nel caso dovesse trovarsi in condizioni analoghe a quelle di Eluana?<br />
«Certamente. Per una persona che crede, e io credo in Dio onnipotente, la fine della vita non è “la fine” ma solo il passare da una condizione all’altra. Per un cristiano non è la morte totale. Se mi ritrovassi in una situazione analoga, non vorrei che mi alimentassero artificialmente con le macchine. Noi continuiamo a fare battaglie per la vita, come se la morte terrena fosse la fine della persona, e invece si schiude una esistenza nuova».</p>
<p>Decisamente controcorrente.<br />
«Credo nell’immortalità dell’anima e nella resurrezione dei corpi. Non so cosa il Signore mi riserverà, ma non vorrei nessun accanimento. Spererei solo di avere accanto a me persone care, cui affidare parole di speranza, nella certezza che ci si rivedrà nel Signore. Noi continuiamo a fare un errore grossolano&#8230;».</p>
<p>Cioè?<br />
«Vedere la morte e la malattia grave con l’occhio della tecnica, mentre dovremmo accostarci al nostro spegnimento come un passaggio, non dunque come un pericolo, una mannaia».</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Penelope</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/10332/eluana-la-chiesa-e-limposizione-della-sofferenza/#comment-15811</link>
		<dc:creator>Penelope</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 11:49:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=10332#comment-15811</guid>
		<description>Tanto chiasso per un ammasso di cellule che non sente nè prova alcunchè, e nessuno che alzi la voce per i milioni di esseri torturati in nome della scienza umana. E questo perchè hanno una forma diversa dalla nostra e secondo l&#039;associazione mafiosa più potente al mondo (chiesa cattolica romana) essi son cose nate per essere sotto il nostro dominio e non hanno anima.

Eluana ha diritto di essere lasciata andare in pace. O meglio, il corpo di eluana ha diritto di spegnarsi. Eluana si è già spenta da tempo. In Natura sarebbe già sepolta da tempo.
Agli animali, gli altri animali, viene fatta l&#039;eutanasia per motivi ben più labili. Un cavallo si rompe la zampa? Uccidiamolo. Un pollo di batteria transgenico imbottito di antibiotici genera l&#039;aviaria? Ammaziamo tutti i volatili nel raggio di 100 km. Un cane ha morso un bambino rompicoglioni? Spariamogli.
Per &quot;la persona umana&quot; (ci sarà anche quella animale?!) si pontifica sul nulla e si sprecano decine e decine di parole per dire &quot;perchè voi valete&quot;. Ma per cortesia, l&#039;importanza che ci attribuiamo va oltre ogni minima decenza.
Vuoi morire? Ne hai diritto. Vuoi rimanere attaccato alle macchine? Ne hai diritto.
Basta. Stop. Tutto il resto è stupida aria fritta antropo-cattolica che tanto ha rovinato questo splendido pianeta con le sue creature innocenti.
Se fossimo stati meno presi da noi stessi saremmo una specie animale più civile. Invece siamo la specie più dannosa e crudele nei confronti dei più deboli, nei confronti di chi non si può difendere (sia esso bipede o quadrupede).
Viva Eluana! E tutti gli eluani che come lei non possono decidere di sè stessi in nome di una morale superiore.. inventata dai parrucconi dello IOR.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Tanto chiasso per un ammasso di cellule che non sente nè prova alcunchè, e nessuno che alzi la voce per i milioni di esseri torturati in nome della scienza umana. E questo perchè hanno una forma diversa dalla nostra e secondo l&#8217;associazione mafiosa più potente al mondo (chiesa cattolica romana) essi son cose nate per essere sotto il nostro dominio e non hanno anima.</p>
<p>Eluana ha diritto di essere lasciata andare in pace. O meglio, il corpo di eluana ha diritto di spegnarsi. Eluana si è già spenta da tempo. In Natura sarebbe già sepolta da tempo.<br />
Agli animali, gli altri animali, viene fatta l&#8217;eutanasia per motivi ben più labili. Un cavallo si rompe la zampa? Uccidiamolo. Un pollo di batteria transgenico imbottito di antibiotici genera l&#8217;aviaria? Ammaziamo tutti i volatili nel raggio di 100 km. Un cane ha morso un bambino rompicoglioni? Spariamogli.<br />
Per &#8220;la persona umana&#8221; (ci sarà anche quella animale?!) si pontifica sul nulla e si sprecano decine e decine di parole per dire &#8220;perchè voi valete&#8221;. Ma per cortesia, l&#8217;importanza che ci attribuiamo va oltre ogni minima decenza.<br />
Vuoi morire? Ne hai diritto. Vuoi rimanere attaccato alle macchine? Ne hai diritto.<br />
Basta. Stop. Tutto il resto è stupida aria fritta antropo-cattolica che tanto ha rovinato questo splendido pianeta con le sue creature innocenti.<br />
Se fossimo stati meno presi da noi stessi saremmo una specie animale più civile. Invece siamo la specie più dannosa e crudele nei confronti dei più deboli, nei confronti di chi non si può difendere (sia esso bipede o quadrupede).<br />
Viva Eluana! E tutti gli eluani che come lei non possono decidere di sè stessi in nome di una morale superiore.. inventata dai parrucconi dello IOR.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: gregorj</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/10332/eluana-la-chiesa-e-limposizione-della-sofferenza/#comment-15809</link>
		<dc:creator>gregorj</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Nov 2008 10:33:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=10332#comment-15809</guid>
		<description>beh, in effetti come polemista non sei male, zam ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>beh, in effetti come polemista non sei male, zam <img src='http://www.giornalettismo.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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