di Alessandro D'Amato (Gregorj)
postato alle 09:19 del 16 giugno 2008 in Rassegna stampaTorna alla home

Quanto è grande il mondo, e quanto è maturo questo paese, dove giammai si penserebbe di utilizzare mezzucci per vendicarsi di giornalisti non abbastanza fedeli alla linea. Bisogna leggere il Financial Times (oppure adattarsi all’italianissimo Dagospia) per scoprire che la pressione sulla libera stampa, in Italia, pur avendo sempre un solo colpevole - Berlusconi - spesso ha molti più mandanti di quanto ci si aspetti a prima vista. Milena Gabanelli, conduttrice e autrice del fantastico Report (il migliore, o forse sarebbe corretto dire l’unico programma di giornalismo d’inchiesta italiano), dichiara all’autorevole quotidiano inglese in un articolo firmato dal corrispondente Guy Dinmore dedicato al peso che il ritorno di Berlusconi al governo ha sulle televisioni qualcosa di eccezionale. Ovvero che lei ha lavorato in santa pace per dieci anni in santissima pace alla trasmissioni, senza ricevere particolari pressioni dal centrosinistra o dal centrodestra. “Poi, con una pausa teatrale aggiunge: ‘Fino a 3 settimane fa’. La pressione però non è venuta dal governo Berlusconi, ma dal partito che è garante politico di Raitre. Un ex assessore di Veltroni, già sindaco di Roma e leader del Partito democratico che è stato sconfitto alle elezioni di aprile, ha protestato contro un reportage sulle concessioni edilizie nella Capitale nell’era Veltroni”. Mentre scatta il totoricerche su chi possa essere il personaggio che ha protestato (Morassut, intervistato nella puntata? oppure l’assessore ai “Progetti speciali” Claudio Minelli, ripetutamente citato?), si rimane piuttosto interdetti nel pensare che in un paese dove il leader dell’opposizione volesse rimarcare la sua profonda differenza da modi e metodi di intimidazione ai giornalisti, si dovrebbe assistere a breve a una conferenza stampa pubblica con protagonistri Veltroni e la Gabanelli, nella quale si dà conto e si prendono le distanze da quanto accaduto. Purtroppo, una conferenza stampa a breve sul tema non sembra essere in programma. L’affermazione tra poco scivolerà nell’oblio, e tutti faranno finta di non averla sentita. Come al solito.
Scavalcato da Repubblica, il Corriere cerca di recuperare terreno sul tema con questo pezzo di Luigi Ferrarella, che nel primo paragrafo si toglie qualche sassolino dalle scarpe: “Il disegno di legge del governo Berlusconi sulle intercettazioni è talmente costellato di obbrobri giuridici, incongruenze pratiche e assurdità di principio, che non c’è bisogno di inventarne altri, prospettando erronei timori che finiscono solo per distogliere l’attenzione dai vizi reali del testo“. Il giornalista, già famoso perché l’on. Previti chiese a Ferruccio De Bortoli il sollevamento dall’incarico, si riferisce probabilmente a un articolo della concorrenza uscito domenica.

Altra curiosità. Il vicariato di Roma, che è composta da gente che sa perdonare e non si legherebbe mai al dito quella che magari percepisce come un affronto, ha negato a una casa di produzione la possibilità di girare riprese nelle chiese della Capitale, dove è ambientato l’orribile “Angeli e Demoni” (di Ron Hubbard, con Tom Hanks), tratto dal romanzo di Dan Brown, già autore de “Il Codice Da Vinci“. «Forniamo spesso le nostre chiese, ha dichiarato al settimanale Sorrisi e Canzoni don Marco Fibbi, responsabile dell’ufficio stampa e comunicazioni sociali della Diocesi di Roma, a produzioni che hanno finalità o compatibilità con il sentimento religioso, ma non quando il film agisce in una linea di fantasia che va a ledere il comune sentimento religioso, come è successo con “Il codice da Vinci”». Nel caso di “Angeli e demoni” non c’erano neanche i presupposti per chiederci permessi. E quando gli americani lo hanno fatto con il Ministero dell’Interno, abbiamo dato il nostro parere preventivo».

Intanto, Alberoni diconsi Alberoni dice la sua sull’esame di maturità: “L’esame di Stato, la «matura», è ormai alle porte. Cresce l’ansia, si aggiustano gli ultimi dettagli delle tesine interdisciplinari da presentare in sede di orali. Il clima, almeno al Nord, aiuta a non distrarsi con pensieri di spiagge o piscine. La Rete, ormai da anni, propone regolarmente ipotesi e previsioni, con tracce di temi e altre prove già svolte. Ma soprattutto si fa angolo di sfogo per migliaia di maturandi. Lo scorso anno, almeno uno su due ha visitato uno dei siti che promettono di dare una mano nella preparazione“. Secondo me, quest’anno esce Alberoni in filosofia. Glielo devono. Se lo merita. Me lo sento.

Vignetta di Vauro

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