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Pasquale Basile: la vittima della mafia arrestata per ‘ndrangheta

Un anno fa aveva ricevuto la solidarietà di tutta la politica locale, dopo le intimidazioni mafiose ricevute attraverso lettere anonime. Oggi, insieme a cinque assessori della sua giunta, è finito in manette per ‘ndrangheta. Pasquale Basile, eletto nel 2010 sindaco di Scalea (un comune della fascia tirrenica cosentina) a capo di una lista civica,  è stato arrestato con l’accusa di associazione mafiosa. Non sono gli unici fermati: si tratta  di una vasta operazione, ribattezzata dagli inquirenti “Plinius”, condotta tra Cosenza, Bari, Matera, Terni e Salerno, che ha portato agli arresti di ben 38 persone. Accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno in associazione mafiosa, sequestro di persona, detenzione e porto di armi. Ma anche di estorsione, rapina, corruzione, turbativa d’asta, turbata libertà del procedimento amministrativo, concussione, falso, istigazione alla corruzione e minaccia. Tutti aggravati dal metodo mafioso.

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Photocredit: www.blunetwork.tv

PASQUALE BASILE ARRESTATO E IL PATTO POLITICA-‘DRANGHETA – Secondo quanto hanno ricostruito gli inquirenti,  l’operazione svela un intreccio fra ‘ndrangheta e politica locale. A Scalea e nei comuni limitrofi, operava l’organizzazione criminale dei “Valente-Stummo”, due gruppi inizialmente in lotta tra loro per il controllo dell’area. Una volta compreso come fosse necessario e conveniente allearsi, il clan – subordinato al “Locale” mafioso di Cetraro, che fa capo al boss Franco Muto, ndr – è riuscito ad inserirsi nella macchina amministrativa comunale. Così ha ottenuto concessioni demaniali e appalti, attraverso l’intimidazione e le minacce. E avvalendosi dell’omertà della cittadinanza, tanto da controllare ormai tutte le risorse economiche dell’area. Attraverso il procacciamento di voti, i Valente-Stummo sarebbero anche riusciti a influenzare le ultime elezioni amministrative del comune calabro. Era il 2010, proprio quando veniva eletto Pasquale Basile, a capo di una lista civica: grazie ai propri candidati eletti, l’organizzazione criminale riusciva così ad ottenere gli appalti, soprattutto nell’ambito della gestione dei rifiuti.

Scalea
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SEQUESTRATI BENI PER 60 MILIONI DI EURO – Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati beni del valore di 60 milioni di euro: si tratta di beni mobili e immobili in possesso dei Stummo-Valente, ma anche di diversi amministratori locali coinvolti nell’inchiesta, imprenditori e professionisti. Investimenti erano stati fatti anche in Umbria e Basilicata. Svelato, grazie all’indagine, l’asse economico-imprenditoriale dell’organizzazione criminale, in grado di controllare il settore commerciale dell’area. Dall’apertura di diversi supermercati, concessionarie di auto, agenzie di viaggi, parchi divertimento, alle attività di abbigliamento: tutto era sotto il controllo dell’organizzazione legata alla ‘ndrangheta. Anche il settore immobiliare era sotto la loro influenza, con tanto di realizzazione di società create ad hoc per acquistare fabbricati, appartamenti e magazzini, attraverso aste fallimentari pilotate. O quello agricolo, attraverso la costituzione di cooperative che, non depositando bilanci e non avendo assunto lavoratori dipendenti, avevano acquistato senza dichiarare al Fisco. Importanti ricavi arrivavano anche dal settore turistico e dalla gestione dei lidi. Complessivamente, sono 22 le società e le aziende sotto sequestro, insieme ad 81 immobili, 33 autoveicoli, tra 78 rapporti bancari, con saldi positivi per circa 2,7 milioni di euro, due imbarcazioni e numerose polizze assicurative.

IL PASSATO DEL SINDACO E LE MINACCE – Soltanto  un anno fa era il sindaco Pasquale Basile a venire minacciato, attraverso una lettera anonime, come ricorda il portale Calabriaora.it, diretto da Piero Sansonetti. La missiva era stata lasciata sotto la porta dell’ufficio di Basile in Comune, mentre un’altra, identica, sotto la porta del segretario comunale. Ad essere minacciato sia Basile che la famiglia, con il sindaco che aveva subito  presentato una denuncia ai carabinieri. “Non è la prima volta che il sindaco di Scalea riceve minacce. Un episodio analogo, infatti, si era verificato nello scorso mese di agosto”, si leggeva. Basile aveva ricevuto allora la solidarietà di tutti i partiti locali, che lo avevano invitato a non farsi intimidire dalle minacce subite.