The Economist: “Berlusconi finito da Fini”?
09/12/2010 - Il settimanale della City si chiede se davvero è scoccata l’ultima ora del Governo Berlusconi? E se sì, merito del presidente della Camera o demerito del premier? Gong. Il suono lugubre e minaccioso delle campane “a morto” sembra essere scoccato per il
Il settimanale della City si chiede se davvero è scoccata l’ultima ora del Governo Berlusconi? E se sì, merito del presidente della Camera o demerito del premier?
Gong. Il suono lugubre e minaccioso delle campane “a morto” sembra essere scoccato per il governo di Silvio Berlusconi. Suono triste che è giunto fino alle sponde del Tamigi.
SIAMO AL DE PROFUNDIS? – Giovanni Trapattoni direbbe “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco” e, per la verità, visto il mercato delle vacche in cui è trasformato in queste ore Montecitorio, nemmeno noi facciamo pronostici. Certo, il governo Berlusconi assomiglia ad uno zombie, un morto che cammina. Ma lo è da mesi. Le sue attività sono pressoché paralizzate, nelle ultime settimane non si segnalano nemmeno le consuete “leggi ad personam”, le sole o quasi che questo governo ha messo in carreggiata nei suoi due anni di vita. tutto langue come la spazzatura sulle strade di Napoli, insomma. La stessa Camera è chiusa in attesa della sfida, dal vago sapore di uno “Spaghetti western” di serie B, prevista per martedì prossimo 14 dicembre, quando è previsto il voto di fiducia al governo. Nell’attesa, anche all’estero, non fosse che per ammazzare il tempo provano a scrutare l’orizzonte sempre più cupo della nostra politica.
FINITO DA FINI? O DA BERLUSCONI – ‘L’interrogativo dell’asciutto editoriale de L’Economist è alla ricerca della pistola fumante che, presumibilmente, dovrebbe sparare il corpo mortale sulle orti del governo. Il settimanale accenna anche alle “macchinazioni” messe in atto in questi mesi dal presidente della Camera. Ne ripercorre il cammino politico, dalla svolta di Fiuggi a quella della conferenza del Pdl in cui trai due, Silvio e Gianfranco, si sancì la rottura in modo plastico e plateale, ripreso persino dalla tv a circuito chiuso. Poi gli scandali e l’inattività politica del premier hanno fatto tutto il resto. “Nei palazzi della politica italian, scrive l’Economist, regna la confusione anche a causa dell’ ‘incertezza che circonda le intenzioni e le tattiche dell’uomo che ha fatto precipitare la crisi”, ovvero di Gianfranco Fini. Per il settimanale londinese, “Il presidente della Camera ha come obiettivo una destra più’ moderna, tollerante e meno autocratica”. Insomma, proprio come piacerebbe alla rivista britannica che, è bene ricordarlo, ha un target decisamente conservatore, di quella populista e quasi triviale rappresentata da Berlusconi.













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