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Siamo disabili e vogliamo fare sesso

Spesso faccio sogni erotici. La maggior parte delle volte, nel sogno, non sono disabile e posso muovermi e fare tutto quello che non posso fare da sveglia

Laetitia Rebord ha 31 anni ed è malata di Atrofia muscolare spinale, una malattia neuro-degenerativa che l’ha costretta alla più totale immobilità. La donna non può muoversi autonomamente , ma non ha perso il senso del tatto, e sente ogni tocco sul suo corpo. Laetitia è vergine, lo dice senza imbarazzo. E sempre senza imbarazzo dice di voler provare il sesso almeno una volta nella vita. È consapevole che il suo grave handicap rappresenta un ostacolo alla sua vita sessuale, e ora si batte perché anche il suo paese, la Francia, legalizzi quello che è stato chiamato “sesso surrogato”.

sesso disabili 1SESSO SURROGATO – La battaglia di Laetitia è raccontata da Stefania Rousselle nel documentario Seeking Sexual Surrogates, che tratta la delicata questione del sesso tra le persone disabili e la relativa controversia dell’illegalità del “sesso surrogato” che è scoppiata Oltralpe negli ultimi mesi. Il sesso surrogato, spiega The Atlantic, consiste nel pagare una figura professionale che offra al paziente un contatto intimo, anche se non necessariamente un rapporto sessuale. Questo tipo di assistenza è nata intorno ai primi anni Settanta, allo scopo di aiutare le persone (non soltanto i disabili) a superare la propria ansia patologica nei confronti del sesso. In molti ricorderanno l’apprezzato film The Session, in cui Helen Hunt interpretava proprio una donna che offriva sesso surrogato a un uomo costretto in un polmone d’acciaio.

 

“USO NON ETICO DEL CORPO UMANO” – Lo scorso marzo, il Comitato Etico Nazionale francese ha deciso che il sesso surrogato rappresentava “un uso non-etico del corpo umano per scopi commerciali, e che per un disabile la sessualità non può essere considerato un diritto”. Laetitia Rebord non la pensa così e ha organizzato una campagna di protesta contro il comitato etico, rivendicando il proprio diritto a provare piacere: “La gente dovrebbe capire perché stiamo chiedendo questa cosa. Non posso muovermi, non posso nemmeno masturbarmi”. Il tema è delicato, perché coinvolge una sfera profondamente intima della vita di una persona che, per poter restare in vita, deve dipendere in tutto da altre persone.

 

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NELLA BOLLA – Nel suo documentario, Stefania Rousselle include anche la testimonianza di Aminata Gregory, una donna francese di 66 anni che offre sesso surrogato e tecnicamente illegale. Non si definisce una prostituta. Uno dei suoi “clienti abituali” è un uomo di 49 anni affetto da atassia di Friedreich. “All’inizio della seduta, è come se entrassimo in una bolla e diventassimo una coppia normale. Ci parliamo e ci chiediamo reciprocamente delle cose. Alla fine della sessione rompiamo la bolla e tutto finisce. Serve a evitare di innamorarsi”.

(Photocredit: YouTube)