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Beppe Grillo, Andrea Malaguti e i servizi segreti

Le parole sussurrate e i fuori onda valgono più della conferenza stampa, per Beppe Grillo. Una sua frase detta sottovoce durante l’appuntamento in Senato finisce oggi sulle prime pagine. Protagonista è il giornalista della Stampa Andrea Malaguti, che ha fatto molte interviste ai grillini dissidenti ed è in buoni rapporti con lo staff di comunicazione dei grillini al Senato. Ma anche, secondo Grillo, in rapporti con i servizi segreti:

Anche davanti alle telecamere il Fondatore si rivolge al Capo dello Stato. Lo implora di andare in tv per dire la verità agli italiani. E rivela: «Gli ho chiesto di tornare alle urne, se necessario». Tempo un attimo e si apre il capitolo dedicato ai presunti avversari del verbo grillino. La stampa, innanzitutto: «Dovreste vergognarvi – dice in faccia ai cronisti – Ci prendete per il culo solo perché diamo indietro i soldi». Come se non bastasse, se la prende anche con il giornalista della Stampa Andrea Malaguti. «È quello coi servizi segreti? », chiede Grillo. «Siamo infastiditi – replica il direttore del quotidiano, Mario Calabresi – L’unica colpa di Andrea è di avere fatto molte interviste ai grillini dissidenti».

Sulla Stampa Mario Calabresi scrive direttamente a Grillo:

Beppe Grillo ci ha abituato a battute e dichiarazioni di ogni genere. Questo giornale ha sempre riportato quelle che hanno legittimità nel dibattito politico nostrano. Ieri, durante la conferenza stampa in una sede istituzionale come la Sala Nassiriya del Senato, i microfoni aperti ne hanno registrata una che non appartiene a questa categoria, ma che non può essere ignorata. Nel momento in cui Nicola Morra, il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, ha dato la parola al nostro collega Andrea Malaguti, Grillo si è girato verso Morra e con un tono che è apparso privo di ogni ironia ha chiesto: «MaMalaguti è quello coi servizi segreti». Non abbiamo idea di quali bizzarre informazioni siano dietro questa strana uscita.

Vogliamo rassicurare Grillo: Malaguti è solo un giornalista, che ha raccontato in questi mesi la realtà dell’M5S con serietà e competenza riconosciute da tutti. Non ha certo bisogno di fantomatici servizi segreti per il suo lavoro: i suoi ferri delmestiere sono l’esperienza, il fiuto e il metodo giornalistico. Forse è proprio questo che dà fastidio a un leader politico che non perde occasione per scagliarsi contro i giornali. Per Grillo chi agisce con libertà e indipendenza, e per questo disturba, deve avere per forza qualche potere occulto alle spalle. È un modo inaccettabile di «sporcare» chi fa solo il suo lavoro, aggravato dalla velocità con cui oggi queste affermazioni senza controllo fanno il giro della Rete. Questa volta sarebbe bello che Grillo rimediasse a questa scivolata con una riga, magari solo un tweet, di scuse.